Wednesday, April 15, 2009

la cultura del terzo millennio: razzismo e ignoranza!

[percezione vorrebbe dire qualcosa, ma non ne ha la forza!]

Bisogna dire basta a questa violenza razzista che sta dilagando in Italia. Chiediamo a tutta la città di Roma di condannare questo episodio e che la giustizia faccia il suo dovere di punire questi criminali. La politica si assuma le sue responsabilità, chi semina vento raccoglie tempesta. In questi anni si è seminato odio verso il diverso, l' immigrato criminalizzandolo. Queste aggressioni sono figlie di una visone politica che usato il lato oscuro della società, una politica basata su luoghi comuni, paure della gente, spingendo le parti più emarginati ad entrare in competizione, cioè la guerra tra i poveri..

Dove la società civile di questa città di Roma? Bisogna che ci sia una indignazione totale di tutti gli strati della società per isolare questi criminali. Le istituzioni dove sono? dove la sicurezza? dove sono i soldati, polizia, carabinieri?

Non doveva essere garantita la sicurezza a tutti i cittadini di questa città di Roma?

Come e stato possibile questa aggressione di questo Uomo? Dove lo stato?

Agenzia Habeshia



Roma, nuova aggressione razzista. Un senegalese perde un occhio

di Massimiliano di Dio


«Mi piace l’Italia, Roma poi è sempre stata il mio sogno fin da bambino. Vorrei trovare un lavoro e rimanere qui». La tv è accesa nella stanza numero 80 al terzo piano del Policlinico Tor Vergata ma Samba Sow fatica a stare sveglio. Un amico va e viene. «È sfortunato – racconta – Samba non ha neppure una casa sua, lo ospitano alcuni connazionali. Tra di noi ci aiutiamo sempre».

Solo quando è nel corridoio sussurra: «I medici dicono che non riacquisterà più la vista ad un occhio». Poi rientra nella stanza e torna il sorriso anche se la benda che copre l’occhio sinistro di questo trentenne di Dakar lascia poco spazio all’immaginazione. L’aggressione razzista e il colpo inferto con una bottiglia di vetro rotta da Mirko Blasi, vent’anni di Tor Bella Monaca con precedenti per droga e reati contro la persona, sono entrambi dietro quelle garze bianche per le quali è davvero impossibile trovare un perché. Ci proverà la magistratura: lesioni personali gravissime aggravate dall’odio razziale, l’accusa per il giovane arrestato dai cararabinieri. Era tornato a casa a dormire, come se nulla fosse accaduto. Addosso aveva ancora la maglietta sporca di sangue.

Samba, torniamo a quella maledetta notte tra Pasqua e Pasquetta.

«Era poco dopo la mezzanotte. Sono uscito di casa per andare a comprare una ricarica telefonica. Volevo chiamare mio zio in Senegal e così sono andato in un bar di via Mussomeli con la macchina di un amico».

Poi cos’è accaduto?

«Fuori dal locale c’era un gruppetto di ragazzi. Bevevano, fumavano ma non li conoscevo. La macchina si è fermata proprio lì davanti, la batteria era scarica e loro hanno iniziato a insultarmi. ‘Negro di merda, che schifo di auto che hai, noi abbiamo quella buona’. Mi è venuto da sorridere e loro hanno continuato: ‘Vedi sto negro di merda, ride pure, morto di fame’».

È lì che hai deciso di chiuderti dentro la vettura?

«Sì, ho avuto paura. Sono sceso poco dopo, solo quando ho visto che era arrivato Salvatore, un mio conoscente».

Il gruppo però non si è fermato.

«Ho sentito uno urlare ‘Mirko’ mentre il ragazzo che chiamavano si dirigeva verso di me. Mi ha spintonato, continuando a insultarmi. In mano aveva una bottiglia, l’ha rotta sbattendola a terra e mi ha colpito all’occhio. ‘Sei un negro di merda, morto di fame’ continuava a gridare».
I carabinieri lo hanno arrestato per lesioni personali gravissime aggravate dall’odio razziale. Era la prima volta che subivi
un’aggressione xenofoba?
«Parole di quel tipo le senti sempre ma non ci fai caso. Quel tizio però voleva massacrarmi, per fortuna sono arrivate una persona che mi ha fatto salire sulla sua auto e subito dopo la pattuglia di Tor Bella Monaca. I carabinieri sono venuti anche ieri. ‘Stiamo lavorando per te’ mi hanno detto».


Da quanto tempo sei in Italia?

«Dal 2003, sono stato prima sei mesi a Firenze, poi sono venuto nella capitale. Roma è il mio sogno fin da bambino, vorrei restare a vivere qui

L'UNITA' 14.04.2009

Monday, April 13, 2009

Friday, April 03, 2009

L'Italia diventa sempre meno casa mia

[Ricevo dall'agenzia Habeshia e rimango INDIGNATO! La cosa bella è che con tutte le leggi che vengono violate a Napoli, in Campania, nel meridione e in Italia se ne va ad applicare proprio una che non esiste ancora!
Pecezione non ci sta!
Percezone dice che di fornte ad un parto, seppure di una donna irregolare, rimane sempre il dovere di inchinarsi davanti il mistero meraviglioso di una vita che nasce!
Fanculo a chi denuncia gli irregolari!]

"Al Fatebenefratelli di Napoli il caso di una ivoriana in attesa dello status di rifugiato
Non ha potuto allattare il neonato. Il legale: applicano una legge che non c'è!

Migrante partorisce in ospedale
e gli agenti la fermano

di CONCHITA SANNINO


NAPOLI - Voleva solo partorire il suo bambino. Si è ritrovata invece, dopo poche ore, con le forze dell'ordine richiamate in corsia da qualcuno dell'ospedale, forse un assistente sociale. Ha visto gli agenti che bussavano alla sua stanza di degente per la notifica di un ordine urgente: "Presentarsi in questura per l'identificazione". Ed è finita che quella madre ivoriana, ufficialmente "in attesa di status di rifugiato politico", non ha potuto allattare il suo neonato, Abou, per una decina di giorni, fino a quando non è arrivata dagli uffici dell'Immigrazione la conferma che il suo fascicolo esisteva davvero, e che quella donna non aveva raccontato frottole, né fornito falsa identità.

Tutto incredibile, eppure vero. Proprio come se la controversa norma inserita dalla Lega nell'ambito del pacchetto sicurezza, quella che invita i medici a denunciare i pazienti senza permesso di soggiorno, fosse già entrata in vigore. Assaggio di una deriva annunciata. L'allarme lanciato da centinaia di specialisti in tutta Italia persino con petizioni inviate al capo dello Stato, il nodo dei "medici-spia" che ha infiammato il Parlamento spaccando perfino il Pdl, è già cronaca. Un caso unico. Che crea scandalo. A Napoli. Una vicenda rimasta sotto silenzio per alcune settimane.

