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Tuesday, March 04, 2008

Una storia molto vera - Ugo

La strada intrapresa era lugubre. Era fiancheggiata da una serie interminabile di ville lussuosissime, che avevano tutte quante un cancello altissimo, un complicato sistema di illuminazione e un cane. Il cane permetteva di risparmiare sull’antifurto. Non appena un cane sentiva un rumore ambiguo e sospetto provenire anche da lontano, ecco che cominciava ad abbaiare e tutti gli altri cani lo accompagnavano. Tutto ciò permetteva a quella piccola comunità di piccoli imprenditori locali di stringersi attorno al capitale.

Sunday, March 02, 2008

la danza sottile tra sogno e realtà - M.Pettorruso

Inclusione, volti, i frammenti di una storia che si ricompongono a fatica, rapporti giocati sul filo dell’incomprensione o esplosioni di rabbia incontenibile.

Mi sento fortunato, ho cioè l’immensa fortuna di arrotondare con un lavoro splendido. In un certo senso è una lotta, forse la più nobile, che consiste nel tenere più in alto possibile l’asticella che stabilisce la civiltà di una società.

Leggi tutto.

Sunday, January 20, 2008

GRAMOS

Tu che mi leggi, ti prego, ascolta. Questo libro è un libro di fiabe, certo, come tanti. Più bello o più brutto, chissà. Non importa, non è questo il punto. Ti ho chiesto, per favore, di ascoltare. Sono un libro ma, dentro di me, c'è una voce che, purtroppo, è un lamento. É di un bimbo piccolo, si chiama Gramos. Lotta per la vita come un eroe. Ascoltalo. Ti sta dicendo Ciao, mi chiamo Gramos, vorrei ridere e giocare ma non posso. Ti sta dicendo Aiutami. Ti sta dicendo anche Ho una brutta malattia, ho paura. Ti sta dicendo Sei gentile a comprare questo libro che altre persone gentili hanno scritto e di cui migliaia di persone gentili, su una cosa chiamata internet, han parlato. Lui è Gramos. É un bambino. Vivrà grazie a tutti voi. E un po' anche

CHI è GRAMOS

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Monday, January 14, 2008

Ringraziamenti VARIopinti

La foto qui di fianco l'ho fatta all'articolo che ha scritto Massimo Giuliano su Abruzzo Oggi per parlare del libro e della serata tenutasi a Pescara dentro la mitica EcoTeca, diretta da Luigi Pagliarini.
Ringrazio entrambi, per la fiducia, per l'appoggio, per stima.
Poi ringrazio Michael, il mitico belgapalermitanopazzo che ha appena finito di tradurre le poesie senza adsl in francese per proporre il libro in francia o in belgio. Chi avesse contatti è pregaqto di condividerli, please! Se qualcuno volesse vedere le foto di pescara le sto caricando su www.myspace.com/poesiesenzadsl e intanto beccatevi il contributo del belgapalermitanopazzo.

C'eravamo tanto... ubriacati.

Ti volevo chiedere

"Come stai? K fai?

Se 6 libera stasera usciamo?"

Avevo già digitato tutto

Sul cellulare

Sfogliando la rubrica

mi ricordai

che ieri notte

Ero troppo sbronzo

E mi sono scordato

Di chiederti il tuo numero

Michael

Wednesday, January 09, 2008

Pregiudizi

Sgusciare via, oltre il raziocinio

Non ho bisogno di codici per imparare la moralità

Il destino del guerriero è segnato

Eppure non ha alcun timore

Chiamatelo coraggio

Governo me stesso

Per schiavizzare la mia anima

Governo me stesso

Per liberarmi da catene immaginarie

Non ho bisogno che qualcuno mi venda nuove/vecchie religioni

Non ho bisogno che qualcuno mi dica come innamorarmi

Non ho bisogno di guardare un tramonto per chiudere gli occhi

& fantasticare

Sono pronto per andarmene

Non fermarti al primo bacio, Amore

Sarò pronto prima di cena

Taglierò questa barba

Indosserò abiti decenti

Fingerò di essere come gli altri

Mi mimetizzerò

Governo me stesso

Come un dittatore ottuso

Governo me stesso

Come un anarchico cieco

Trovo nell’imperfezione altrui la mia assoluta realizzazione

A. Mannina

protesta

L'occhio umano vede

e nel vedere

nega la realtà vivente

si finge cieco pertanto all'occorrenza

per non vedere

oltre la barriera di gingilli, vanità e celestiali visioni

centinaia di derelitti, poveri e accattoni

l'occhio umano vede

e guardando non vede

la più grande violenza

l'indifferenza

l'occhio umano vede

onnipresente

e a Roma e a Firenze quei giorni

l'occhio umano ha visto

la realtà apparente

e non si è accorto invece

di chi invisibile e irriverente

eppure là presente

sulla strada moriva

silenziosamente.



