[per vedere gli altri ritratti dal labirinto cliccare sulla parola MINOTAURO!]
Friday, November 20, 2009
Tuesday, November 17, 2009
La notte dei senza dimora - Arigiani Digitali - doc
[Il video è stato realizzato, come vedrete, da Artigiani Digitali (che ringrazio), a parte il mio parlottare isterico è davvero emozionante vederlo e ricordare il sudore che abbiamo sputato per realizzarla!]
Amore chimico! - S. Di Fonso
Succede che in raptus notturni, dopo una festa o una serata con gli amici, si venga assaliti da una terribile voglia che diventa famelica alla visione nella notte della camionetta del porcaro o del lurido che eroga succulenti topo burger di fiume, conzati e conditi con metodi sopraffini al palato. Questa viene comunemente chiamata fame chimica, che attacca anche quelli rimasti a casa, che si svegliano sul divano con i titoli di coda che scorrono e hanno un solo e unico pensiero... Panino col tonno!
La fame chimica è un raptus. Si mangia spesso per gola e non per fame, il che rende felice l'ego dei cuochi, imbrigliati dal destino della loro opera d'arte, quella di essere mangiata.
Raptus notturni prendono anche il giovane popolo della notte di tanto in tanto, per cui un incontro nell'ennesimo locale, al buio, rende tutto meravigliosamente attraente, si manifesta addirittura la famosa iper ricettività notturna, quella che hanno i rapaci scornacchiati o gli sbandati sentimentali.
L'amore chimico ha questa forma e si sviluppa solo grazie ed esclusivamente ai quei disgraziati dei ferormoni, che impazziscono e che risulta difficile da gestire. Si infilano nel naso, vengono recepiti dall'organo vomeronasale e poi entrano in circolo, senza se e senza ma. Il desiderio del topo burger allo stesso modo si realizza nel desiderio di una persona, un fascino, una bellezza di una sera. Dopo lunghe argomentazioni con amici a cui ho sottoposto la delicata questione, ci si trovava d'accordo sulla durata dell'effetto, è quello che io chiamo Le 36 ore per la vita. Detta anche o la va' o la spacca. Perché poi tutto si ridimensiona, si ritorna nelle tane, si riprende la realtà, il lavoro, nostro marito o nostra moglie, i ritmi, che sono lontanissimi dalle ore che ci hanno preceduto.
Ognuno pensi a un dolce, una prelibatezza, una frittella di cui va goloso. Io penso al tiramisù. Mangiare tiramisù tutti i giorni, solo a dirlo mi si riempiono le papille gustative di acquolina. Poi il tiramisù, ahimè, dà una mazzata al fegato e ai quei pochi neuroni che chiedono leggerezza per correre, la budra cresce inesorabile e la parcella alla palestra è da mettere in conto. Da piccoli ci dicevano “devi mangiare un poco di tutto”. Vale anche per il topo burger, se mangiato ogni notte può fare crescere le branchie.
qualcuno deve pur farlo
Monday, November 16, 2009
Thursday, November 12, 2009
un salto per la pace che salta

[Oggi sono stato con SHAKER tutto il giorno a p.zza VITTORIO per il passaggio de LA MARCIA MONDIALE PER LA PACE. Come vedete dalla foto!
L'ENTUSIASMO, la gioia, l'aria che si respira in questi momenti ti fanno credere DAVVERO che il mondo sta cambiando. Poi torni alle tue cose (nel mio caso è difficile dire "alla tua vita") e ti accorgi che il mondo non solo non è cambiato, ma non sembra avere tutta st'intenzione di cambiare.
Cosa è accaduto oggi? A che sono serviti quei bambini che ascoltavano di pace, accoglienza, fraternità? Che ci stanno a fare tutte ste associazione co sti banchetti (compresa la mia)? A che serve la sagra della PACE senza salsicce o cime di rapa o piatti tipici della Nazione della Pace?
Te lo chiedi, me lo chiedo, perchè cazzo quante manifestazioni, serate, festival, marce, flashmob, istallazioni, insurrezzioni, slogan, video, canti, balli, alligalli ci stanno per la solidarietà, l'integrazione, il miglioramento?
Quanti?
Fino ad un mese fa, giusto per mettervi a contatto con ciò che dico, ci sono state lo stesso giorno: La marcia antirazzista e la La notte dei senza dimora.
E' passato un mese e non solo non è cambiato niente, stiamo ancora in piazza a dar volantini e a sbraitare: SEMPRE GLI STESSI!
Lo so, lo so: A CHI LO DICI GIRO' rompi tutti i giorni co sto SPAM "SOCIALE"!
Appunto: ROMPO!
A volte credo proprio di rompere i coglioni per davvero. Di importunare, ma non i potenti, i cattivi, i bastardi, ma proprio quelli a cui chiedo una mano perchè credo possano darmela, vogliano darmela!
Scusate lo sfogo, davvero.
Mi rendo contro che possa non fotterne niente a nessuno, per carità, ormai sono grande abbastanza per intuirle certe cose, ma il blog è mio e mi sfogo come voglio!
Agli altri lascio la possibilità di commentare a vuoto questo eterno delirare virtuale che imperversa nell'era dell'INTERNET!
Wednesday, November 11, 2009
Gli Evasi della Sprea - m. cristan
[Vi segnalo l'articolo e l'iziativa di un'originalità disarmante di uno scrittore che stimo molto. La performance realizzata a Berlino dovrebbe far riflettere molti futuristi romani che nonostante la visibilità delle loro iniziative (fontana di trevi rossa, palline per Trinità dei Monti) rimangono lontani dalle problematiche di questo paese e non incidono sulle coscienze. Maksim ha realizzato qualcosa di grande che spero non passi inosservato, ,a se così fosse, il problema è di chi non vuole osservare, ma si accontenta di vedere!]Monday, November 09, 2009
Altro che Adsl - P.Caruso
Altro che ' adsl..
tutto e' cosi schivo da non saper di niente..
scrivo da qui con un so' che di mistero legato alla follia di questo planisfero;
o sono persa
o sono immersa,
fatto e'-che sono diversa.
In questo mondo virtuale cosa pensi ci sto a fare .?
digito caratteri che nn mi appartengono soltanto il materiale di un incontenibile voglia di strumento.
Nulla mi trattiene se nn questo momento di puro avvilimento, realta' vi' sto vivendo..
Adsl che volgarita'! una semplice tastiera...ma quanti danni fa'..se la usi senza meta mai ti aggradera';
cmq mi accontento di un semplice strumento che danno faccia solo ai piu stronzi di stu membro.
E ancor di piu' ti dico mi sento molto schivo,
al pensar a questo mondo pieno ancora di schifo!..saputo e risaputo me ne vado su sto rigo.
Patrizia Caruso
