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Monday, November 09, 2009

Altro che Adsl - P.Caruso

Altro che ' adsl..

tutto e' cosi schivo da non saper di niente..

scrivo da qui con un so' che di mistero legato alla follia di questo planisfero;

o sono persa

o sono immersa,

fatto e'-che sono diversa.

In questo mondo virtuale cosa pensi ci sto a fare .?

digito caratteri che nn mi appartengono soltanto il materiale di un incontenibile voglia di strumento.

Nulla mi trattiene se nn questo momento di puro avvilimento, realta' vi' sto vivendo..

Adsl che volgarita'! una semplice tastiera...ma quanti danni fa'..se la usi senza meta mai ti aggradera';

cmq mi accontento di un semplice strumento che danno faccia solo ai piu stronzi di stu membro.

E ancor di piu' ti dico mi sento molto schivo,

al pensar a questo mondo pieno ancora di schifo!..saputo e risaputo me ne vado su sto rigo.

Patrizia Caruso

Monday, October 19, 2009

Stonefacebook - Daniel Agami

«…Sto male

Parlate

subito dopo il segnale»

[Stefano Benni]

Ti ho svegliato?” “No, dormivo”

Io sto bene, tu stai meglio, lui è a posto (al posto giusto).

Io ti voglio bene, tu mi vuoi bene, lui è felice, e lei si chiama Beatrice.Come stai? Cosa fai?, Come mai?Lavoro; e poi

Amo, ma a modo mio,

Dammi l’ano,odio Dio.

Ci sentiamo,ci vediamo,fatti viva, fammi diva, fatti vivo, sono schivo.

Io ci sono, tu suoni, lui è sempre più a posto, loro si fumano il mosto.

Io sono diverso, per te è uguale, lei studia Letterature Fossili.

La laurea in giurisprudenza, un giro in diligenza, non è turismo, è viaggio, hai perso un figlio?:su, coraggio.

Mi porto via solo il sacco a pelo ed un foulard, non ho contanti, ho solo mastercard.

Le mie passioni sono la letteratura, il cinema, la musica e la poesia, le mie invece sono la televisione fino a tarda notte, le bambine molto nude, e la farmacia.

Ho lasciato una stronza, e poi sono andato a Ponza.

Ho lasciato una stronza, e poi mi sono fatto una sbronza.

Io vado in bici, tu mi piaci, noi siamo felici.

Sono troppo ubriaco per bestemmiare, vado al mare ma odio il sole, ce ne sono talmente tanti, da riempirti le gole, vado in montagna col costume da bagno, non muoverti, hai un ragno…

Non ci siamo mai visti, non ci rivedremo mai più, però ci possiamo dare del tu…

Per me fare sesso è come parlare, a quel tempo, la sera, dopo lo spettacolo, portarsele a letto era cosa normale.

E allora ci sono andato, ma andato dove? E allora lo avete fatto, ma fatto cosa? E ci hanno dato, ma dato come?Siamo finiti a letto, io invece, che sono finito, ho letto…Beh diciamo che ci frequentiamo..diciamo/cifre/ti amo…

“Ti ho svegliato?”,“No, morivo”

: )---: STONEFACEBOOK

Non chiedetemi più come sto: morirò.

Tutto un respiro, a camminare sopra i soffitti, dietro le pareti, a piangere dentro i soffritti, a soffocarmi negli alfabeti…

A quel tempo, le feste erano nefaste, ricordo di catering in piscina, io quello che affogava, tra le pisce ed i pesci, quello che annegava giù in cantina.

Le altre case a temperature d’ambiente, latitudini stupite a collazionare cannoli, sono cresciuti a vaschette di gelato; per me invece cartoline di niente, solitudini sopite a collezionare ghiaccioli, il primo giorno di scuola da malato…

Ho avuto la broncopolmonite, il professore mi guarda e poi dice che di broncopolmonite si muore: la classe ride. Lo stesso professore faceva ridere tutti con alcune barzellette sull’aborto: ora è morto.

E si può anche scrivere opere liriche e cantandole urlare, e fuori, non avere nemmeno il coraggio di fiatare.

Ora ascoltano tutti dischi-capolavoro, di bravi cantanti alcolizzati: hanno i freezer pieni di surgelati.

Tutta un’esistenza nascosta nella credenza, e mentre loro giocavano ad ingoiare cimici e feci, io sprecavo compleanni con i lirici greci..

Poi Lei: insonnie febbrili, speranze primaverili. Poi il momento tipico, ma per me era topico: ti amo! E lei: proviamo…

Ti ho svegliata una mattina, eri piena di eroina. Il giorno dopo sarebbe stato il tuo compleanno, e io ti avevo comprato il tandem: ho cercato invano una rottamazione, mi è rimasto Cicerone: Usque tandem…

Le altre (due) sono andate via con i miei capelli: chiamano il gatto Stracciatella, e hanno gli occhi sempre più belli.

