ROMA – Informare, denunciare, avvicinare e condividere. Nell’anno europeo della lotta alla povertà, il 17 ottobre, a Roma, così come in altre città italiane, si dorme in piazza, sotto le stelle: un atto provocatorio per dire no alla povertà, un gesto di solidarietà dedicato a chi non ha un tetto sopra la testa. Nella capitale, tanti gli eventi in programma per la Giornata Onu contro la povertà.
Il Coordinamento delle associazioni de La Notte dei Senza Dimora vi invita alla Conferenza stampa di presentazione dell’edizione 2010 dell’evento del 17 ottobre,
martedì 12 ottobre h.12 Casa della Partecipazione, via dei Sabelli 88/a, Roma
Alla presentazione interverranno:
Dario Marcucci, Presidente del Municipio Roma III Sabrina Madia, Consigliere e Presidente della Commissione Politiche Sociali Municipio Roma III Aldo Morrone, Direttore generale INMP Girolamo Grammatico, Coordinatore La Notte dei Senza Dimora Andrea Piquè, Responsabile Sportello Avvocato di strada, Roma Antonino Clemenza, Responsabile Opere Antoniane Onlus
I giornalisti e la cittadinanza tutta sono invitati a partecipare.
Info: +39 349.2668882 www.lanottedeisenzadimora.it Contatti stampa: stampa@lanottedeisenzadimora.it Angela Sorbo +39 346.2450188; Laura Viviani +39 338.6156469; Lorenzo Boscato +39 348.7352972
[anche se non lo si dice, si parla del laboratorio di scrittura che tengo! Non che ne avessi bisogno, ma quest'articolo va ad inserirsi tra quelle piccole soddisfazioni che fanno sorridere e aumentano un po' la sempre fragile autostima!]
Nonostante mi sia lesionato una costola, fin quasi a romperla, posso dire che sentir scorrere di nuovo l'adrenalina, combattere tenendo i sensi all'erta, studiare l'avversario e lanciarsi contro l'ignoto mi hanno riportato indietro di almeno 15 anni!
Non so se riprenderò ad insegnare a roma. L'importante, intanto, è avere l'attestato ed aver ripreso il cammino...
Cari volontari del web, ecco il primo concorso letterario che non premia gli scrittori, ma le coscienze.
In occasione del decennale de La Notte dei senza dimora, potete, infatti, partecipare, con le vostre poesie e i vostri racconti, ad una nuova lettura della società degli “invisibili”. Lo scopo del concorso che vi proponiamo, infatti, è quello di sensibilizzare chi scrive impegnandolo nella riflessione sugli emarginati e di coinvolgere i lettori in questa grande meditazione virtuale fino alla data del 17 ottobre, momento in cui si passerà ad un’azione diretta: dormire in piazza in segno di protesta e condivisione.
Quindi leggete il bando, aprite un file word bianco e cimentatevi a guardare il mondo con gli occhi di chi vive sulla strada. Non è richiesta una capacità da nobel per partecipare, ma una normale sensibilità per le questioni sociali che ci affliggono!
G.B.STUDIO in collaborazione con ATELIER META TEATRO DI ROMA (a partire dai versi de “Les fleurs du mal” di Baudelaire ) ideazione e regia Gianluca Bottoni
Con G.Bottoni e F.Arcangeli -collaborazione illuminotecnica e consolle Giovanna Bellini
Nello studio/laboratorio polveroso e caotico di un pittore, viene ritrovata insieme ad altre fotografie ,quella di un Baudelaire fotografato da quel genio medianico di Nadar. Il poeta non è ancora consunto come in altre sue immagini, mala foto mostra inequivocabilmente i segni del tempo con relative perdite…su queste perdite e sull’oggi,il nostro studio/laboratorio si sofferma,scenicamente, nel segno (analogico) di un tratto sfregiato, di un “mercato”, di una vecchia ,di una bambina, di un ideale,di una madre sempre presente nel suo animo e nel suo corpo…come nei “Journaux intimes “riaffiora costantemente la nostalgia del sacro, elemento di redenzione e di coesione che le società moderne hanno irreparabilmente smarrito,”strappi” dolorosi della quotidianità,crocifissi urbani.
”…una Religione che nasce dall'uomo considerato come memento divino. (...)(C.B.)