Avviene nel quartiere Posillipo, la città d'elite. Nell'ospedale retto da un ordine religioso, il Fatebenefratelli. Il 5 marzo scorso. Storia di Kante, giovane madre della Costa d'Avorio, 25 anni, vedova di un marito assassinato sull'uscio di casa nel 2005 nella loro città d'origine, Abidjan, in attesa da anni del riconoscimento dell'asilo politico. Kante vive ora alla periferia nord, un buco nell'alveare di Pianura, il quartiere della guerriglia sui rifiuti. Di aspetto fragile, sguardo spento dietro le numerose battaglie affrontate, Kante racconta: "In ospedale ci hanno chiesto i documenti, non gli è bastata la fotocopia del mio passaporto, mentre l'originale era trattenuto dalla polizia per la mia richiesta in corso. Non gli è piaciuta neanche la richiesta di soggiorno ormai scaduta. E per oltre 10 giorni mi hanno tenuta separata dal bambino".

Undici giorni è rimasto il piccolo Abou in ospedale: "Non lo hanno dimesso, non me lo hanno dato, fino a quando la questura ha confermato la mia identità. Ho temuto che me lo portassero via, che non me lo facessero stringere più tra le braccia". Neppure il padre del bambino, Traore Seydou, un falegname della Costa d'Avorio che qui si arrangia a fare il manovale in nero, ha ottenuto che venisse dimesso: "Non ero presente al momento del parto - dice - E quindi il piccino è stato registrato con il nome della madre". "'Non possiamo consegnarlo a te', mi hanno detto in ospedale. D'altra parte anche io sono senza permesso di soggiorno, in attesa che venga accolta la mia richiesta di asilo politico".

Ma a ricostruire e denunciare la vicenda anche al Parlamento europeo è l'avvocato Liana Nesta, già avvocato di parte civile in alcuni importanti processi antimafia, al fianco delle famiglie di vittime innocenti. "Siamo di fronte a un caso illegittimo, di assoluta gravità", spiega. "Delle due l'una - aggiunge l'avvocato - o nell'ospedale napoletano Fatebenefratelli c'è un medico o un assistente sociale più realista del re che ha messo in pratica una legge non ancora approvata da questa Repubblica; oppure qualcuno ha firmato un abuso inspiegabile ai danni di una madre e di una cittadina. Conservo copia del fax partito dalla direzione amministrativa dell'ospedale, proprio nel giorno in cui partoriva la signora Kante, e indirizzata al fax del commissariato di polizia del quartiere".
(1 aprile 2009)

Wednesday, April 01, 2009

Rotte dei migranti, rotte dell'uranio...

Car@ tutt@,

vi segnalo l'articolo di Fabrizio Gatti,  pubblicato oggi sull'Espresso e disponibile al sito http://espresso.repubblica.it/dettaglio/articolo/2076172 .
Allo stesso indirizzo troverete un documentario di 26 minuti che vale davvero la pena vedere. L'Italia è direttamente implicata nell'affare 'uranio' grazie agli accordi stretti con la Francia. E' abbastanza complesso l'argomento, ma, a quanto mi è sembrato, le dinamiche di sfruttamento delle risorse energetiche sono sempre più o meno simili, specie se messe a confronto con il trattamento che ricevono le persone che sono costrette a cambiare paese. Strade preferenziali per i minerali, rotte impossibili da percorrere per gli esseri umani. Come se non bastasse, sarà l'unione europea a finanziare lo sfruttamento dell'uranio , cioè noi (come ha sottolineato Fabrizio Gatti).

Thursday, March 26, 2009

DEPORTAZIONE OCCULTA IN PUGLIA!

[Ricevo dall'Agenzia Habeshia e diffondo]

Ai governanti
Alla Chiesa
Alla società civile


Siamo preoccupati e indignati come cittadini italiani e come cristiani per quanto accaduto nella nostra regione: in PUGLIA!!!

Nel Centro di Accoglienza (CdA) di Restinco (Brindisi) erano accolte persone per le quali è in corso la procedura di riconoscimento dello status di rifugiato, cioè gente costretta a fuggire dalle loro case perché perseguitata per motivi politici, religiosi, etnici, razziali, o perché appartenenti a uno specifico gruppo sociale. A queste è riconosciuta una particolare protezione dal diritto internazionale.
La mattina del 17 marzo tutti gli ospiti presenti nel Centro, 194 persone, la maggior parte africani, alla presenza di un numero considerevole di poliziotti, sono state fatte salire su 4 pullman e trasferite presso il Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo (CARA) di Borgo Mezzanone (Foggia), in seguito alla imprevista e brusca decisione del governo di trasformare il Centro di Restinco in un Centro di Identificazione ed Espulsione (CIE).

Vogliamo sottolineare alcuni aspetti di quanto accaduto:
• Il trasferimento è avvenuto senza alcun tipo di informazione e senza alcun preavviso sia nei riguardi degli ospiti che nei confronti degli operatori. Agli ospiti a causa dell’improvvisa decisione, non è stato riconosciuto il diritto di scegliere dove poter continuare il proprio percorso di integrazione (per molti già avviato da diversi mesi grazie alla solidarietà di associazioni locali).
• La decisione del trasferimento e della trasformazione del CdA in un CIE è stata presa senza nessuna consultazione sia dei governanti locali che dell’ente gestore.
• Il Centro di Borgo Mezzanone era impreparato a gestire questo tipo di trasferimento in queste modalità. Scarse sono state infatti le risposte alle tante domande pratiche dei richiedenti asilo.
• Queste persone si uniscono agli altri ospiti del Centro di Borgo Mezzanone carente di strutture e servizi adeguati per una vita dignitosa.

Tutto questo ci vede veramente lontani da quell’accoglienza tipica della nostra terra che ha caratterizzato la nostra storia.
Anche Benedetto XVI lo ha ricordato durante la sua visita nel Salento affermando che Brindisi, come in passato, "resta una porta aperta sul mare" e un tradizionale rifugio di immigrati. "Questa solidarietà - aveva detto il Papa ai brindisini - fa parte delle virtù che formano il vostro ricco patrimonio civile e religioso: continuate con slancio rinnovato a costruire insieme il vostro futuro".
Dopo esattamente 9 mesi l’accoglienza si è trasformata in “deportazione”.

Chiediamo con forza
ai politici, alla Chiesa e alla società civile
di non essere indifferente e di mobilitarsi
affinchè
• non venga mai meno l’attenzione alla dignità umana, il rispetto per i diritti fondamentali della persona indipendentemente dalla nazionalità e dalla religione. L’immigrato è una persona! Il suo essere persona non può dipendere da un pezzo di carta, questo è vergognoso. Su questo si prova la maturità di una società civile e democratica degna di questo nome.
• Si interrompa il meccanismo perverso del capro espiatorio che vede vittime gli immigrati.
• Il governo sia rispettoso delle comunità locali e dei suoi rappresentanti, degli enti locali e delle organizzazioni che operano nel settore.
• non venga soffocata la cultura dell’accoglienza da politiche xenofobe, che lentamente distruggono il “ricco patrimonio di solidarietà civile e religioso”.
• Non si apra il CIE a Brindisi.

