Monday, April 27, 2009

Lansdale a Roma

Mi scuso bloggamente con Valentina e Gianfranco perchè ieri ho combinato una girolamata. Armato di fotocamera e libro sarei dovuto essere ai Granai per Joe R. Lansdale, ma confuso come sono alle 17.30 mi sono connesso per vedere il tragitto ed ho scoperto che la presentazione ai Granai era alle 12, non alle 18, come credevo!

Lo so: sono indegno!

Alla fine sono andato, triste triste, alla libreria Fanucci e mi sono fatto firmare il libro! Joe appena mi ha visto si è emozionato ed era uin po' sconvolo. Dalla foto è evidente la sua emozione, che gli deturpa il viso...

Se cliccate nelle foto potete leggere il mio nome, hi hi hi hi hi! Non l'ha scritto bene perchè gli tremavano le mani!

Di seguito le riprese che avrei fatto ai Granai, sigh!

Friday, April 24, 2009

subliminal idol - g. grammatico

Mercoledì sera mentre Ben Harper incantava Roma io ero rinchiuso nella mia stanza a completare la storia che avevo promesso a Moretti per la collana che sta curando per 18.30 edizioni. Prima però sono andato all'inaugurazione di un locale indiano al pigneto e mi sono mangiato 6 piatti di riso e 2 cartoni di fritti più 2 birre (una indiana e una peroni).
Pieno di curry e fal-a-fel di lenticchie rosse mi sono sistemato davanti al pc ed ho concluso un racconto che sospetto sarebbe stata una bella storia se ci avessi dedicato maggior tempo.
L'idea è di Giulio Mozzi, che un giorno a Piazza Armeina raccontò una storia dicendo che sperava in qualche scrittore che la buttasse giù, visto che lui non aveva intenzione di farlo.
Giulio pensava ad un romanzo ed effettivamente l'idea da cui ho tratto il mio racconto è necessariamente un romanzo. Ci sono tantissime variabili interessanti che chiedono maggior respiro.
Io ho fatto la mia piccola parte raccontando attreverso il magifico soggetto di Mr Mozzi la mia Sicilia con le sue stranezze e il suo disincanto.
Spero leggerete il mio Subliminal Idol, costerà solo 2 euro e i vostri pareri, per me, saranno inestimabili!

Thursday, April 23, 2009

Joe R. Lansdale a Roma

Domenica 26 aprile ore 12:00

Alla Libreria Nuova Europa C/O Centro Commerciale I Granai

APERITIVO TEX MEX CON L’AUTORE

JOE R. LANSDALE

Sulle note della musica folk americana, lo scrittore cult JOE R. LANSDALE

sarà ospite in libreria per un incontro eccezionale. Dal Texas orientale, quello degli uragani, arriva l’autore dei gialli pulp che descrivono la “pancia” dell’America profonda che tanto ha coinvolto e disorientato, entusiasmato e divertito migliaia di lettori italiani.

Nel nuovo romanzo in uscita per Fanucci Editore, tornano Hap e Leonard, la coppia di detective più improbabile e divertente degli Stati Uniti.

Vi aspettiamo!

Si ringraziano per l’eccellente e affettuosa collaborazione:

VALENTINA FRANCESE

Tutta la casa editrice Fanucci e l’editore Sergio Fanucci;

Lo scrittore e “tuttologo” Gianfranco Franchi di Lankelot.eu, Conduttore dell’incontro; L’appassionato lettore, musicista e compositore Danilo Butcovich, Interprete; La sempre entusiasta, efficientissima Chiara Moscardelli, Assistente logistica; La musicista folk Kasey Lansdale, figlia di suo padre, Autrice della colonna Sonora.

Info: Libreria Nuova Europa c/o Centro Commerciale I Granai via Mario Rigamonti, 100 - 00142 Roma tel 06.51955770 email granai@librerianuovaeuropa.com


Monday, April 20, 2009

Oscenità - Argo is coming

[percezione non ama autocelebrarsi, nonostante sia egocentrica e spocchiosa, a volte, ma è felice per questa collaborazione e desidera dirlo, comunicarlo!
Girolamo Grammatico esce con il suo primo e ufficiale articolo serio sui senza dimora.
Non cambiarà la storia dell'Italia, di Argo, del disagio etc,
ma almeno, una volta tanto, anche Girolamo veste i panni seri della militanza e GRIDA la sua!