Faccio le coca-cole e le birre in una pizzeria: apro un rubinetto, e così sia. Estate rosmarino. Inverno peperoni. Primavera piangere. Autunno svanire.

Non si può capire, in tempi di cellulari sempre accesi, si rimarrebbe offesi. Virgolette. Il suo nome. Il suo cognome. Virgolette. Un silenzio onomastico, una ricerca di frenesia, e ricostruisco tutto. Giorno dopo settimana dopo mese anno. Ricostruire un’esistenza, dagli annunci immobiliari; dalle fotografie tangenziali; dai diari sperimentali dai lettori eccezionali, come me. Tempo libero, un’aranciata, ed una filologia della ex fidanzata, disperata. Una nuova foto, una nuova citazione: ricostruire fidanzati, matrimoni, lavori, esistenze. I dolori diventano delizie, le attenzioni perizie.

Poi un colpo di tosse. Un altro. E non piango neanche un po’: scopro di avere un cancro sul comò. Lascio perdere la cura della calvizie, non ci saranno più primizie.

Mi avevano affogato nella solitudine, senza nostalgia: ma ora c’è la tecnologia.

E io, che sento la morte sui denti e non ho fretta, preparo il finale, dolce come la vendetta.

Il primo mi ha scritto “ ci siamo persi di vista…”, ma non ci siamo visti, e non ci vedevamo mai.

Vi accetto tutti (farabutti). La frase del giorno, cosa sto facendo oggi? Sto masturbando bambini. Mi rispose il silenzio. Mi muovo in case d’altri con la delicatezza di un ladro: accendo le luci nelle gallerie fotografiche, ascolto voci, i miei occhi sono nei loro specchi, il mio mento nei loro commenti.

Mi licenzio, e passo il resto del tempo negli altri, devo fare presto, e sono ampi come un tempio. Non posso più accettare di accettare, ora devo muovermi, devo invitare.

Le frasi di circostanza, una scusa per non farne senza.

Ritrovo tutti, e tutti mi inondavano di indifferenza: ora mi sorridono e mi offrono tutta la loro vita, che coerenza… Bulimie di scritte e immagini, audio, video e altre propaggini.

Otto mesi di raduni, ora siete tutti qui: neanche uno mi abbia chiesto di vedersi, tutti clic.

Il cancro si è preso tutto il letto matrimoniale (che non ho mai usato), ma c’è ancora lo spazio per la stanza. E io non ho voglia di ambulanza. Ora siete tutti qui: non mi scrivete, ma ci siete: epifania. Deissi, apocalissi.

Ho passato tutta la vita da solo: morirò in compagnia.

lascio acceso il computer (l’account, la mail) e mi spengo.

Apro la finestra, e sono luce.


(Ero

Solo:

e ora

volo.)

Daniel Agami

[Daniel non è solo un amico, è una persona speciale. Se si riesce entrare in risonanza con il suo mondo interiore, tra i tumulti del suo spirito ci sono perle di saggezza incredibile]

Monday, September 28, 2009

identità televisiva - c. peluso

[non è la prima volta che ospitiamo un video del minotauro... e non è la prima volta che ne siamo onorati!]

Monday, September 21, 2009

Supposizioni - A. M. C. Curatolo

Ho amici che non conosco,

taggati nella mia mente

da idee collettive.

Euristiche digitali

allertano che se lanciassi

il mio messaggio

in questo mare di surfisti

non sempre sconnessi

molti Rispondi

avrebbero di che stupirmi.

E da pari a pari

rifletterei

su quei sentimenti

che credevo solo miei

e invece condivisi

da rizomatiche comunità

tra i server della conoscenza.

g

[Ecco il primo video della Collection senza adsl ad opera del nostro Globe Trotter Curatolo!

Ne arriveranno altri, non solo suoi. Buon Ascolto!!!]

Monday, September 07, 2009

Parole e Psiche (lontano dai margini di perfezione)- R. Niro

se questa fosse solo una poesia direbbe

il giorno cade ad ore, si fa minuto

e si sbuccia le ginocchia nelle aiuole

dei pensieri pensili:

superfetazione di verdura e cannella

dichiara nuove voci

all’anagrafe dei vocaboli

ricettari di nuove relazioni

sono il risultato di un ramingo algoritmo

sul cuore passa una mano di condensa

e con le dita cancella la parola fiducia

la tua libido ora è leggera leggera

eppure questa non è solo una poesia

frunf

sono

frunf, frunf

già dentro di te

frunf, frunf, frunf

frunf, frunf, frunf, frunf

lo spazio bianco è il tuo

frunf, frunf, frunf

sesso aperto

frunf, frunf,

a me

frunf

provi un senso di smarrimento?

se sei qui, sìi davvero

fai scivolare la mano dal mouse

sul tappetino ai piedi dell’io

e concediti

cinque minuti

cinque minuti di te e parole

torna mente

e non mentire, a te, a me

se sei qui, sìi sincera

stai quieta, ora ti spiego

il giorno cade ad ore, ti fai puttana

e questo se hai letto o non hai letto Freud

è nella natura umana, condurre a sé

per gioco, per sesso, per convenienza, per sopravvivenza

ti leggo, cosa credi. ti so. sei tentazione.

conduci a te con naturale seduzione

basta un gioco di parole, una citazione per catturare

la sua attenzione letta ad alta voce

ti senti nuda?