Brindisi, 24 marzo 2009

Fr. Francesco Zecca (Responsabile Commissione Giustizia e Pace della famiglia Francescana del Salento)
Fr. Gianni Mastromarino (Responsabile Commissione Giustizia e Pace dei Frati Minori Puglia-Molise)
P. Arcangelo Maira, missionario scalabriniano
Per informazione

Wednesday, March 25, 2009

La degna Rabbia

giovedì 26 MARZO h. 18
@ Carta – Sala L. Pintor
via Scalo S. Lorenzo 67 – Roma

Associazione Ya Basta e Margine Operativo

presentano il video e il dvd


LA DEGNA RABBIA
progetto
Associazione Ya Basta – Margine Operativo
regia_montaggio_ riprese
Riot Generation Video - Margine Operativo
traduzioni Marco Giusti, Valeria Vitale, Aline Pennisi
galleria fotografica Simona Granati
grafica Lorenzo Sansonetti - Carta
produzione
Associazione Ya Basta Italia
Coordinamento Toscano di sostegno alla lotta zapatista

26, 27, 28, 29 dicembre Città del Messico - 31 dicembre 2008, 1 gennaio 2009 Oventik_ Chiapas - 2,3,4,5 genaio San Cristobal de las Casas_ Chiapas.
Per 10 giorni, itinerante e nomade per il Messico, si è svolto il Primer Festival Mundial de la Digna Rabia proposto e costruito dalle donne, uomini, bambine, bambini, anziani dell’ EZLN – Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale - a cui hanno partecipato tantissim@ attivisti/ribelli/artisti/ esperienze di lotta da tutto il pianeta terra.

Il video “La degna rabbia” realizzato da Riot Generation Video / Margine Operativo racconta il magma incandescente di visoni e di lotte che ha attraversato il festival. Narra l’anomalia di un festival autonomo e indipendente creato da una molteplicità di linguaggi, di conflitti, di codici artistici che si collocano per scelta in basso e a sinistra. 10 giorni densi, straordinari che hanno tracciato un calendario e una geografia delle lotte e delIe prospettive che attraversano i movimenti nel mondo, e che hanno disegnato una mappa del possibile.

Di nuovo rivolgiamo la nostra parola.
Questo vediamo, questo guardiamo.
Questo giunge al nostro udito, arriva al nostro cuore scuro.
________________________________________

L’ Associazione Ya Basta! promuove
progetti di cooperazione internazionale dal basso in Messico, Ecuador, Argentina, Brasile, Palestina
organizzando carovane di conoscenza e solidarietà promuove il commercio autonomo importando il caffe’ rebelde zapatista e organizza brigate sanitarie appoggiando il sistema sanitario autonomo zapatista.

Margine Operativo
è un progetto artistico multidisciplinare indipendente.
Agisce su più livelli: crea spettacoli teatrali e performance, costruisce eventi multimediali e realizza video, format televisivi e live set video.
Riot Generation Video è il progetto visuale di Margine Operativo.
Il nucleo di Margine Operativo/Riot Generation Video è formato da:
Alessandra Ferraro - Pako Graziani - Diego Zerbini - Riccardo Boldrini
www.margineoperativo.net

per richiedere il dvd >>
yabasta@sherwood,it
(nord)
moltitudia_yabasta@yahoo.it (centro - sud)

contatti >>
www.yabasta.it - www.margineoperativo.net -
http://moltitudia-yabasta.blogspot.com - www.yabastamilano.it - www.yabastamarche.blogspot.com blogspot.com/> - www.yabastanapoli.blogspot.com blogspot.com/> - http://dignidad-rebelde.blogspot.com blogspot.com>

Monday, March 23, 2009

pace

Oggi sono stato in un centro diurno con persone che soffrono di problemi pschiatrici. Luca Moretti sta tenendo un Laboratorio di Scrittura con questi gioielli. Io avevo il compito di intervistarli sul percorso fatto. Non li conoscevo e fare un'intervista con persone problematiche senza aver avuto il tempo per instaurare una relazione di fiducia è complesso, difficile.
Io faccio così: mi abbadono, lascio che siano loro a dirmi cosa fare. E' rischioso, lo so, ma è l'unica cosa che mi riesce bene in questi casi.
Accantonarmi è l'unica cosa che mi riesce bene in generale e accantonarmi di fronte la disarmante bellezza di certe sfumature del mondo è un'esperienza che lo stato dovrebbe consigliare al posto del militare e della flessibilità.
Ho chiesto loro tantissime cose e abbiamo riso tanto.
Nel marasma di chiacchiere sono stato colpito due volte duramente.
Allo stomaco.
Con determinazione.
Ad un certo punto ho chiesto:
"Cos' è per voi la scrittura"
e tra i vari voli pindarici una ragazza mi ha risposo così:
"La scrittura per me è bella anche se è non sono brava. E' come se io canto anche se sono stonata!"
Io sono stonato, tanto e non canto mai. Evito. Mi vergogno.
Ci si può privare di una cosa bella perchè non si è perfetti?
NO!
E ci volevano loro, per l'ennesima volta a ricordarmelo.
Ancora oggi, posso solo accantonarmi stupefatto di fronte la spontanea saggezza della vita.
Poi ho chiesto loro di dirmi quale parola piace. Qual è la parola che più li ispira.
Ognuno diceva le cose più assurde.
Poi Alessandra, che non parla, l'ha scritta la sua parola. Come è giusto si faccia ad un laboratorio di scrittura.
Gliel'ho rubata, come vedete.
Ho rubato a lei la pace che io non so scrivere per me!

Wednesday, March 18, 2009

addio

[oggi avevo il mio consueto appuntamento con il laboratorio di scrittura con i senza dimora. oggi ho saputo del suicidio di una mia copagna di liceo. Non posso dire che eravamo amici. Di sicuro lo siamo stati, ma è passato tanto tempo. al laboratorio non ho pensato ad altro e se mi conosco bene ci ripenserò ancora in futuro. la vita è davvero complessa, ma non sto qui a perdermi in riflessioni esisteziali che non porteranno a nulla. oggi avevo un laboratorio di scittura sul giornalismo con persone che soffrono tantissimo. con individui che sono vagoni (e non uso questo termine a caso) di dolore e solitudine. oggi ero distratto e distante. non me ne vogliano se li ho trascurati. ma pensavo a te, ilaria. questo è il mio saluto]

Sulle pagine

del mio quotidiano

solo disgrazie

fronte retro.