Per questo la nostra rappresentazione ,che mescola i versi del poeta e brevi digressioni sull’oggi ad essi connesse,assume il notturno sapore di una cerimonia laica, una struttura drammaturgica ben definita in capitoli o “strappi” appunto. I suoni saranno metropolitani e contemporanei(ma anche classici con riferimento all’opera lirica) intesi come Ohrwurm, disturbi continui. Tra le presenze femminili non può mancare nel mondo ,seppur attualizzato di Baudelaire, quella vissuta in scena dal femminino (contemporaneo) che nasce indefinito e peccaminoso, di un danzatore butoh, quintessenza di erotismo nel movimento.
Fondamentale risulta l’uso dei versi dei “Fleurs” ,
in una bellissima traduzione. L’idea originale era quella di mettere le parole delle poesie sul leggio e le nostre “prosaiche “ inserzioni nello spazio. Ma poi durante le prove s’è contaminato tutto e questo farsi largo nel nostro “inscenare” dei versi originari ha dato luogo a contaminazioni che abbiamo sentito nostre,vere.
L’operazione sui testi di Baudelaire è stata,poi, quella di portare l'estensione in semi- prosa della traduzione,dettata da esigenze di realismo, a un nuovo ritmo più simile alla scrittura musicale di Baudelaire per lastessa esigenza del traduttore di avere un "tempo"sincrono con l'attualità.
I FIORI DEL MALE SONO LO SPECCHIO ,
LUCIDO FINO ALLA CRUDELTA’,
DEI CONTRASTI FRA UN MORALISMO TUTTO DI COMODO
E LA DISPERATA ASPIRAZIONE A UNA MORALE ASSOLUTA”(G.Caproni))
ATELIER META-TEATRO-7-10 GIUGNOore 21,00Via Natale del Grande 21, Roma,
Presentazione a Roma, Libreria Feltrinelli di Piazza Colonna, il 3 giugno ore 18. Con Mimmo Calopresti, Carlo D'Amicis, Mino Fuccillo e la partecipazione di Daniel Agami.
Nazione abituata a una forte omogeneità etnica e religiosa, l’Italia è rimasta spiazzata dalla massiccia ondata di immigrazione. Malgrado i nostri antenati abbiano provato sulla loro pelle la ferocia degli stereotipi e dei pregiudizi, la diffidenza verso il diverso ha subito preso il sopravvento su sentimenti più accoglienti. L’insinuarsi del razzismo è evidenziato da alcuni episodi clamorosi, da forme di aperta propaganda politica e anche da piccoli tic e claustrofobie. Questo imprevedibile dizionario si affida a due sguardi abituati a misurare la realtà secondo prospettive differenti e assolutamente complementari: straniero/italiano, analitico/emotivo, saggistico/narrativo, macrotematico/microquotidiano. Dalla A di Antisemitismo alla Z di Zingari, passando per Balotelli e Scontro di civiltà: un volume informativo e caleidoscopico, un antidoto ai luoghi comuni, un manuale di autodifesa contro i virus dei nostri istinti peggiori.
[Finalmente, dopo 9 edizioni, nasce il sito per lo sleep-out italiano più famoso: LA NOTTE DEI SENZA DIMORA!
Un grazie iniziale va a Jacopo e ad Alessio che ne hanno reso possibile la realizzazione. Adesso tocca a voi decidere come sostenere la causa. Lì troverete numerose informazione sull'emarginazione e sull'evento, ma la cosa più importante sarà mobilitarsi il 17 ottobre dormendo in piazza!
Di seguito il mio articolo di lancio, buona lettura!]
Benventi sul primo sito dedicato all’unico sleep-out italiano! Ogni anno il 17 ottobre l’ONU invita ogni paese a schierarsi contro la povertà e in Italia, da ormai 10 anni, grazie a Terre di Mezzo, nelle piazze di numerose di città si realizza : La notte dei senza dimora. Nella varie pagine del sito troverete cos’è e come partecipare nel caso ne aveste voglia! Da oggi inizieremo ad aggiornarlo inserendo il programma dell’evento, gli orari, il luogo esatto, le altre piazze italiana dove si svolgerà. Intanto, in questo articolo di benvenuto, posso accennarvi che l’evento vede coinvolti volontari di diverse associazioni che la notte del 17 dormiranno in una piazza come segno di protesta e di sostegno per i senza dimora. Ogni anno la serata si svolge in tre momenti: una cena sociale, dove cittadini e senza dimora condivideranno per strada un pasto; un momento artisticoculturale, durante il quale ascolteremo le testimonianze di personaggi impegnati quotidianamente nella lotta all’emarginazione accompagnati da artisti impegnati nella diffusione di messaggi sociali; e per finire alle 00:00 tutti insieme ci si infilerà nei sacchiapelo pronti a dormire sotto un cielo inquinato!