BUONA LETTURA... e fatemi sapere, qalunque cosa!]

romanè - chavè


Friday, April 17, 2009

Senz'arte nè parte!

[percezione sociopatica è lieta di presentare la prima mostra degli opsiti del del centro diurno Binario95 ... siamo lieti e orgogliosi, perchè un po' sono figli nostri! :) Venite, che vi fa bene!]


Con il patrocinio del Municipio Roma III, parte la prima mostra itinerante di opere realizzate dalle persone senza dimora ospiti del centro diurno Binario 95 - adiacente la stazione di Roma Termini. Le pitture esposte rappresentano il prodotto di uno dei numerosi laboratori del centro, che da 3 anni è gestito dalla cooperativa sociale integrata Europe Consulting grazie ad un progetto realizzato con il sostegno della Fondazione Vodafone Italia, del Comune di Roma e delle Ferrovie dello Stato. La mostra sarà inaugurata il 17 aprile 2009 alle 18.30 al Simposio (via dei latini 11, San Lorenzo) il primo dei locali romani partner del progetto…

Thursday, April 16, 2009

wiston a colazione

[Un grande poeta è tornato online]
seduto nel parcheggio di un autogrill, immerso in un mare di stelle


mi districo tra la ghiaia informe
delle small talks cittadine,
stradaiole, d'evasione,
cincischiate nell'attesa
di qualcosa da definire.

e seguo il sole
cercandolo nel riflesso
delle finestre che si chiudono,
mano a mano che la prospettiva
si assottiglia.


CNTINUA A LEGGERE.

Wednesday, April 15, 2009

la cultura del terzo millennio: razzismo e ignoranza!

[percezione vorrebbe dire qualcosa, ma non ne ha la forza!]

Bisogna dire basta a questa violenza razzista che sta dilagando in Italia. Chiediamo a tutta la città di Roma di condannare questo episodio e che la giustizia faccia il suo dovere di punire questi criminali. La politica si assuma le sue responsabilità, chi semina vento raccoglie tempesta. In questi anni si è seminato odio verso il diverso, l' immigrato criminalizzandolo. Queste aggressioni sono figlie di una visone politica che usato il lato oscuro della società, una politica basata su luoghi comuni, paure della gente, spingendo le parti più emarginati ad entrare in competizione, cioè la guerra tra i poveri..

Dove la società civile di questa città di Roma? Bisogna che ci sia una indignazione totale di tutti gli strati della società per isolare questi criminali. Le istituzioni dove sono? dove la sicurezza? dove sono i soldati, polizia, carabinieri?

Non doveva essere garantita la sicurezza a tutti i cittadini di questa città di Roma?

Come e stato possibile questa aggressione di questo Uomo? Dove lo stato?

Agenzia Habeshia



Roma, nuova aggressione razzista. Un senegalese perde un occhio

di Massimiliano di Dio


«Mi piace l’Italia, Roma poi è sempre stata il mio sogno fin da bambino. Vorrei trovare un lavoro e rimanere qui». La tv è accesa nella stanza numero 80 al terzo piano del Policlinico Tor Vergata ma Samba Sow fatica a stare sveglio. Un amico va e viene. «È sfortunato – racconta – Samba non ha neppure una casa sua, lo ospitano alcuni connazionali. Tra di noi ci aiutiamo sempre».

Solo quando è nel corridoio sussurra: «I medici dicono che non riacquisterà più la vista ad un occhio». Poi rientra nella stanza e torna il sorriso anche se la benda che copre l’occhio sinistro di questo trentenne di Dakar lascia poco spazio all’immaginazione. L’aggressione razzista e il colpo inferto con una bottiglia di vetro rotta da Mirko Blasi, vent’anni di Tor Bella Monaca con precedenti per droga e reati contro la persona, sono entrambi dietro quelle garze bianche per le quali è davvero impossibile trovare un perché. Ci proverà la magistratura: lesioni personali gravissime aggravate dall’odio razziale, l’accusa per il giovane arrestato dai cararabinieri. Era tornato a casa a dormire, come se nulla fosse accaduto. Addosso aveva ancora la maglietta sporca di sangue.