Eppure

tra tutto il dolore del mondo

non trovo il mio.

Nemmeno un trafiletto

a raccontare la tristezza

della tua assenza.

Au revoir mon amie

Esque tu es content maintenant?

J’espere!

Richiudo il giornale

con cura

e la speranza di distrarsi

svanisce

nella consapevolezza

che conoscere le disgrazie altrui

non ci rende meno soli.

Monday, March 16, 2009

Noi NON segnaliamo Day

Si dà il via domani alla mobilitazione nazionale con eventi e manifestazioni contro la segnalazione degli immigrati senza permesso di soggiorno che ricevono cure sanitarie.

Foto di http://www.simmweb.it/

Roma, 17 marzo 2009 - Medici senza Frontiere (MSF), Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (SIMM), Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione (ASGI) e Osservatorio Italiano di Salute Globale (OISG) invitano la società civile a partecipare a eventi e manifestazioni in tutto il territorio nazionale contro il provvedimento di legge in discussione in questi giorni alla Camera, volto a sopprimere il divieto di segnalazione per gli immigrati irregolari che ricevono cure sanitarie.

Attraverso i Gruppi Immigrazione e Salute locali (GrIS), sono stati organizzati eventi in 20 città italiane (elenco aggiornato su
www.simmweb.it).

A Roma, per il NOI NON SEGNALIAMO DAY , le associazioni promotrici organizzano dalle 9.30 alle 11.00 un presidio a piazza San Marco (lato piazza Venezia) e intervengono alla conferenza stampa con il vice Presidente della Regione Lazio Esterino Montino, prevista per le 1 2 presso la sala A della Direzione sanitaria dell'Ospedale S. Camillo. Hanno aderito all'iniziativa la Federazione Italiana degli Ordini dei Medici, Chirurghi ed Odontoiatri, l'Istituto Nazionale per la medicina delle migrazioni e lotta alla povertà, l'Associazione Medici stranieri, l'Ordine degli Psicologi.

Friday, March 06, 2009

SCANDALOSO


[TRATTO DA INDYMEDIA]

Da sabato 21 febbraio a Bologna non si potra' piu' manifestare nel centro storico. Il prefetto Angelo Trafaglia, con il plauso del sindaco Cofferati, accoglie con zelo la direttiva
presente nel pacchetto sicurezza lanciato dal ministro dell'interno Maroni e, prima città in Italia, vieta tutte le manifestazioni politiche (compresi banchetti e sit-in) nelle principali vie del centro storico (via Indipendenza, via Ugo Bassi, via Rizzoli, piazza Maggiore, piazza Nettuno, piazza Re Enzo, piazza S. Stefano).


Thursday, February 26, 2009

zingari lettera ai giornali

[un mio amico, nonchè grande pianista che ho avuto la fortuna di avere con me durante un reading, è stato testimone di come stanno gestendo questa nostra Italia e ha scritto una lettera ai giornali!
PercezioneSociopatica non è un giornale e non ha una grossa risonanza, ma è percezione sociopatica e in quanto tale certe cose non può non farle sapere!!!]

Gentili Signori,

in data mercoledì 25 febbraio 2009 alle ore 18,30 presso il “gabbiotto” metro della stazione Furio Camillo, un addetto alla sicurezza era alle prese con due ragazzi rom di circa 16 anni che tentavano di fare il biglietto, scacciandoli in malo modo senza alcun motivo.

A seguito di ripetuti epiteti offensivi nei riguardi dei ragazzi - tra cui “zingari di merda” ,“vi darei fuoco” - io ed altri cittadini che avevano assisitito all’orribile scena abbiamo deciso spontaneamente d’intervenire per difendere i diritti di persone che non avevano commesso alcun reato (…. se non quello di voler acquistare un biglietto!).

L’ addetto sopraccitato ci rispondeva in malo modo, sostenendo che “lui era razzista” e che “grazie alle leggi di questo paese, loro fanno quel che vogliono! E che “noi avevamo tempo da perdere” e che le regole erano queste, piaccia o non piaccia.

L’unica colpa di questi ragazzi, invece, era di avere uno strumento musicale a tracolla, cosa che secondo l’addetto costituirebbe reato (quindi, chi porta con sé un violino è un pericoloso terrorista!).

Ora, premesso che nessuno di loro stava suonando lo strumento in oggetto, quel che è più raccapricciante è la convinzione di questo addetto di ritenersi comunque autorizzato all’utilizzo di frasi razziste, anti-tziganiste e gravemente offensive a prescindere dall’etnia: se fossi stato io al loro posto, certamente non sarei stato trattato così.

L’ intervento di una Sua collega non contribuiva a rasserenare più di tanto la situazione, abbiamo atteso - invano! - almeno 20 minuti l’arrivo dei carabinieri onde poter civilmente confrontare le rispettive posizioni (tra l’altro io mi ero offerto di pagare il biglietto, ma i ragazzi in questione avevano già il danaro in mano!).

Alla fine siamo riusciti a risolvere l’incresciosa situazione accompagnando attraverso i tornelli questi ragazzi muniti di regolare biglietto, come è logico che debba essere.

Nonostante la risoluzione della vicenda, questo addetto non si è sognato neppure di chieder scusa della Sua intolleranza, perseverando nei Suoi vaneggiamenti.

Con quale criterio viene reclutata questa gente “addetta alla sicurezza”?

Chi è incaricato di effettuare i controlli sui loro comportamenti?

Cosa rischiano in caso di istigazione all’odio razziale?

Sono disponibile a qualsivoglia forma di incontro/chiarimento al riguardo.

Cordialità.

Dr. Francesco Valori.

emergenza alimentare in eritrea

[ricevo e diffondo, chi può, faccia qualcosa!]







Cari amici,
come sicuramentre sapete in Eritrea si sta aggravando ulteriormente l'emergenza alimentare. All'aumento dei prezzi alimentari si unisce la scarsità delle piogge della scorsa stagione. Una situazione che, come ha detto la FAO a dicembre scorso, sarà causa di una tremenda carestia che provocherà presumibilmente oltre 20 milioni di morti nel corno d'Africa nel corso del 2009, se la comunità internazionale non si darà da fare in maniera massiccia.
Per questo lanciamo un appello:

OCCORRONO URGENTEMENTE GENERI ALIMENTARI DI PRIMA NECESSITA'.
Come associazione intendiamo spedire un container di aiuti alimentari entro la fine del mese di marzo. Chiediamo la collaborazione di tutti.
Pur nella consapevolezza che si tratterà di una goccia nell'oceano, siamo convinti che, prendendo in prestito le parole di M. Teresa di Calcutta, "se questa goccia non ci fosse all'oceano mancherebbe".
Grazie alla disponibilità di alcuni amici, abbiamo aperto in Prato un punto di raccolta.