[Il 15 Gennaio abbiamo presentato IN UNA SOLA NOTTE alla libreria Rinascita di via pospero alpino. E' stato un evento piacevole. C'erano tanti affezionati e l'attenzione era alta. Questo libro sta regalando numerose soddisfazioni! Grazie a tutti, di cuore!
Un ringraziamento speciale ad Antonio Amendola per le foto!
Per vedere la galleria fotografica sulla presentazione cliccate SHOOT FOR CHANGE.]
TEATRO SPERIMENTALE “L. ARENA” VIA REDIPUGLIA 59 ANCONA
CORTO DORICO PER GLI OBIETTIVI DEL MILLENNIO
Ore 17 Proiezione del film 8 diretto da Abderrahmane Sissako, Gael Garcìa Bernal, Mira Nair, Gus Van Sant, Jan Kounen, Gaspar Noe, Jane Campion e Wim Wenders
Ore 20 Aperitivo di benvenuto
Ore 21 Nuovi media e vecchie povertà - II tempo
Interverranno Mario Boccia (fotoreporter, inviato del quotdiano «Il manifesto»), Girolamo Grammatico (caporedattore del periodico «Shaker - Pensieri senza dimora» - Roma), Valeria Bochi (Direttrice Ufficio Marche Ong Cestas). Coordina: Vincenzo Varagona (giornalista Rai). Patrocinio dell'Ordine dei Giornalisti delle Marche. Durante l'incontro verrà proiettata la seconda parte di Millennium News.
È previsto un intervento di Giobbe Covatta dal titolo “Comunicare con il teatro e gli audiovisivi i diritti negati: quando la comicità aiuta a pensare”. Proiezione di opere audiovisive di Giobbe, prodotte dall'Amref.
L'iniziativa Nuovi media e vecchie povertà - II tempo è realizzata con il contributo di CVM e CSV
Le iniziative del Festival legate al sociale sono cofinanziate dall’UNIONE EUROPEA attraverso il PROGETTO EuropeAid/126341/C/ACT/Multi "COSTRUIRE UN DEVELOPMENT POSSIBiLE” Ref. DCI-NSA ED/2008/153-805. La presente attività è stata elaborata in collaborazione con l’Unione Europea; il contenuto dei lavori presentati è responsabilità esclusiva degli autori e non riflette posizioni ufficiali dell’Unione Europea.
Ingresso alle proiezioni del Festival: 3 euro
L'incasso di domenica 20 dicembre andrà in benificenza all'Amref.
Ieri c'è stata la premiazione del vincitore della VII Edizione del concorso letterario parole in corsa. Presentevano Lillo & Greg. Grazie all'amico e scrittore Gaetano Messineo ho partecipato con un'idea abboazzata che è diventata una storia di 90 righe grazie proprio al mio amico e motivatore Gaetano. Il racconto non è mio quindi, anche se sul libro che hanno pubblicato è firmato da me. Il racconto non è mio, anche se alla premiazione, ieri, io c'ero andato per dare Shaker a Lillo & Greg, mica per ritirare un premio, quello è venuto dopo, a sorpresa e non per merito mio, ma di Gaetano. Perchè io ho solo assecondato il suo entusiasmo, poi lui ha scritto, corretto, finito, sistemato e spedito tutto. Quindi ora, se vi va, godetivi il racconto arrivato secondo su 1500 racconti inviati.
Avete 2 possibilità:
1. leggerlo di seguito
2. ascoltarne un pezzo grazie al video in fondo.
Buona LETTURA!