Samba, torniamo a quella maledetta notte tra Pasqua e Pasquetta.

«Era poco dopo la mezzanotte. Sono uscito di casa per andare a comprare una ricarica telefonica. Volevo chiamare mio zio in Senegal e così sono andato in un bar di via Mussomeli con la macchina di un amico».

Poi cos’è accaduto?

«Fuori dal locale c’era un gruppetto di ragazzi. Bevevano, fumavano ma non li conoscevo. La macchina si è fermata proprio lì davanti, la batteria era scarica e loro hanno iniziato a insultarmi. ‘Negro di merda, che schifo di auto che hai, noi abbiamo quella buona’. Mi è venuto da sorridere e loro hanno continuato: ‘Vedi sto negro di merda, ride pure, morto di fame’».

È lì che hai deciso di chiuderti dentro la vettura?

«Sì, ho avuto paura. Sono sceso poco dopo, solo quando ho visto che era arrivato Salvatore, un mio conoscente».

Il gruppo però non si è fermato.

«Ho sentito uno urlare ‘Mirko’ mentre il ragazzo che chiamavano si dirigeva verso di me. Mi ha spintonato, continuando a insultarmi. In mano aveva una bottiglia, l’ha rotta sbattendola a terra e mi ha colpito all’occhio. ‘Sei un negro di merda, morto di fame’ continuava a gridare».
I carabinieri lo hanno arrestato per lesioni personali gravissime aggravate dall’odio razziale. Era la prima volta che subivi
un’aggressione xenofoba?
«Parole di quel tipo le senti sempre ma non ci fai caso. Quel tizio però voleva massacrarmi, per fortuna sono arrivate una persona che mi ha fatto salire sulla sua auto e subito dopo la pattuglia di Tor Bella Monaca. I carabinieri sono venuti anche ieri. ‘Stiamo lavorando per te’ mi hanno detto».


Da quanto tempo sei in Italia?

«Dal 2003, sono stato prima sei mesi a Firenze, poi sono venuto nella capitale. Roma è il mio sogno fin da bambino, vorrei restare a vivere qui

L'UNITA' 14.04.2009

Friday, April 03, 2009

L'Italia diventa sempre meno casa mia

[Ricevo dall'agenzia Habeshia e rimango INDIGNATO! La cosa bella è che con tutte le leggi che vengono violate a Napoli, in Campania, nel meridione e in Italia se ne va ad applicare proprio una che non esiste ancora!
Pecezione non ci sta!
Percezone dice che di fornte ad un parto, seppure di una donna irregolare, rimane sempre il dovere di inchinarsi davanti il mistero meraviglioso di una vita che nasce!
Fanculo a chi denuncia gli irregolari!]

"Al Fatebenefratelli di Napoli il caso di una ivoriana in attesa dello status di rifugiato
Non ha potuto allattare il neonato. Il legale: applicano una legge che non c'è!

Migrante partorisce in ospedale
e gli agenti la fermano

di CONCHITA SANNINO


NAPOLI - Voleva solo partorire il suo bambino. Si è ritrovata invece, dopo poche ore, con le forze dell'ordine richiamate in corsia da qualcuno dell'ospedale, forse un assistente sociale. Ha visto gli agenti che bussavano alla sua stanza di degente per la notifica di un ordine urgente: "Presentarsi in questura per l'identificazione". Ed è finita che quella madre ivoriana, ufficialmente "in attesa di status di rifugiato politico", non ha potuto allattare il suo neonato, Abou, per una decina di giorni, fino a quando non è arrivata dagli uffici dell'Immigrazione la conferma che il suo fascicolo esisteva davvero, e che quella donna non aveva raccontato frottole, né fornito falsa identità.