Chi volesse dare una mano, per la raccolta, l'inscatolamento, la spedizione, o per consegnare i prodotti alimentari, può contattare il n. 327 3297889.



Associazione CHEBI

Monday, February 23, 2009

Grammatico presenta Morici a Perugia!

Un ragazzo Simon con tante fobie, pieno di nevrosi, psicotico decide di affrontare un viaggio per incontrare Antonella, un'amica conosciuta durante un suo ricovero in una clinica psichiatrica. Lei è dolcissima. Lui la cerca, parte da Roma per il Messico. Una serie di vicissitudini, flashback, avventure si susseguono rendendo la trama avvincente e tenendo il lettore incollato al libro fino alla fine. Ne "La Terra vista dalla luna" si respira l'essenza di un autore frizzante, libero, dallo spirito anarchico, fedele alla sua storia e al suo pubblico. Nel suo passato letterario: "Matti slegati" e "Aractus".

Al Loop Cafè (http://www.loopcafe.org), in Via della Viola, nel centro storico di Perugia, martedì 24 (martedì grasso) alle 18.30 il libro "La Terra vista dalla luna" sarà presentato dall'autore Claudio Morici, da Girolamo Grammatico ( scrittore ed esilarante organizzatore di eventi -http://percezionesociopatica.blogspot.com), il tutto accompagnato dalla presenza dell'attrice/lettrice Romina Perni. Coordina Floriana Lenti, giornalista free lance.

E poi sono qui per colpa tua. Non puoi lamentarti, Antonella, non puoi dirmi come mi devo comportare. Non sono qui per divertirmi, per conoscere il mondo, per fare esperienza. Sono qui per colpa tua. Se avessi voluto fare esperienza me ne sarei stato a casa. E lo so che stai pensando…

Be’, amica mia, come dico sempre, ci sono punti all’interno della mia cameretta che non ho ancora esplorato”

Claudio Morici (Roma, 1972), romanziere e net artist italiano. Laureato in Psicologia Clinica con una tesi intitolata “Fenomenologia esperienziale del sognare lucido” (pubblicata in “Sogni Lucidi”, a cura di Fabrizio Speziale, Edizioni Il Punto d’Incontro, Vicenza, 1999), ha lavorato per due anni in diverse comunità terapeutiche, prima di cambiare lavoro. È stato direttore dei contenuti del sito d’arte indipendente http://www.gordo.it/. Ha esordito con il romanzo “Matti slegati” nel 2003.


Claudio Morici, “La terra vista dalla luna”, Bompiani, Milano 2009.


(In allegato copertina del libro, fonte Bompiani, fotografia dell'autore)


[un ringraziamento speciale a FLORIANA LENTI]

Thursday, February 19, 2009

missione colombia

MOSTRA FOTOGRAFICA:
“MISSIONE COLOMBIA”
Intervento sanitario nella Comunità di Pace di San Josè Apartadò

Medici per i Diritti Umani (MEDU) inaugura il 20 Febbraio 2009 alle 21.00 presso la libreria/ centro culturale BIBLI - Via dei Fienaroli 28, Roma - la mostra fotografica “Missione Colombia”.

Intervengono: Gianni Tognoni (Segretario generale, Tribunale Permanente dei Popoli-Fondazione Basso), Andrea Proietti (Presidente, Associazione Colombia Vive!), Carla Mariani (volontaria Associazione Colombia Vive!), Alberto Barbieri (Coordinatore generale, Medici per i Diritti Umani)

Il conflitto armato interno che affligge la Colombia da più di quarant’anni ha provocato fino ad oggi più di 250.000 morti. Si calcola che con circa 3 milioni di persone costrette ad abbandonare le proprie case la Colombia sia il secondo paese al mondo per numero di sfollati dopo il Sudan . Le Comunità di Pace rappresentano un’esperienza di resistenza civile alla guerra e allo sfollamento forzato. Con la pratica quotidiana della partecipazione democratica, l’autodeterminazione e la continua ricerca di una soluzione pacifica dei conflitti, costruiscono i valori favorevoli a una cultura di pace. Il 23 marzo 1997 la popolazione di San Josè de Apartadò è stata il primo gruppo organizzato a proclamarsi Comunità di Pace. La popolazione di San Josè Apartadò ha subito, in questi anni, innumerevoli aggressioni da parte della guerriglia, dell’esercito e, soprattutto, da parte di gruppi paramilitari che hanno comportato un alto costo in vite umane.

Il 21 febbraio del 2005, presso le località Mulatos e Resbalosa, 8 persone appartenenti alla Comunità di Pace - tra cui tre bambini - sono state massacrate da membri dell’ Esercito colombiano in una azione congiunta con i paramilitari.

“En memoria de los que caen para construir algo diferente”

( scritta su una pietra della comunità di pace di San Josè Apartadò).

La mostra sarà allestita fino al 7 marzo. Orario: lunedì 17.30/24 - da martedì a domenica 11/24 – ingresso libero

Medici per i Diritti Umani (MEDU), organizzazione di solidarietà internazionale, cerca di essere presente, con l’azione e la testimonianza, laddove il diritto alla salute ed i più elementari diritti umani vengono negati.

Per informazioni: Ufficio stampa di Medici per i Diritti Umani - 06.97844892 Cellulare 334.3929765

Wednesday, February 18, 2009

Ballarò e la solitudine degli emarginati

[A causa di Veltroni, ieri Ballarò ha dedicato tutta la puntata ai capricci politici di questi nostri uomini d'onore dimenticandosi che hanno chiamato il nostro ufficio durante l'ora di pranzo chiedendoci delle testimonianze di senza dimora sul problema dela residenza entro poche ore. Dimenticandosi che non siamo uno scaffale dal quale si possono prendere gli oggetti a piacimento, dimenticandosi che siamo tutti nella merda e che se gratis ci siamo mobilititati (noi operatori e i nostri amati senza dimora) è stato per amore della verità e della conoscenza!
Però (per fortuna c'è sempre un però) ilgrammatico che nel suo inghippo paranoico intimo si era chiesto: ma posso chiedere a aldo di scapicollarsi qua per rilasciare un'intervista a ballarò che poi, manco sappiamo se andrà in onda di certo? Posso creare una grossa aspettativa ad una persona che sta per strada col rischio di sentirmi dire a cosa è servito?
Ovvio che no!
Così ilgrammatico chiama aldo, che stava in un baretto a piazza vittorio a scaldarsi, e glielo chiede. Poi mentre i 2 aspttano la troupe ilgrammatico pensa, rimugina, s'interroga.
E così giunge ad una conclusione: un'intervistina gliela faccio pure io, così, se le cose si mettono male, almeno una gratificazione ce l'avrà!
Aldo si è prestato a dar voce ai senza voce.
Non è stato pagato dalla rai, ma ha prestato la sua immagine, il suo tempo, la sua conoscenza gratis per il riscatto degli ultimi.
Se fosse stato un opinionita del cazzo lo avrebbero pagato e ascoltato, ma è nessuno e si può abusare di lui.
Lo mandiamo in onda noi, non siamo la rai, non siamo qualcuno di importante, ma siamo amici di aldo e ne siamo FIERI!]
colonna sonora: non ti scordar di me

