La strada intrapresa era lugubre. Era fiancheggiata da una serie interminabile di ville lussuosissime, che avevano tutte quante un cancello altissimo, un complicato sistema di illuminazione e un cane. Il cane permetteva di risparmiare sull’antifurto. Non appena un cane sentiva un rumore ambiguo e sospetto provenire anche da lontano, ecco che cominciava ad abbaiare e tutti gli altri cani lo accompagnavano. Tutto ciò permetteva a quella piccola comunità di piccoli imprenditori locali di stringersi attorno al capitale.Tuesday, March 04, 2008
Una storia molto vera - Ugo
La strada intrapresa era lugubre. Era fiancheggiata da una serie interminabile di ville lussuosissime, che avevano tutte quante un cancello altissimo, un complicato sistema di illuminazione e un cane. Il cane permetteva di risparmiare sull’antifurto. Non appena un cane sentiva un rumore ambiguo e sospetto provenire anche da lontano, ecco che cominciava ad abbaiare e tutti gli altri cani lo accompagnavano. Tutto ciò permetteva a quella piccola comunità di piccoli imprenditori locali di stringersi attorno al capitale.Sunday, March 02, 2008
la danza sottile tra sogno e realtà - M.Pettorruso
Inclusione, volti, i frammenti di una storia che si ricompongono a fatica, rapporti giocati sul filo dell’incomprensione o esplosioni di rabbia incontenibile. Mi sento fortunato, ho cioè l’immensa fortuna di arrotondare con un lavoro splendido. In un certo senso è una lotta, forse la più nobile, che consiste nel tenere più in alto possibile l’asticella che stabilisce la civiltà di una società.
Sunday, January 20, 2008
GRAMOS
Tu che mi leggi, ti prego, ascolta. Questo libro è un libro di fiabe, certo, come tanti. Più bello o più brutto, chissà. Non importa, non è questo il punto. Ti ho chiesto, per favore, di ascoltare. Sono un libro ma, dentro di me, c'è una voce che, purtroppo, è un lamento. É di un bimbo piccolo, si chiama Gramos. Lotta per la vita come un eroe. Ascoltalo. Ti sta dicendo Ciao, mi chiamo Gramos, vorrei ridere e giocare ma non posso. Ti sta dicendo Aiutami. Ti sta dicendo anche Ho una brutta malattia, ho paura. Ti sta dicendo Sei gentile a comprare questo libro che altre persone gentili hanno scritto e di cui migliaia di persone gentili, su una cosa chiamata internet, han parlato. Lui è Gramos. É un bambino. Vivrà grazie a tutti voi. E un po' anche
CHI è GRAMOS
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Monday, January 14, 2008
Ringraziamenti VARIopinti
C'eravamo tanto... ubriacati.
Ti volevo chiedere
"Come stai? K fai?
Se 6 libera stasera usciamo?"
Avevo già digitato tutto
Sul cellulare
Sfogliando la rubrica
mi ricordai
che ieri notte
Ero troppo sbronzo
E mi sono scordato
Di chiederti il tuo numero
Wednesday, January 09, 2008
Pregiudizi
Sgusciare via, oltre il raziocinio
Non ho bisogno di codici per imparare la moralità
Il destino del guerriero è segnato
Eppure non ha alcun timore
Chiamatelo coraggio
Governo me stesso
Per schiavizzare la mia anima
Governo me stesso
Per liberarmi da catene immaginarie
Non ho bisogno che qualcuno mi venda nuove/vecchie religioni
Non ho bisogno che qualcuno mi dica come innamorarmi
Non ho bisogno di guardare un tramonto per chiudere gli occhi
& fantasticare
Sono pronto per andarmene
Non fermarti al primo bacio, Amore
Sarò pronto prima di cena
Taglierò questa barba
Indosserò abiti decenti
Fingerò di essere come gli altri
Mi mimetizzerò
Governo me stesso
Come un dittatore ottuso
Governo me stesso
Come un anarchico cieco
Trovo nell’imperfezione altrui la mia assoluta realizzazione
A. Mannina
protesta
L'occhio umano vede
e nel vedere
nega la realtà vivente
si finge cieco pertanto all'occorrenza
per non vedere
oltre la barriera di gingilli, vanità e celestiali visioni
centinaia di derelitti, poveri e accattoni
l'occhio umano vede
e guardando non vede
la più grande violenza
l'indifferenza
l'occhio umano vede
onnipresente
e a Roma e a Firenze quei giorni
l'occhio umano ha visto
la realtà apparente
e non si è accorto invece
di chi invisibile e irriverente
eppure là presente
sulla strada moriva
silenziosamente.