Roberta Rizzotti


Monday, January 07, 2008

tutti ar'monno - M. De Francesco

Tutti ar monno c’hanno avuto da piccoli ‘na perzona magginaria pe’ n’sentisse soli,

steva dappertutto nella cammera, anche din sotto er letto

e te sciorinava parole carme e dorci nelle recchie ancora lanugginose

facennote prociugà puro l’occhi dell’anima tua.

A vorte me pareva solo anco lui, chissà d’andò veniva

e chissà pecchè me parlava proprio a me,

morto spesso nun lo capivo nimmanco….

M’è stato accanto fino a che c’ho avuto ‘na gran fantasia…

m’è arrimasto un vaco ricordo der viso e della voce sua

e ‘na senzazzione forte de vòto che ‘gni tanto m’attanaja er core.

Ier sera, perzo nella folla drento a la piazza

me so’ sentito de corpo tornà regazzino,

me vorto, me rivorto, n’attimo de panico,

poi quella voce, quer viso davanti a me…

la folla scompare, so’ solo, co’ lui,

me deve da parlà, a me, me vo’ raccontà le su’ cose…

Lo sto a sentì senza perde ‘na parola

e la pace ce prenne inzieme…

Je dico: se famo un panino?

e lui: te seguo…come sempre!

[la poesia è un linguaggio pericoloso, perchè lavoro sulle energie sottilie che trafigurano l'anima dell'uomo.]

Monday, December 24, 2007

VIGILIA AL PC

[sono a trapani. ovviamente vorrei essere da un'altra parte. non mi va di lamentarmi, ma per chiarire dico solamente che qui sto scomodo. vi basti questio.

mi sono fatto prestare un pc e ho controllato la posta. volevo fare gli auguti ai miei avatar.

auguri xango.

auguri percezionesociopatica.

auguri faroimpazzito.

nella posta ho trovato alcune poesie, come ormai capita spesso. il bello di internet è questo. che ti tuffi nella rete per dimostrare quanto sei bravo è poi scopri quanti bravi surfano sui bit dell'arte!

BUON NATALE A TUTTI, SPECIALEMTE A CHI NON CI CREDE!!!]

"Set natalizio"

E' Natale,

siamo tutti più buoni!

su e giù, botteghe, grandi magazzini, shoppers...shoppers

strade illuminate, negozi

Tanfo, cartoni, vomito, strade proibite!

laggiù no! rotte clandestine!

luci gelide

E' Natale,

acquistare…acquistare

ipocrisia, abitudine

di chi possiede troppo

in faccia a chi non è

e a chi nulla ha

anche quest’anno ho comprato

un’icona del libero mercato.

Roberta Rizzotti

Quest’anno mi piacerebbe trovare sotto l’albero

I cadaveri in putrefazione

Di tutti quelli che addobbano piante vere

& poi le buttano

Alessandro Mannina

Thursday, December 13, 2007

puoi dirmi quello che vuoi

Puoi dirmi quello che vuoi

Ma io continuo a vederti perfetta

Spiegami cosa c’è di sbagliato in te

Errori, sbagli, sviste, disattenzioni

Io continuo a vederti perfetta

Bagnati le labbra & sputa ogni tuo crimine

Insuccesso, fallimento, disfatta, sconfitta

Io continuo a vederti perfetta

Scuoti la testa & mostrami ogni tua imperfezione

Vizio, difetto, perversione, limite

Io continuo a vederti perfetta

Poi tu mi dici ok togliti gli occhiali di prova

Tu che sei la mia oculista

& io non vedo altro che una chiazza sfocata


alessandro mannina

Sunday, December 09, 2007

fuoridi qui

[percezione accoglie con un inchino tutti i fermenti che ruotano attorno all'arte e alla letteratura...]

Se riuscissi

a cacciarti dal cuore

resterebbe una traccia leggera

come l’incenso

nelle chiese chiuse

o l’odore di mandorla

nelle scatole vuote dei confetti.

