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Friday, September 24, 2010

LA NOTTE SOVVERSIVA

[Secondo Spot per La notte dei senza dimora lanciato da Ketty Sovversiva]

Thursday, July 22, 2010

Ketty Sovversiva lancia il concorso: La vita di un senza dimora


Hai tempo fino al 12 settembre per partecipare al concorso di poesia e narrativa LA NOTTE DEI SENZA DIMORA.

Scarica il bando qui e fai diventare la tua penna sovversiva!!!

Monday, February 08, 2010

dove sognano le tartarughe - rai notte


[indegnamente citato a Rai Notte! alè]

Saturday, December 12, 2009

parole in corsa

Ieri c'è stata la premiazione del vincitore della VII Edizione del concorso letterario parole in corsa. Presentevano Lillo & Greg. Grazie all'amico e scrittore Gaetano Messineo ho partecipato con un'idea abboazzata che è diventata una storia di 90 righe grazie proprio al mio amico e motivatore Gaetano. Il racconto non è mio quindi, anche se sul libro che hanno pubblicato è firmato da me. Il racconto non è mio, anche se alla premiazione, ieri, io c'ero andato per dare Shaker a Lillo & Greg, mica per ritirare un premio, quello è venuto dopo, a sorpresa e non per merito mio, ma di Gaetano. Perchè io ho solo assecondato il suo entusiasmo, poi lui ha scritto, corretto, finito, sistemato e spedito tutto. Quindi ora, se vi va, godetivi il racconto arrivato secondo su 1500 racconti inviati.
Avete 2 possibilità:
1. leggerlo di seguito
2. ascoltarne un pezzo grazie al video in fondo.

Buona LETTURA!