Tuesday, February 17, 2009

BALLARO'

In ufficio è arrivata la troupe di Ballarò e ha intervistato un nostro utente, il mio capo, una collega e me! Stasera c'è la puntata, vediamo cosa mandano in onda! Il motivo? Credo per i motivi discussi qui e qui!
Fatemi sapere!

colonna sonora: Il mio nemico

Monday, February 16, 2009

citofonare interno 7 feedback

[Interno 7 continua a ricevere i complimenti come l'evento più intimo del sottobosco romano. Il primo evento gratuito fino in fondo e non nel senso economico e basta, ma fatto di una gratuità d'intenti che difficilmente è rintracciabile nell'industria della cultura. Grandi artisti si accomodano nelle case d sconosciuti e regalano relazioni sane ad un pubblico che ha sete di arte e conoscenza.
Che poi il vino sia finito prima, è solo un dettaglio di poco conto!]
colonna sonora Niente di Niente

Sunday, February 15, 2009

P.P. di P. ( Peli del Pube di Pavia) - D. Rindi

 E’ un grigio e molto milanese pomeriggio d’inverno. Mi sto annoiando a casa, tentando telepaticamente di trasformare un foglio bianco in qualcosa di leggibile. Anche a Milano ci si può annoiare se ci si mette d’impegno. Squilla il telefono. E’ Mario che mi invita a casa di un amico dove si svolgerà un reading, che altro non è che una lettura ad alta voce di un testo, a Pavia. Accetto e aspetto che passi a prendermi. Pavia è una cittadina deliziosa abitata principalmente da studenti universitari. Camminando per il centro si ha l’impressione di vivere in un campus. Mario è un mio caro amico meridionale. Anche lui scrive e lo fa con genialità e fantasia. Lo considero uno sperimentatore, un pioniere della scrittura. anche se a volte non ci capisco proprio niente. Però sono i suoni delle sue frasi che mi prendono, l’armonia delle parole, anche se incomprensibili. Uno stile completamente diverso dal mio, quindi ammirevole.

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Monday, February 09, 2009

.: incontro poetico irrisolto :.

Rossano Astremo e Girolamo Grammatico in un inedito incontro di boxe poetica la cui vittoria sarà decretata dai presenti

Data:
martedì 10 febbraio 2009
Ora:
21.00 - 23.55
Luogo:
CHICCEN
Indirizzo:
VIA DEL PIGNETO 91
Città/Paese:
Rome, Italy


Si scrive da dentro una ferita,
ci si immerge nel profondo, si evita
l’annegamento, si palesa la verità
e la si manifesta, la si ostenta.
Quando si urla tu, quando si urla voi
ci si rivolge ad una folla immaginaria,
ad un popolo assente: un calco di nebbia.
Quel concavo martirio emotivo
coincide con l’intero universo.
Si scrive da dentro una ferita
e la cicatrice è finzione che rima con dolore.

Rossano Astremo

:::

Mi sembra sempre
tutto socchiuso.

Accostato.

I fatti, le persone,
i paesaggi.
Pure il tempo,
socchiuso nel suo scorrere.
Anche la pioggia,
socchiusa nel suo cadere.

Ogni cosa
non si rivela,
appisolatasi sul posto
nell’attesa del mio arrivo.

Socchiuso, il mio futuro,
mi lascia interdetto.

Attonito
osservo la luce,
traversa.

E se di notte
mi fermo a spiare
la realtà
mi convinco sia l’invito
a spalancare il passaggio.

Ma di giorno
quando faccio finta
d’esser vivo
credo solo che abbiano
dimenticato di chiudermi fuori,
per bene.

Girolamo Grammatico

Sunday, February 08, 2009

Il mito della zingara rapitrice!

[QUESTO ARTICOLO DI .Alberto Prunetti è APPARSO SU CARMILLA]

I lettori di Carmilla ricorderanno l’episodio di una quindicenne rom, A.V., accusata di aver tentato di “rubare” lo scorso maggio una bambina (1) in un appartamento di Ponticelli, vicino Napoli. Si è trattato di un episodio che ha costituito un alibi per un pogrom ai danni dei rom che vivevano nei dintorni di Napoli e che è stato utilizzato dal governo come detonatore per giustificare un giro di vite che sta portando all’approvazione di alcune norme liberticide eufemisticamente definite “pacchetto sicurezza”.
Ma la novità sta nel fatto che per la prima volta, lo scorso 12 gennaio, un giudice ha emesso una condanna di colpevolezza ai danni di una donna rom per l'accusa di sequestro di persona. Sul processo sono emerse, secondo la difesa, alcuni elementi che lasciano riflettere.


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Saturday, February 07, 2009

Il residente della repubblica


La lega si sta dando da fare. E non capisco se sono bravi loro o indecenti noi.
Nel pacchetto sicurezza che discrimina APERTAMENTE gli immigrati si fanno molti passi indietro. Tanti. Dovete sapere che nel "96 molti giornali di strada esultarono quando fu istituita una prassi degna di questo nome al fine di permette ai senza dimora di ottenere una residenza.
Perchè?
Perchè questa gioia per una diritto al quale non si fa mai caso?
Semplice: perchè senza residenza non si può accedere al servizio sanitario nazionale, non si può votare, non si può avere la patete, non ci si può iscrivere a quel meraviglioso mondo funzionale degli uffici di collocamento.
Insomma per dirla come qualcuno che conosco: non si può fare un cazzo!
Noi non ce ne accorgiamo perchè la residenza, per così dire, la ereditiamo dallo stato di famiglia e fin quando non finisci per strada non ti accorgi di essere un residente, non ci pensi che il comune ha dei doverei nei tuoi confronti in quanto residente. Non ci pensi, stai bene, che te ne frega!!!