Morde

ancora

la tua presenza

è qualcosa di noi

che vorrei perdere

che vorrei ritrovare.

roberta lepri

C'è qualcuno vivo da queste parti?

[percezione, tavola rotonda del disagio interiore, ospita, con lusinghiera gioia la seguente poesie...]

Perdere il treno che trasloca accattoni nel ghetto stregato

C’è qualcuno vivo da queste parti?

Affogare i pensieri in viscidi riti mattutini

Volevo solo sentire l’odore della pioggia atterrare su ciglia fredde

Farmi il segno della Croce senza sentirmi un traditore

C’è qualcuno vivo da queste parti?

Uscire quando è buio, rientrare quando è di nuovo buio

Vampiri sazi che si dondolano su amache sanguinolente

La mia famiglia è un quadro astratto

Un pensiero cattivo & una fottuta guerra da combattere

Affinché non cambi nulla (status Quo)

C’è qualcuno vivo da queste parti?

Il tuo cuore picchia come lo zoccolo di un cavallo inferocito

Non è tardi per ricominciare. Dispensare consigli approssimativi

Millantare saggezza & mendicare concentrazione

Il popolo è un gregge ottuso di vigliacchi ignoranti

C’è qualcuno vivo da queste parti?

Farò di tutto per farti capire che fissare il cielo è inutile

Se non ti perdi negli occhi di chi hai amato & che adesso detesti

Alessandro Mannina

Thursday, September 20, 2007

G.O.

Qualcosa negli occhi

Come la polvere dell’ultima stella che hai visto cadere

Ai tuoi piedi

Chiederesti di andare

In un posto buio che ancora non conosci

Nella vita inventata da un altro

Per far colpo sulla tua voglia di bugie nuove

Nessuno è fragile fino in fondo

Nessuno è disarmato abbastanza

Nel martirio di un divenire

Polvere di qualcosa.



Poesia di:Nino G. D'Attis


Immagina di: Nise No

Wednesday, September 05, 2007

LEZIONI DI SCRITTURA

Devi imparare a scrivere

di gomma americana

masticata da gente felice di

tornare a casa in un tempo lungo

la faccia monodimensionale

e un cerchio alla testa,

azzurro

abbassare le palpebre,

alzarle

e

passami il telecomando


Devi imparare a scrivere

il cantico del vuoto

piattole in fila indiana

sguardi da opinionista al top della classifica di gradimento

massaggiatore sportivo, bagnino, ragazzo immagine, succhiacazzi

segno zodiacale leone

e

tre anni di rock'n roll acrobatico

due mesi nel letto di un ballerino albanese

Anche un mio amico mi ha detto questa cosa:

“Ohi, Ni’…ma tu perché non vai

da Maria De Filippi?”

Poesia: Nino G. D'Attis

Immagine: Nise No


Monday, September 03, 2007

ARMY OF ME

La prima divisione di contabili

lasciò il wonderbra di Eva Herzigova alle 20.00

in punto

fotografata da Ellen Von Unwerth per Guess,

così sborniata da urlare per strada:

“Beato chi ci vive, fortunato chi le scopre!”

l’armata sembrava reduce da un grand tour tra Samarcanda e Buchara,
negli altopiani kirghisi
e nei deserti turkomeni
l’armata era un sol uomo,
tutta la vita sfaccendato a reinterpretare i fondi del caffè
ribaltando il messaggio iniziale degli oggetti.

Guanti neri,

veli fluttuanti,

feltri decorati con motivi astratti,

mascherine e merletti

Cose che si vedono nei video

pensando che

Ogni primavera fioriscono nel nostro paese

rievocazioni storiche di battaglie e contese,

percorsi d’arte,

assaggi nelle cantine,

concerti tra le botti

trattamento di mezza pensione

in hotel 3 stelle

tre notti

e poi

bambole gonfiabili per fare rafting sul fiume Vuoska

altre cose da fare

fino a quando avrai fiato e una vita protetta da password

e pagine bianche

che fanno male

sospese fra la vita e la non vita,

nude e abbandonate

forse morte al tramonto per autocombustione.