Roberta Rizzotti
Monday, January 07, 2008
tutti ar'monno - M. De Francesco
Tutti ar monno c’hanno avuto da piccoli ‘na perzona magginaria pe’ n’sentisse soli,
steva dappertutto nella cammera, anche din sotto er letto
e te sciorinava parole carme e dorci nelle recchie ancora lanugginose
facennote prociugà puro l’occhi dell’anima tua.
A vorte me pareva solo anco lui, chissà d’andò veniva
e chissà pecchè me parlava proprio a me,
morto spesso nun lo capivo nimmanco….
M’è stato accanto fino a che c’ho avuto ‘na gran fantasia…
m’è arrimasto un vaco ricordo der viso e della voce sua
e ‘na senzazzione forte de vòto che ‘gni tanto m’attanaja er core.
Ier sera, perzo nella folla drento a la piazza
me so’ sentito de corpo tornà regazzino,
me vorto, me rivorto, n’attimo de panico,
poi quella voce, quer viso davanti a me…
la folla scompare, so’ solo, co’ lui,
me deve da parlà, a me, me vo’ raccontà le su’ cose…
Lo sto a sentì senza perde ‘na parola
e la pace ce prenne inzieme…
Je dico: se famo un panino?
e lui: te seguo…come sempre!
Monday, December 24, 2007
VIGILIA AL PC
[sono a trapani. ovviamente vorrei essere da un'altra parte. non mi va di lamentarmi, ma per chiarire dico solamente che qui sto scomodo. vi basti questio.
mi sono fatto prestare un pc e ho controllato la posta. volevo fare gli auguti ai miei avatar.
auguri xango.
auguri percezionesociopatica.
auguri faroimpazzito.
nella posta ho trovato alcune poesie, come ormai capita spesso. il bello di internet è questo. che ti tuffi nella rete per dimostrare quanto sei bravo è poi scopri quanti bravi surfano sui bit dell'arte!
BUON NATALE A TUTTI, SPECIALEMTE A CHI NON CI CREDE!!!]
"Set natalizio"
E' Natale,
siamo tutti più buoni!
su e giù, botteghe, grandi magazzini, shoppers...shoppers
strade illuminate, negozi
Tanfo, cartoni, vomito, strade proibite!
laggiù no! rotte clandestine!
luci gelide
E' Natale,
acquistare…acquistare
ipocrisia, abitudine
di chi possiede troppo
in faccia a chi non è
e a chi nulla ha
anche quest’anno ho comprato
un’icona del libero mercato.
Roberta Rizzotti
Quest’anno mi piacerebbe trovare sotto l’albero
I cadaveri in putrefazione
Di tutti quelli che addobbano piante vere
& poi le buttano
Alessandro Mannina
Thursday, December 13, 2007
puoi dirmi quello che vuoi
Puoi dirmi quello che vuoi
Ma io continuo a vederti perfetta
Spiegami cosa c’è di sbagliato in te
Errori, sbagli, sviste, disattenzioni
Io continuo a vederti perfetta
Bagnati le labbra & sputa ogni tuo crimine
Insuccesso, fallimento, disfatta, sconfitta
Io continuo a vederti perfetta
Scuoti la testa & mostrami ogni tua imperfezione
Vizio, difetto, perversione, limite
Io continuo a vederti perfetta
Poi tu mi dici ok togliti gli occhiali di prova
Tu che sei la mia oculista
& io non vedo altro che una chiazza sfocata
Sunday, December 09, 2007
fuoridi qui
[percezione accoglie con un inchino tutti i fermenti che ruotano attorno all'arte e alla letteratura...]
Se riuscissi
a cacciarti dal cuore
resterebbe una traccia leggera
come l’incenso
nelle chiese chiuse
o l’odore di mandorla
nelle scatole vuote dei confetti.