Perdonate il linguaggio poco professionale, ma non è che me ne freghi poi tanto, il blog è mio e ci scrivo quello che voglio.
Ed io voglio gente indignata. Gente scandalizzata. Gente a cui girano i coglioni. Voglio compagni di viaggio degni di questo nome.
In quest'Italia preBrigatista si è passati all'eccesso opposto: niente opposizione!
Zero!
La lega non solo ha fatto passare la proposta che prevede un registo presso il Minbistero degli Interni per persone senza fissa dimora, rendendo qesta categoria [che non saprebbero definire manco se gliela spiegano in 100] una minaccia, ma hanno ottenuto di concedere la residenza solo ad abitazioni che abbiano specifici requisiti igienico sanitari rigidi, molto rigidi!
Questi requisiti ovviamente non sono alla portata di tutte le case [specialmente di molte case popolari] e da uno studio ISTAT del 2005 emerge che:
Inoltre, considerando gli standard qualitativi delle abitazioni, il rapporto ISTAT del 2005 rileva che
- 0,7% di famiglie non possiede il gabinetto interno all'abitazione
- 1,2% di famiglie non dispone di vasca da bagno e doccia
- 1,3% di famiglie non ha l'acqua calda in casa
- il 17,5% di famiglie in affitto ed il 9,7% di famiglie in abitazione di proprietà è in abitazionicon strutture danneggiate
- il 25,2% di famiglie in locazione e il 18,00% di famiglie in abitazioni di proprietà vive incase affette da problemi consistenti di umidità,
- il 16,6% di famiglie in locazione ed 8,6% di famiglie in abitazione di proprietà vive inabitazioni scarsamente illuminate

La lega, furbamente, malignamente, non ha proposto nessuna prassi per l'attuazione di una legge così ridicola e discriminatoria.
Pechè? Sono così ingenui da non aver intuito che così facendo i comuni dovrebbero revocare la residenza a numeroso famiglie?
Per niente. Perchè in quest'Italia imbruttita dalla politica dei matusalemme razzisti si lavora, da anni ormai, con il metodo leggittimissimo, della discrezionalità.
Non sapete cos'è?
mmm, mi stupite cari lettori!
E' quel metodo ottimo che ti fa fare quello che cazzo vuoi nonostante ci sia una legge.
Mi spiego: visto che costerebbe troppo andare a controllare tutte le case del mondo per verificare se le condizioni igienico saniarie rispettano la legge proposta, ogni comune se la sbrigherà con le proprie risorse e con i propri metodi. Quindi ci saranno Comuni dove i cittadini che non vedevano l'ora di sfanculare qualche categoria sociale poco apprezzata tempestaranno il comune affinchè controlli che siano rispettare le leggi appena entrate in vigore e comuni nei quali invece non si applicherà proprio nulla o escluderebbero mezza città dai servizi (si pensi a Palermo, Napoli o altri centri di frontiera) rischiando una guerra civile.
Insomma sarà una bolgia dove i poiticibriganti avranno di che mangiare per millenni!
Ma come dice il mio fratello mauro: quello che sconvolge è l'indifferenza.
Non siamo più divisi nei 2 vecchi gruppo: pro e contro.
NO, magari!
Adesso siamo divisi in: pro e nonmenefottenulla.
Io sono ancora nell'anacronistico gruppo dei contro, ma, porca puttana, mi sento così impotente e inutile che se vi va di aggiungermi tra gli amici di FB del gruppo nonmenefottenulla... manco mi arrabbio!
Se qualcuno ha un'idea la tiri fuori subito, perchè davvero stanno giungendo tempi bui, minacciosamente buoi!

PER MAGGIORI INFORMAZIONI:

[L'uomo sulla poltrona è un mio amico, uno di quelli che non piacciono alla lega, uno di quelli che qualcuno darebbe alle fiamme]

Thursday, February 05, 2009

La tomba della salute e la barbarie del nostro silenzio

Hanno vinto loro. Hanno vinto perché noi ci siamo persi e, perdendoci, abbiamo perso di vista il valore dei diritti. Questa credo sia la verità di oggi e la realtà che abbiamo davanti agli occhi credo ne sia la dimostrazione.

La Lega è riuscita nel capolavoro di imporre un punto di vista che per ignoranza e crudeltà ha pochi eguali nella storia: il divieto di segnalazione degli immigrati irregolari che si recano presso le strutture sanitarie è stato cancellato dal voto al Senato, con l’ovvia conseguenza che partirà una campagna di terrore che avrà l’obiettivo di impedire agli irregolari l’accesso al diritto alla salute. Nel momento in cui questa normativa entrerà in vigore (manca il passaggio alla Camera), sarà praticamente impossibile avere una completa sorveglianza epidemiologica sulle malattie infettive e sarà molto probabile che sotto traccia trovino alimento delle forme di sanità clandestina, con tutti i rischi che questo comporta.

I medici potranno denunciare gli irregolari e questo rischio terrà molte persone ben lontane dagli ambulatori. Coloro che hanno votato questa norma stupida nell’impianto e nelle motivazioni, devono sapere che saranno responsabili delle conseguenze: il primo focolaio di epidemia potrà essere loro attribuito come conseguenza diretta della scelta di allontanare la popolazione migrante dalla cure del nostro Sistema Sanitario Nazionale. La salute ha dei
determinanti politici e questa banale verità è stata troppo alla svelta messa in ombra dal desiderio di perseguitare una minoranza che si reputa nemica.

Chi è curioso può passare qualche minuto a comprendere i nobili motivi che hanno spinto a insistere sulla cancellazione del divieto di segnalazione, basta dare un occhiata alle
pagine del testo guida di questa folle rivoluzione. L’intero Pacchetto Sicurezza, in realtà, è portatore di una logica che stravolge del tutto le fondamenta su cui si poggiava la convivenza nella nostra società. La schedatura dei senza dimora, le ronde, la trasformazione della normativa sui documenti sono le note armoniche di un progetto di devastazione.

In questo quadro la cosa più terribile sono il silenzio e l’indifferenza con cui la società civile sta reagendo. Senza alcuno scandalo palpabile si sta propagando un deserto che difficilmente potrà tornare fertile. Stiamo a guardare l’ennesimo dramma con la stessa rabbia inerme e la stessa speranza che qualcuno possa schiodarsi dal proprio comodo divano.

La terra vista dalla luna - Claudio Morici feat percezione

Su Nanni Mgazine è stata pubblicata la mia intervista a Claudio Morici e la recensione al suo ultimo libro: LA TERRA VISTA DALLA LUNA.



Intervista:
Il titolo dà l’idea di una visione 'particolare' della terra o di una parte di essa: è davvero così o hai solo citato Pasolini?
"La verità è che me ne sono accorto dopo su google del corto di Pasolini. Il titolo è una frase che usa Simon, il protagonista, per descrivere un viaggio psichedelico a due ragazze inglesi. Sì inventa tutto per fare colpo, o meglio, copia i racconti di Antonella prima di partire. Lui è vissuto sempre nella sua cameretta: non possiede praticamente esperienze personali da condividere. La terra vista dalla luna, diventa poi una metafora della possibilità di allontanarsi da se stessi, di osservarsi da lontano, è il paradosso del viaggio vero. Bisogna arrivare fino alla Luna e girarsi indietro. Non è facilissimo arrivare fino laggiù e Simon, come dire, almeno all’inizio, proprio non ci crede".
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Recensione:

"La terra vista dalla luna": non è il cortometraggio del '66 che Pasolini inserì nel film "Le streghe". Non si riferisce nemmeno all'omonima e suggestiva canzone dei Tiromancino del 2005. Adesso, è il libro, un romanzo che con i suoi due omonimi predecessori ha una sola cosa in comune: la qualità!