Poesia: Nino G. D'Attis

Immagine: Nise No


Saturday, August 04, 2007

il suk a firenze - autoritratto su £ 5.000

mercoledì, giugno 13, 2007, 12:00 AM



per le strade
di questa città,

che non mi adotta,
che non sa amarmi,

c'è sempre qualche viso,
ospite anche lui,
crepato come argilla
al sole

dare voce ad una mano
che chiede qualcosa per vivere.

e m'interrogo
su quanto possa valere
la mia anima,

per intero
o venduta a tranci

al suk sotto il duomo
come spezia rara.

in quella frazione di secondo,
in quei due sguardi che s'incrociano
in quei due mondi che cercano un'autostrada condivisa
che li renda meno lontani

mi perdo.

porgo tre etti di cuore
e qualcuno li raccoglie
storcendo il naso,

la valuta dell'anima
è fuoricorso.

Silvio

Wednesday, July 11, 2007

.: UN ALTRO ANNO PER GRAMOS :.

C'è un bambino che si chiama GRAMOS.
Questo bambiono ha dei gravi problemi.
Qualcuno sta cercando di AIUTARLO.
Qui troverete il modo di farlo anche voi...
mi affido a voi, amici miei!!!


Tuesday, July 10, 2007

cose'è la felicità?

Forse la felicità

è una gravidanza extrauterina

per la quale si rischia

un’emorragia dell’io:

serve un dottore

che raschi via tutto.

Magari un parente

per stare sereni

un fratello d’io

per esempio

vestito di bianco materia.

g

[Samule fa il bis, per la mia gioia!]

Monday, July 09, 2007

casa what #1

pianto le unghie nel muro
lascio quattro segni di me
a riprova del mio passaggio,
marchio il territorio:
lascio il mio odore

sto per aprire le finestre
che tutti sappiano
di chi à la tana,
GRAUR.



uno storno si riposa
sul nero del mio terrazzo
tra una mattonella e l'altra
in requie, mi guarda

gli porgo una winston
e sorrido ammiccante
e quello fa tre passetti avanti,
CIRP?

bisogna essere gentili
coi vicini, venerdì
si sente sola.

la fiera subito capisce,
e mi ritrovo al colosseo
seduto in prima fila.



il morso della morte.

che magnifica giornata,
c'è pace e silenzio
tutt'attorno a quest'isolato
anche gli altri uccelli
hanno smesso di cinguettare.

forse Dio sta mostrando il suo viso
tra le nubi.

è quasi sera.

Thursday, July 05, 2007

Disgelo


Siamo il disgelo


quello antefatto


di un crimine al caldo


mentre depongo


le uova covate


nell’ assenza


esistiamo


come neve


mai disciolta


da un sole


mai tramontato


le acque


al mulino


le pale


braccia


lunghe e pelose


sei quel lago


che non ristagna mai


mentre io, abusivo clandestino, deposito i rifiuti ai bordi della deriva


ti ostini a non vedere


e la zattera


perde le corde del tenere


quando naufrago


nei tuoi respiri


nel viaggio


hai messo in valigia


l’aria


senza preoccuparti


di quanta sia


l’apnea lasciata.


Poesia: Paola Castagna


Foto: MariaPia Spadafora

Sunday, June 10, 2007

RADIO RAI VIAGGIARE SCAZZATI

Fissa il cruscotto, indica i primi Colli Euganei, rimescola rumorosamente il porta cassette senza decidersi per nulla, studia l'atlante stradale girandoselo tra le mani, mi informa su quanti chilometri dista la prossima area di servizio, muove la ghiera dell'orologio, canta, ma non va oltre al ritornello tormentone, mi giro, ho il suo culo davanti, la marca dei jeans, il resto del corpo è tutto preso a strizzare cinghie dell'enorme zaino nel sedile dietro, movimenti bruschi, il gomito mi sfiora il viso. La montagna. Il profondo Friuli. La goccia. Un paese che richiama alla mente un prosciutto ai piedi di un lago artificiale. Un agosto che fa le prove per l'inverno. I locali che rivendicano la loro impermeabilità alla civiltà dei consumi e dell'apparire. Le loro antenne paraboliche. Le loro facce poco sveglie, tipiche di chi ha figliato tra consanguinei fino alla soglia della nostra generazione. Boschi dai contorni scuri e indefiniti, gnomi che seminano cattivi pensieri e muovono le foglie cadute. La deriva definitiva. Lo sappiamo bene tutti e due, nemmeno lei è così stupida. Radio RAI viaggiare informati. Eutanasia di un amore.

Saverio Fattori