Ho novanta righe per raccontare come mi hai lasciato senza parole. Ma con pensieri scomposti, in un turbinare di emozioni. Alcune righe le salto, te le sei tirate in bagno, prima di venire in cucina, aspirando tutta l’aria che ci univa, per lasciare un vuoto a separarci. Altre righe non le commento neanche, quelle sul braccio, del tuo passato autolesionista. Mi coccolo le mie novanta righe di solitudine dove scrivere di quel momento. Lo capii subito, dal tempo in bagno. Quando sniffi ci metti quel tot di minuti standard. Quasi vedo tutti i movimenti che fai, anche se non sono mai stato presente. Lo specchietto, la palletta bianca, la scheda, le dieci euro arrotolate, l’aspirazione, il tiro, il tremolio della testa, il sorriso, lo sguardo soddisfatto, l’occhiolino allo specchio. Ho solo novanta righe per raccontare le tue, quante, novecento? Novemila righe di distanza. Per dire come ti grattavi l’avambraccio martoriato mentre mi dicevi che partivi, che era finita, che un po’ ce lo aspettavamo entrambi. Che non poteva durare. Che io ero troppo per bene e giù con la retorica dei mondi diversi, dell’incompatibilità, dei destini e della farsa: “non mi merito un uomo come te”. Sniff. Novanta righe per non accennare alle righe sulla macchina, fatte da qualche tuo pseudo amico, per dirti che sanno dove sei e con chi stai. Novanta righe di merda per ammortizzare il tram in corsa della tua dipendenza, i tuoi deliri da soap opera. Per dire di come ti ho vista alla stazione, settimane dopo, ma non per partire, per scollettare. Uno zombie lontano che biascicava frasi in automatico, mica le parole in corsa di quella sera, vomitate come neve nella bufera. Mentre lavavo i piatti e tu mi dicevi: “cazzo, basta, non può andare avanti!”. Ed io sniff per le lacrime e tu sniff per la coca. Novanta righe di parole come scatole vuote. Apro la parola amore e dentro non ci trovo niente, neanche nella scatola col tuo nome, nulla. Solo polvere che volteggia illuminata da un raggio di luce smorta. Le nostre parole suoni senza sostanza. Apro la scatola del mio nome e trovo te, in bagno, a sniffare il tuo futuro senza me. Dovrei essere felice e invece piango, perché l’altra te è quella che speravo di trovare nella scatola a forma di parole. Quella che, senza coca, sarebbe stata la mia famiglia. Apro la scatola del tuo nome e trovo me in cucina, solitario e pensieroso, sperando che tutto si aggiusti per inerzia, perché parlarti a quattr’occhi e prendere la situazione di petto sarebbe difficile e doloroso, troppo difficile e troppo doloroso.Ho sessanta righe o poco più per raccontare come siamo arrivati a questo punto. Guardo la porta chiusa e aspetto che tu torni. Passano ore, giorni, ma la porta non si apre. Il silenzio che circonda la casa mi fa male alle orecchie. Ci prendevamo per il culo e tu urlavi, mi urlavi che non ti capivo e io non ti capivo davvero, mentre urlavi.Ho cinquanta righe per dirti che mi dispiace, mi dispiace essere stato complice del tuo malessere, essere rimasto lì fermo, a subire te che mi sputavi veleno avvolgendoti nei miei silenzi senza memoria. Tante volte mi accusavi di trattarti male, di dirti "le peggio cose", ma io preferivo mediare cercando di non pensarci.Dieci righe le voglio spendere per ricordare il momento in cui te ne sei andata per sempre, la valigia aperta sul letto, i vestiti ammucchiati dentro come stracci, il tuo modo di muoverti a scatti, presa da un fervore innaturale. Dieci minuti prima eri sotto un treno, con il viso sul tavolo e le braccia penzoloni, che affogavi nella tua saliva. Poi quel maledetto bagno ti ha di nuovo intrappolata regalandomi l’altra te che non sopportavo. Hai riempito uno zaino della roba che tenevi nel soggiorno, buttata dentro come fosse immondizia, mentre ti guardavo a distanza senza fiatare. Il vestito rosso a fiori bianchi che indossavi sembrava girare istericamente per casa, fra i cassetti dei nostri ricordi, per poi scomparire dietro una porta sbattuta con rabbia.Mi sono rimaste forse dieci righe, l’unica cosa che mi rimane di te, assieme al pacco di Camel sul comodino, alle scarpe nere col tacco che non sapevi portare, al pigiama rosa piegato sotto il cuscino, alle dieci euro arrotolate in bagno, allo specchio che non rifletteva più la tua immagine. Forse ti avrei dovuto mandare a fanculo al momento giusto, ma non sono mai stato capace di guardarti in faccia e affrontarti. Ho sempre voluto dirti quanto eri bella e quanto eri speciale, se ti avessi detto anche quanto eri falsa e quanto eri stronza, forse…le righe non sarebbero finite.Ma le righe restano poche e le parole si sono confuse e intrecciate. Il senso di tutto, smarrito fra le lettere aggrovigliate, mi lascia disorientato e rimango solo, con le mie pagine bianche.



Monday, November 23, 2009

Friday, November 20, 2009

Ritratti dal Labirinto - C. Peluso

[per vedere gli altri ritratti dal labirinto cliccare sulla parola MINOTAURO!]

Tuesday, October 20, 2009

Maratona Letteraria Scrittori precari Girolamo Grammatico

[non so se dopo essermi visto blaterare in siciliano con la lingua moscia avrò ancora il coraggio di presentarmi davanti un pubblico con i miei scritti. se risparmio un po' di soldi pago qualcuno per leggere, che mi sa ci faccio più figura. detto ciò ringrazio gli scrittori precari:

GRAZIE RAGAZZI!]

Monday, October 12, 2009

Fai un nodo contro la povertà - stand up italia

[Video realizzato dalla GCAP per lo STAND UP ... c'è anche il sottoscritto! hi hi hi]

Saturday, October 03, 2009

LA NOTTE DEI SENZA DIMORA - spot

[Quest'anno ci siamo impegnati tanto, municipio permettendo! Infatti grazie ad ARTIGIANI DIGITALI abbiamo pure il nostro primo spot!!!

Fatelo girare, è importante, ma ancora più importante è venire il 17 in piazza con noi a dormire per strada.