Ho novanta righe per raccontare come mi hai lasciato senza parole. Ma con pensieri scomposti, in un turbinare di emozioni. Alcune righe le salto, te le sei tirate in bagno, prima di venire in cucina, aspirando tutta l’aria che ci univa, per lasciare un vuoto a separarci. Altre righe non le commento neanche, quelle sul braccio, del tuo passato autolesionista. Mi coccolo le mie novanta righe di solitudine dove scrivere di quel momento. Lo capii subito, dal tempo in bagno. Quando sniffi ci metti quel tot di minuti standard. Quasi vedo tutti i movimenti che fai, anche se non sono mai stato presente. Lo specchietto, la palletta bianca, la scheda, le dieci euro arrotolate, l’aspirazione, il tiro, il tremolio della testa, il sorriso, lo sguardo soddisfatto, l’occhiolino allo specchio. Ho solo novanta righe per raccontare le tue, quante, novecento? Novemila righe di distanza. Per dire come ti grattavi l’avambraccio martoriato mentre mi dicevi che partivi, che era finita, che un po’ ce lo aspettavamo entrambi. Che non poteva durare. Che io ero troppo per bene e giù con la retorica dei mondi diversi, dell’incompatibilità, dei destini e della farsa: “non mi merito un uomo come te”. Sniff. Novanta righe per non accennare alle righe sulla macchina, fatte da qualche tuo pseudo amico, per dirti che sanno dove sei e con chi stai. Novanta righe di merda per ammortizzare il tram in corsa della tua dipendenza, i tuoi deliri da soap opera. Per dire di come ti ho vista alla stazione, settimane dopo, ma non per partire, per scollettare. Uno zombie lontano che biascicava frasi in automatico, mica le parole in corsa di quella sera, vomitate come neve nella bufera. Mentre lavavo i piatti e tu mi dicevi: “cazzo, basta, non può andare avanti!”. Ed io sniff per le lacrime e tu sniff per la coca. Novanta righe di parole come scatole vuote. Apro la parola amore e dentro non ci trovo niente, neanche nella scatola col tuo nome, nulla. Solo polvere che volteggia illuminata da un raggio di luce smorta. Le nostre parole suoni senza sostanza. Apro la scatola del mio nome e trovo te, in bagno, a sniffare il tuo futuro senza me. Dovrei essere felice e invece piango, perché l’altra te è quella che speravo di trovare nella scatola a forma di parole. Quella che, senza coca, sarebbe stata la mia famiglia. Apro la scatola del tuo nome e trovo me in cucina, solitario e pensieroso, sperando che tutto si aggiusti per inerzia, perché parlarti a quattr’occhi e prendere la situazione di petto sarebbe difficile e doloroso, troppo difficile e troppo doloroso.Ho sessanta righe o poco più per raccontare come siamo arrivati a questo punto. Guardo la porta chiusa e aspetto che tu torni. Passano ore, giorni, ma la porta non si apre. Il silenzio che circonda la casa mi fa male alle orecchie. Ci prendevamo per il culo e tu urlavi, mi urlavi che non ti capivo e io non ti capivo davvero, mentre urlavi.Ho cinquanta righe per dirti che mi dispiace, mi dispiace essere stato complice del tuo malessere, essere rimasto lì fermo, a subire te che mi sputavi veleno avvolgendoti nei miei silenzi senza memoria. Tante volte mi accusavi di trattarti male, di dirti "le peggio cose", ma io preferivo mediare cercando di non pensarci.Dieci righe le voglio spendere per ricordare il momento in cui te ne sei andata per sempre, la valigia aperta sul letto, i vestiti ammucchiati dentro come stracci, il tuo modo di muoverti a scatti, presa da un fervore innaturale. Dieci minuti prima eri sotto un treno, con il viso sul tavolo e le braccia penzoloni, che affogavi nella tua saliva. Poi quel maledetto bagno ti ha di nuovo intrappolata regalandomi l’altra te che non sopportavo. Hai riempito uno zaino della roba che tenevi nel soggiorno, buttata dentro come fosse immondizia, mentre ti guardavo a distanza senza fiatare. Il vestito rosso a fiori bianchi che indossavi sembrava girare istericamente per casa, fra i cassetti dei nostri ricordi, per poi scomparire dietro una porta sbattuta con rabbia.Mi sono rimaste forse dieci righe, l’unica cosa che mi rimane di te, assieme al pacco di Camel sul comodino, alle scarpe nere col tacco che non sapevi portare, al pigiama rosa piegato sotto il cuscino, alle dieci euro arrotolate in bagno, allo specchio che non rifletteva più la tua immagine. Forse ti avrei dovuto mandare a fanculo al momento giusto, ma non sono mai stato capace di guardarti in faccia e affrontarti. Ho sempre voluto dirti quanto eri bella e quanto eri speciale, se ti avessi detto anche quanto eri falsa e quanto eri stronza, forse…le righe non sarebbero finite.Ma le righe restano poche e le parole si sono confuse e intrecciate. Il senso di tutto, smarrito fra le lettere aggrovigliate, mi lascia disorientato e rimango solo, con le mie pagine bianche.