Morde
ancora
la tua presenza
è qualcosa di noi
che vorrei perdere
che vorrei ritrovare.
C'è qualcuno vivo da queste parti?
[percezione, tavola rotonda del disagio interiore, ospita, con lusinghiera gioia la seguente poesie...]
Perdere il treno che trasloca accattoni nel ghetto stregato
C’è qualcuno vivo da queste parti?
Affogare i pensieri in viscidi riti mattutini
Volevo solo sentire l’odore della pioggia atterrare su ciglia fredde
Farmi il segno della Croce senza sentirmi un traditore
C’è qualcuno vivo da queste parti?
Uscire quando è buio, rientrare quando è di nuovo buio
Vampiri sazi che si dondolano su amache sanguinolente
La mia famiglia è un quadro astratto
Un pensiero cattivo & una fottuta guerra da combattere
Affinché non cambi nulla (status Quo)
C’è qualcuno vivo da queste parti?
Il tuo cuore picchia come lo zoccolo di un cavallo inferocito
Non è tardi per ricominciare. Dispensare consigli approssimativi
Millantare saggezza & mendicare concentrazione
Il popolo è un gregge ottuso di vigliacchi ignoranti
C’è qualcuno vivo da queste parti?
Farò di tutto per farti capire che fissare il cielo è inutile
Se non ti perdi negli occhi di chi hai amato & che adesso detesti
Thursday, September 20, 2007
G.O.
Qualcosa negli occhiCome la polvere dell’ultima stella che hai visto cadere
Ai tuoi piedi
Chiederesti di andare
In un posto buio che ancora non conosci
Nella vita inventata da un altro
Per far colpo sulla tua voglia di bugie nuove
Nessuno è fragile fino in fondo
Nessuno è disarmato abbastanza
Nel martirio di un divenire
Polvere di qualcosa.
Poesia di:Nino G. D'Attis
Immagina di: Nise No
Wednesday, September 05, 2007
LEZIONI DI SCRITTURA
Devi imparare a scriveredi gomma americana
masticata da gente felice di
tornare a casa in un tempo lungo
la faccia monodimensionale
e un cerchio alla testa,
azzurro
abbassare le palpebre,
alzarle
e
passami il telecomando
Devi imparare a scrivere
il cantico del vuoto
piattole in fila indiana
sguardi da opinionista al top della classifica di gradimento
massaggiatore sportivo, bagnino, ragazzo immagine, succhiacazzi
segno zodiacale leone
tre anni di rock'n roll acrobatico
due mesi nel letto di un ballerino albanese
Anche un mio amico mi ha detto questa cosa:
“Ohi, Ni’…ma tu perché non vai
da Maria De Filippi?”
Poesia: Nino G. D'Attis
Immagine: Nise No
Monday, September 03, 2007
ARMY OF ME
La prima divisione di contabililasciò il wonderbra di Eva Herzigova alle 20.00
in punto
fotografata da Ellen Von Unwerth per Guess,
così sborniata da urlare per strada:
“Beato chi ci vive, fortunato chi le scopre!”
l’armata sembrava reduce da un grand tour tra Samarcanda e Buchara,
negli altopiani kirghisi
e nei deserti turkomeni
l’armata era un sol uomo,
tutta la vita sfaccendato a reinterpretare i fondi del caffè
ribaltando il messaggio iniziale degli oggetti.
Guanti neri,
veli fluttuanti,
feltri decorati con motivi astratti,
mascherine e merletti
Cose che si vedono nei video
pensando che
Ogni primavera fioriscono nel nostro paese
rievocazioni storiche di battaglie e contese,
percorsi d’arte,
assaggi nelle cantine,
concerti tra le botti
trattamento di mezza pensione
in hotel 3 stelle
tre notti
e poi
bambole gonfiabili per fare rafting sul fiume Vuoska
altre cose da fare
fino a quando avrai fiato e una vita protetta da password
e pagine bianche
che fanno male
sospese fra la vita e la non vita,
nude e abbandonate
forse morte al tramonto per autocombustione.