Tutto incredibile, eppure vero. Proprio come se la controversa norma inserita dalla Lega nell'ambito del pacchetto sicurezza, quella che invita i medici a denunciare i pazienti senza permesso di soggiorno, fosse già entrata in vigore. Assaggio di una deriva annunciata. L'allarme lanciato da centinaia di specialisti in tutta Italia persino con petizioni inviate al capo dello Stato, il nodo dei "medici-spia" che ha infiammato il Parlamento spaccando perfino il Pdl, è già cronaca. Un caso unico. Che crea scandalo. A Napoli. Una vicenda rimasta sotto silenzio per alcune settimane.

Avviene nel quartiere Posillipo, la città d'elite. Nell'ospedale retto da un ordine religioso, il Fatebenefratelli. Il 5 marzo scorso. Storia di Kante, giovane madre della Costa d'Avorio, 25 anni, vedova di un marito assassinato sull'uscio di casa nel 2005 nella loro città d'origine, Abidjan, in attesa da anni del riconoscimento dell'asilo politico. Kante vive ora alla periferia nord, un buco nell'alveare di Pianura, il quartiere della guerriglia sui rifiuti. Di aspetto fragile, sguardo spento dietro le numerose battaglie affrontate, Kante racconta: "In ospedale ci hanno chiesto i documenti, non gli è bastata la fotocopia del mio passaporto, mentre l'originale era trattenuto dalla polizia per la mia richiesta in corso. Non gli è piaciuta neanche la richiesta di soggiorno ormai scaduta. E per oltre 10 giorni mi hanno tenuta separata dal bambino".

Undici giorni è rimasto il piccolo Abou in ospedale: "Non lo hanno dimesso, non me lo hanno dato, fino a quando la questura ha confermato la mia identità. Ho temuto che me lo portassero via, che non me lo facessero stringere più tra le braccia". Neppure il padre del bambino, Traore Seydou, un falegname della Costa d'Avorio che qui si arrangia a fare il manovale in nero, ha ottenuto che venisse dimesso: "Non ero presente al momento del parto - dice - E quindi il piccino è stato registrato con il nome della madre". "'Non possiamo consegnarlo a te', mi hanno detto in ospedale. D'altra parte anche io sono senza permesso di soggiorno, in attesa che venga accolta la mia richiesta di asilo politico".

Ma a ricostruire e denunciare la vicenda anche al Parlamento europeo è l'avvocato Liana Nesta, già avvocato di parte civile in alcuni importanti processi antimafia, al fianco delle famiglie di vittime innocenti. "Siamo di fronte a un caso illegittimo, di assoluta gravità", spiega. "Delle due l'una - aggiunge l'avvocato - o nell'ospedale napoletano Fatebenefratelli c'è un medico o un assistente sociale più realista del re che ha messo in pratica una legge non ancora approvata da questa Repubblica; oppure qualcuno ha firmato un abuso inspiegabile ai danni di una madre e di una cittadina. Conservo copia del fax partito dalla direzione amministrativa dell'ospedale, proprio nel giorno in cui partoriva la signora Kante, e indirizzata al fax del commissariato di polizia del quartiere".
(1 aprile 2009)

Wednesday, April 01, 2009

Rotte dei migranti, rotte dell'uranio...

Car@ tutt@,

vi segnalo l'articolo di Fabrizio Gatti,  pubblicato oggi sull'Espresso e disponibile al sito http://espresso.repubblica.it/dettaglio/articolo/2076172 .
Allo stesso indirizzo troverete un documentario di 26 minuti che vale davvero la pena vedere. L'Italia è direttamente implicata nell'affare 'uranio' grazie agli accordi stretti con la Francia. E' abbastanza complesso l'argomento, ma, a quanto mi è sembrato, le dinamiche di sfruttamento delle risorse energetiche sono sempre più o meno simili, specie se messe a confronto con il trattamento che ricevono le persone che sono costrette a cambiare paese. Strade preferenziali per i minerali, rotte impossibili da percorrere per gli esseri umani. Come se non bastasse, sarà l'unione europea a finanziare lo sfruttamento dell'uranio , cioè noi (come ha sottolineato Fabrizio Gatti).