Dopo il dirompente esordio con "Matti Slegati" (Stampalternativa) e il delirante "Actarus" (Meridiano Zero) lo scrittore romano Claudio Morici ci regala un interessante viaggio a due livelli: Il primo, attraverso gli ostelli a basso costo sparsi per le zone più cult del globo e il secondo, dentro le psicosi e le fragilità del protagonista.

Leggi TUTTO.

Wednesday, February 04, 2009

NOEGO feat PERCEZIONE

Tempo fa pubblicai QUESTA POESIA. Per caso Denis dei NOEGO se ne innamorò e mi chiese di trasfrmarla nel testo di una canzone. Ci ho lavorato di seguito potete leggere il prodotto finito. Poi il grande Domingo me l'ha tradotta in inglese e adesso attendiamo che Denis crei, nel frattempo, per far capire alle mie sorde orecchie di cosa stiamo prarlando, mi segnala questa meravigliosa canzone 4hero - loveless!


Ho battuto la testa
contro una nuvola.
Un impatto lento
nel mio incedere frammentato.


Un urto


da manuale della fragilità
che a terra ha sparpagliato
biglie di pensieri


ammaccati
già da tempo.

Ho battuto la testa
contro una nuvola.
Un impatto lento
nel mio incedere frammentato.


Su un pensiero ho trovato
l'impronta della nuvola
rannicchiato
con gli occhi socchiusi

sapeva di lacrime e lunedì.


indecifrato e indecifrabile

per l’incidente


Ho battuto la testa
contro una nuvola.
Un impatto lento
nel mio incedere frammentato.


L'ho rimesso a posto
dietro a tutto.

Dietro le ombre e le indecisioni.

Ho sollevato il capo,

per procedere frammentato,

ma una farfalla mi ha colpito

alla nuca

e sono finito faccia a terra.


E dalla caduta goffa e aspra

un rotolare folle di pensieri

ammaccati

in fuga

come biglie impazzite.


Ho battuto la testa
contro una nuvola.
Un impatto lento
nel mio incedere frammentato

E dalla caduta goffa e aspra

un rotolare folle di pensieri

ammaccati in fuga

come biglie impazzite.


gg



I hit my head
against a cloud.
A slow impact
in my split pace.

A crash, by a
fragile handbook,
scattering down
marbles of thought,

buckled,
since long.


I hit my head
against a cloud.
A slow impact
in my split pace.

On ' thought I found
that cloud imprint,
squat down,
my half-close eyes
tastin' tears 'n mondays,

obscure 'n indeciphrable
'cause of the crash.


I hit my head
against a cloud.
A slow impact
in my split pace.

I put it back
behind the all,
the shades 'n hesitations.
I rose my head
to pace on, split,
't a butterfly hit me,
my neck,
'n I fell face down.

'N from the clumsy 'n bitter slip
a mad roll oh thoughtful thoughts
bruised in rush
like insane murbles.


I hit my head
against a cloud.
A slow impact
in my split pace.

'N from the clumsy 'n bitter slip
a mad roll oh thoughtful thoughts
bruised in rush
like insane murbles.



traduzione di sergio domingo

Tuesday, February 03, 2009

istruzioni per l'uso

Gioco con le parole

che giocano con me….

escludo dal gioco

le parole

contro l’uomo.

Contro me.

Contro tutti.

Escludo:

contro

escludo.

Gioco con le parole

Che giocano con me…

dal gioco

le parole

l’uomo.

Me.

Tutti.

[Questa poesia, illustrata da violettavalery, è apparsa su ARGO!

La segnalo in attesa del prossimo numero della rivista su cui pubblicheranno un mio articolo sull'Italia dei senza dimora]

Monday, February 02, 2009

percezione sociopatica

E' un po' morto il tuo blog, mi è stato detto, è un po' fermo.
E' vero. Mi è stato fatto notare con bonarietà, ma il messaggio era chiaro: percezionesociopatica agonizza nel web tra i cavalloni di faccialibro e le tempeste di maispeis.
Ma è proprio così?
Ne siamo sicuri?
Se percezione esistesse davvero la sua fine sarebbe vicina come gli ultimi battiti di questo periodo lasciano presagire, ma percezione è ben altro.
Percezione è un modo di fare le cose, un modo di viverle e di vederle, un modo di affrontare i problemi e dI risolverli...
è un modo di sopravvivere al di là delle aspettative degli altri.
E poi è un virus che contamina le coscienze, che proprone abiti mentali, che riveste il quotidiano.
Percezione non è morta o, in caso contrario, lo sei pure tu che leggi!
Scegli, scegliete!
Detto questo vi informo che sono stato sfidato a duello da un amico. Un duello poetico. Ci batteremo a suon di poesia e whisky.
Non vi dico altro per ora, ma vi informero a tempo debito su dove e quando si svolegerà l'incontro.
Chiedo ai miei lettori di darmi una mano e di inviarmi sempre i loro stimoli, i loro pareri, i loro scritti: io leggo e medito con gioia!!!
E adesso passiamo alle cose serie:
OGGI SERVONO SOCIOPATICI:
Siamo medici, non siamo spie.
La fiaccolata! Il 3 febbraio andrà in votazione al Senato un emendamento depositato dall Lega che vuole cancellare il divieto di segnalazione.Il diritto alla salute per gli immigrati irregolari sarebbe calpestato se passasse un principio di questo tipo. Il divieto di segnalazione è oggi uno strumento che permette a chiunque di accedere alle strutture sanitarie a prescindere dalla propria situazione amministrativa, a garanzia della propria salute e della salute di tutti. Il rischio di essere segnalato creerebbe nell’immigrato privo di permesso di soggiorno e bisognoso di cure mediche una reazione di paura e diffidenza, in grado di ostacolarne l’accesso alle strutture sanitarie. Ciò potrebbe creare condizioni di salute particolarmente gravi per gli stranieri - con aumenti dei costi legati alla necessità di interventi più complessi e prolungati - e ripercussioni sulla salute collettiva - con il rischio di diffusione di eventuali focolai di malattie trasmissibili. Lunedì 2 febbraio, dalle 17:30 alle 20:00, fiaccolata davanti a Montecitorio. Come possiamo pensare di vivere davvero in questo mondo se ci sono indifferenti le sorti di chi ci sta accanto? http://www.corriere.it/cronache/09_gennaio_28/non_segnalazione_appello_medici_senza_frontiere_8dc1324a-ed2b-11dd-b7f1-00144f02aabc.shtml http://www.medicisenzafrontiere.it/msfinforma/comunicati_stampa.asp?id=1944 http://www.divietodisegnalazione.medicisenzafrontiere.it/default.asp