Wednesday, March 07, 2007

Leggevo, questa mattina, le prime pagine di "Ieri", di Agota Kristof... E alcune parole m'hanno colto, e m'hanno fatto pensare alla "perdita" di Girolamo. E dunque, indebitamente, copio e ti dedico, caro amico, queste parole.
"In genere m'accontento di scrivere nella testa. E' più facile. Nella testa tutto si srotola senza difficoltà. Ma, una volta scritti, i pensieri si trasformano, si deformano, e tutto diventa falso. A causa delle parole.
Dovunque mi trovi, scrivo. Scrivo mentre vado verso il bus, scrivo nel bus, nello spogliatoio degli uomini, davanti al mio macchinario.
Il guaio è che io non scrivo ciò che dovrei scrivere, scrivo qualunque cosa, cose che nessuno può comprendere e che nemmeno io comprendo. La sera, quando ricopio quello che ho scritto nella mia testa durante la giornata, mi domando perché ho scritto tutto ciò. Per chi, e per quale ragione?".

Non fraintendermi Giro... ma ti chiedo... Cosa hai veramente perso? Cose per te profonde, che poi forse nessuno comprenderà a fondo... o che tutti fraintenderanno (pure tra mille plausi). E poi, tutto sommato, è ancora tutto nella tua testa.
In bocca al lupo, bravo coraggioso amico.

2 comments:

girolamo grammatico said...

che dire? GRAZIE!
...purtroppo quando non si è preparati ad un evento che non si desidere si accusa il colpo. inoltre, credo, che anche se intellettualmente posso comprendere che quel taccuino aveva un valore inferiore ad un taccuino nuovo, in quanto usato, è difficile. Credo di aver perso una possibilità, tutto qui. Una variabile, fra le tante. Credo che scrivere, per alcuni, significhi sopravvivere. Ma Sono convinto ancheche allo scrivere si debba necessariamente legare il comunicare, sempre e comunque. E comunicare presuppone l'altro. Beh... adesso io non posso più comunicare. Ma riComunicare. RiMediare.
per fortuna, però, ci sono persone come te che poi, nel delirio della mia testa e della mia perdita ... mi mopstrano tutte le altre variabili che non solo non ho perso, ma non ho nemmeno ancora considerato!
Ancora una volta: GRAZIE!!!

Anonymous said...

la teoria della gestalt dice: il tutto è maggiore della somma delle parti. e ciò è bene. ma non è un motivo valido per declassare le parti in una dimensione inferiore dell'esistenza.

giro, dipende tutto da te. se hai scritto una cosa una volta la puoi scrivere per la seconda, e magari meglio.

la scrittura non è una performance estemporanea come il pensiero, è un'arte difficile in cui l'esercizio e la capacità di analisi -unitamente all'ispirazione, questa sì estemporanea- permettono la riproducibilità dei nostri concetti.

le questioni di forma, alla lunga, sono tediose e inessenziali rispetto alla capacità di creazione che ti è stata concessa dal buon dog.

quella non te la toglierà mai nessuno!