Vi ricordo che dobbiamo ancora trovare il titolo alla mostra, forza: votate in alto a destra.]

Nel video che segue Maksim Cristan [che scrive su INTERNAZIONALE] parla de LA NOTTE DEI SENZA DIMORA [e cita pure me, hi hi hi]!


Tuesday, July 21, 2009

Subliminal Trailer

[Ecco a voi il tanto atteso book trailer del mio stravenduto e strafamoso SUBLIMINAL IDOL.

Vi confesso che trovare un attore adatto, una location, far fare le musiche e il montaggio è stato un lavoro duro e faticoso, ma ne è valsa la pena. Non mi metto a ringraziare tutti quelli che hanno contribuito alla realizzazione del filmato perchè farei notte. Ringrazio però internet e la tecnologia, che hanno dato la possibilità a nerd come me di esprimersi nonostante tutto. Spero vi piaccia e se così non fosse pazienza! Spero che Dio non se la prenda per la mia leggereza, ma Lui lo sa come la penso: l'ironia salverà il mondo!

Buona visione!]

Saturday, July 04, 2009

enjoy my name - tapemation

[ringraziamo faccialibro per la gentile segnalazione]

Saturday, June 13, 2009

Gheddafi alla Sapienza

[Ricevo da Luisa e diffondo!]

Cari tutti,
vi invio i link ai video che ho registrato il giorno in cui Gheddafi 'ha incontrato gli studenti' all'Università La Sapienza.
Le immagini parlano da sole.


Risposta di Gheddafi sui diritti e le sorti dei rifugiati e richiedenti asilo una volta respinti in Libia :

Interventi censurati, complice in rettore il quale mi aveva esplicitamente detto che tutti avrebbero potuto fare domande. La ragazza dell'Onda inizia l'intervento che viene interrotto dopo pochi secondi...io avevo il microfono in mano, ma 'la regia' non mi dava la linea:

ps.vi risparmio la parte in cui Gheddafi parla di democrazia...ma a chi dovesse interessare ho anche quella.

A presto,
Luisa

Wednesday, June 03, 2009

Wednesday, February 18, 2009

Ballarò e la solitudine degli emarginati

[A causa di Veltroni, ieri Ballarò ha dedicato tutta la puntata ai capricci politici di questi nostri uomini d'onore dimenticandosi che hanno chiamato il nostro ufficio durante l'ora di pranzo chiedendoci delle testimonianze di senza dimora sul problema dela residenza entro poche ore. Dimenticandosi che non siamo uno scaffale dal quale si possono prendere gli oggetti a piacimento, dimenticandosi che siamo tutti nella merda e che se gratis ci siamo mobilititati (noi operatori e i nostri amati senza dimora) è stato per amore della verità e della conoscenza!
Però (per fortuna c'è sempre un però) ilgrammatico che nel suo inghippo paranoico intimo si era chiesto: ma posso chiedere a aldo di scapicollarsi qua per rilasciare un'intervista a ballarò che poi, manco sappiamo se andrà in onda di certo? Posso creare una grossa aspettativa ad una persona che sta per strada col rischio di sentirmi dire a cosa è servito?
Ovvio che no!
Così ilgrammatico chiama aldo, che stava in un baretto a piazza vittorio a scaldarsi, e glielo chiede. Poi mentre i 2 aspttano la troupe ilgrammatico pensa, rimugina, s'interroga.
E così giunge ad una conclusione: un'intervistina gliela faccio pure io, così, se le cose si mettono male, almeno una gratificazione ce l'avrà!
Aldo si è prestato a dar voce ai senza voce.
Non è stato pagato dalla rai, ma ha prestato la sua immagine, il suo tempo, la sua conoscenza gratis per il riscatto degli ultimi.
Se fosse stato un opinionita del cazzo lo avrebbero pagato e ascoltato, ma è nessuno e si può abusare di lui.
Lo mandiamo in onda noi, non siamo la rai, non siamo qualcuno di importante, ma siamo amici di aldo e ne siamo FIERI!]
colonna sonora: non ti scordar di me