Poesia: Nino G. D'Attis
Immagine: Nise No
Saturday, August 04, 2007
il suk a firenze - autoritratto su £ 5.000

per le strade
di questa città,
che non mi adotta,
che non sa amarmi,
c'è sempre qualche viso,
ospite anche lui,
crepato come argilla
al sole
dare voce ad una mano
che chiede qualcosa per vivere.
e m'interrogo
su quanto possa valere
la mia anima,
per intero
o venduta a tranci
al suk sotto il duomo
come spezia rara.
in quella frazione di secondo,
in quei due sguardi che s'incrociano
in quei due mondi che cercano un'autostrada condivisa
che li renda meno lontani
mi perdo.
porgo tre etti di cuore
e qualcuno li raccoglie
storcendo il naso,
la valuta dell'anima
è fuoricorso.
Wednesday, July 11, 2007
.: UN ALTRO ANNO PER GRAMOS :.
Tuesday, July 10, 2007
cose'è la felicità?
Forse la felicità
è una gravidanza extrauterina
per la quale si rischia
un’emorragia dell’io:
serve un dottore
che raschi via tutto.
Magari un parente
per stare sereni
un fratello d’io
per esempio
vestito di bianco materia.
g
[Samule fa il bis, per la mia gioia!]
Monday, July 09, 2007
casa what #1
lascio quattro segni di me
a riprova del mio passaggio,
marchio il territorio:
lascio il mio odore
sto per aprire le finestre
che tutti sappiano
di chi à la tana,
GRAUR.

uno storno si riposa
sul nero del mio terrazzo
tra una mattonella e l'altra
in requie, mi guarda
gli porgo una winston
e sorrido ammiccante
e quello fa tre passetti avanti,
CIRP?
bisogna essere gentili
coi vicini, venerdì
si sente sola.
la fiera subito capisce,
e mi ritrovo al colosseo
seduto in prima fila.

il morso della morte.
che magnifica giornata,
c'è pace e silenzio
tutt'attorno a quest'isolato
anche gli altri uccelli
hanno smesso di cinguettare.
forse Dio sta mostrando il suo viso
tra le nubi.
è quasi sera.
Thursday, July 05, 2007
Disgelo

Siamo il disgelo
quello antefatto
di un crimine al caldo
mentre depongo
le uova covate
nell’ assenza
esistiamo
come neve
mai disciolta
da un sole
mai tramontato
le acque
al mulino
le pale
braccia
lunghe e pelose
sei quel lago
che non ristagna mai
mentre io, abusivo clandestino, deposito i rifiuti ai bordi della deriva
ti ostini a non vedere
e la zattera
perde le corde del tenere
quando naufrago
nei tuoi respiri
nel viaggio
hai messo in valigia
l’aria
senza preoccuparti
di quanta sia
l’apnea lasciata.
Poesia: Paola Castagna
Foto: MariaPia Spadafora
Sunday, June 10, 2007
RADIO RAI VIAGGIARE SCAZZATI
Fissa il cruscotto, indica i primi Colli Euganei, rimescola rumorosamente il porta cassette senza decidersi per nulla, studia l'atlante stradale girandoselo tra le mani, mi informa su quanti chilometri dista la prossima area di servizio, muove la ghiera dell'orologio, canta, ma non va oltre al ritornello tormentone, mi giro, ho il suo culo davanti, la marca dei jeans, il resto del corpo è tutto preso a strizzare cinghie dell'enorme zaino nel sedile dietro, movimenti bruschi, il gomito mi sfiora il viso. La montagna. Il profondo Friuli. La goccia. Un paese che richiama alla mente un prosciutto ai piedi di un lago artificiale. Un agosto che fa le prove per l'inverno. I locali che rivendicano la loro impermeabilità alla civiltà dei consumi e dell'apparire. Le loro antenne paraboliche. Le loro facce poco sveglie, tipiche di chi ha figliato tra consanguinei fino alla soglia della nostra generazione. Boschi dai contorni scuri e indefiniti, gnomi che seminano cattivi pensieri e muovono le foglie cadute. La deriva definitiva. Lo sappiamo bene tutti e due, nemmeno lei è così stupida. Radio RAI viaggiare informati. Eutanasia di un amore.
Saverio Fattori