[Il video è stato realizzato, come vedrete, da Artigiani Digitali (che ringrazio), a parte il mio parlottare isterico è davvero emozionante vederlo e ricordare il sudore che abbiamo sputato per realizzarla!]
[Oggi sono stato con SHAKER tutto il giorno a p.zza VITTORIO per il passaggio de LA MARCIA MONDIALE PER LA PACE. Come vedete dalla foto! L'ENTUSIASMO, la gioia, l'aria che si respira in questi momenti ti fanno credere DAVVERO che il mondo sta cambiando. Poi torni alle tue cose (nel mio caso è difficile dire "alla tua vita") e ti accorgi che il mondo non solo non è cambiato, ma non sembra avere tutta st'intenzione di cambiare.
IO PER PRIMO SENTO DI NON RIUSCIRE A CAMBIARE!
Allora ti chiedi, mi chiedo: Cosa è accaduto oggi? A che sono serviti quei bambini che ascoltavano di pace, accoglienza, fraternità? Che ci stanno a fare tutte ste associazione co sti banchetti (compresa la mia)? A che serve la sagra della PACE senza salsicce o cime di rapa o piatti tipici della Nazione della Pace? Te lo chiedi, me lo chiedo, perchè cazzo quante manifestazioni, serate, festival, marce, flashmob, istallazioni, insurrezzioni, slogan, video, canti, balli, alligalli ci stanno per la solidarietà, l'integrazione, il miglioramento? Quanti? Fino ad un mese fa, giusto per mettervi a contatto con ciò che dico, ci sono state lo stesso giorno: La marcia antirazzista e la La notte dei senza dimora. E' passato un mese e non solo non è cambiato niente, stiamo ancora in piazza a dar volantini e a sbraitare: SEMPRE GLI STESSI! Lo so, lo so: A CHI LO DICI GIRO' rompi tutti i giorni co sto SPAM "SOCIALE"! Appunto: ROMPO! A volte credo proprio di rompere i coglioni per davvero. Di importunare, ma non i potenti, i cattivi, i bastardi, ma proprio quelli a cui chiedo una mano perchè credo possano darmela, vogliano darmela! Scusate lo sfogo, davvero. Mi rendo contro che possa non fotterne niente a nessuno, per carità, ormai sono grande abbastanza per intuirle certe cose, ma il blog è mio e mi sfogo come voglio! Agli altri lascio la possibilità di commentare a vuoto questo eterno delirare virtuale che imperversa nell'era dell'INTERNET!
[Vi segnalo l'articolo e l'iziativa di un'originalità disarmante di uno scrittore che stimo molto. La performance realizzata a Berlino dovrebbe far riflettere molti futuristi romani che nonostante la visibilità delle loro iniziative (fontana di trevi rossa, palline per Trinità dei Monti) rimangono lontani dalle problematiche di questo paese e non incidono sulle coscienze. Maksim ha realizzato qualcosa di grande che spero non passi inosservato, ,a se così fosse, il problema è di chi non vuole osservare, ma si accontenta di vedere!]
Ci sembrava importante rendere visibile un problema invisibile, facendo emergere quei corpi, immaginandoli in un percoso che dal mar Mediterraneo risalendo le correnti fluviali li vede approdare nelle acque della Spree a Berlino. Portare questo problema nel cuore dell´Europa in festa per l´abbattimento del muro. Come luogo dell´intervento abbiamo scelto Oberbaumbrücke, dove scorreva il muro che una volta divideva la cittá e di lasciare questi corpi alle acque lungo la frontiera, lasciandoli attraversare la città. Un modo di riflettere alla condizione stessa dell´emergenza, emergenza di persone spinte dalla sopravvivenza a mettere a rischio la loro vita affidandosi alle acque. Emergenza come pulsione di vita di gente che vuole vivere. In primo luogo quest’azione è una celebrazione come momento di presa coscienza del momento presente e non come mero festeggiare rivolto al passato.