è la prima volta che un poeta

ti prende in bocca davanti a tutti!?

lasciati andare

come la prima volta che hai fatto sesso anale

ti senti nuda?

il mio artigianato di parole

è il mio modo naturale di studiare la specie umana

come smonto e rimonto le parole

così mi sono familiari i meandri della tua psiche

questa non è solo poesia

le mie parole sono una consustanziale seduta di psicanalisi

neanche una sillaba è affidata alla serendipità

nonostante la mia giovane età

credi che non ti sappia smarrita?!

ti leggo, cosa credi. ti so. sei tentazione.

conduci a te con naturale seduzione

basta un gioco di parole, una citazione per catturare

la sua attenzione sotto gli occhi di tutti

se sei qui, sìi davvero

fai scivolare la mano dal mouse

sul tappetino ai piedi dell’io

e concediti

cinque minuti

cinque minuti di te e parole

torna bambina

e non mentire, a te, a me

se sei qui, sìi sincera

stai quieta, ora ti spiego

sei creta, modellati

nel migliore dei tuoi modi

e cuocimi parole e vita

@@@@@

donatori di parole fb n. 7

i donatori sono stati:

Alice Cimini, cuore

Bartolomeo Bertollomi, verdura

Giulia De Nicola, serendipità

Barbara Albieri, cucciolo

Alessia Damiani, leggera

Margherita Pagliero, consustanziale

Matteo Antonacci, superfetazione

Rob Fleming, tentazione

Graziella Giacobbe, condensa

Eliana D. El, cannella

Daniele Piscitelli, ramingo

Antonella d'Ambrosio, mouse

Francois Selvaggio, fiducia

Chiara Maria Massa, FRUNF

Fabiola Marassà, creta

raffaele niro

[Ed ecco una nuova lirica senza adsl frutto di un delirio collettivo! Vi ricordo che domani parte la nuova rubrica di Silvi di Fonso: una sabaudia a Roma. Vi aspetto numerosi a leggere e commentare questo nuovo viaggio sociopatico!!!]

Monday, August 31, 2009

Catena di montaggio - G. Vaccaro

Come in un mantra, l’eterno gesto della catena

Assembla i muscoli del veicolo

Non c’è una voce attorno lo scheletro

Un lamento che dica ch’è vivo e che sta

Nascendo tra le mani dell’ostetrica.

L’operaio fa fischiare il nascituro,

lo batte, gli pianta bulloni nei femori.

Non piange. L’operaio cola le azzurre

Lacrime sul dorso, suda, fiori liberi

Del suo parto puntuale.

Così, sopra la carne c’è odore d’olio

E sopra i circuiti odor di carne.

Alle officine notturne, con la scintilla

Della Creazione sotto il camice

S’avvia ad ogni alba, coperto dal soffio tiepido

Delle fonderie,

il programmatore di centraline,

il fattore privo di sogni.

Giulio Vaccaro

[vi avevamo promesso libri a palate, liberie piene delle vostre liriche cibernetiche, recensioni su tutti i quotidiani del pianeta, ma come ben sappiamo la vita non è un algoritmo di google e quindi un po' di new senza adsl:

- siamo un po' impantanati sul frote EDITORE, ma non preoccuptevi

- Il Curatolo non farà + le foto alle poesie, ma girerà solo dei video sulle poesie!

quindi continuate a spedire i vostri deliri e continuate a seguirci.]

Tuesday, August 25, 2009

Hikikomori Remix - M. Montanaro

Stiamo replicando movimenti, non gesti.

Il gesto tocca, il movimento sfiora.

Voglio esser toccato, non sfiorato.

Voglio una gran rincorsa.

Il fiatone, e tutto ciò che ne consegue.

Ma stiamo traslocando, intendo come razza.

Nella rete, trasportiamo i nostri spettri,

le nostre miserie risuonano solo un po’ più lontano,

ma sono tutte indovinabili, al posto giusto,

che è il posto loro, nient’altro che il posto loro.

Incazzati, figlio di puttana, bastardo, fa’ che ti si rompano

i coglioni

una volta per tutte,

questo puoi scriverlo, sul tuo social network.

Stiamo traslocando, trasportiamo bronzo,

replichiamo istinti e marchi di fabbrica in un altro regno,

consapevoli come lemmings che si sporgono sul burrone.

Ma c’è una ragazza: muta, inerme, disarmata.

Lei non può far nulla, contro questo esercito.

Niente di niente. Ha già perso.

Non esiste, perché non appare.

Non ha un sito, non ha un blog,

non sa niente di niente, non è intelligente,

dovrei resisterle,

temo.

marco montanaro

[qualcuno di voi conosce la mia passione per il Jiappone e per la sua profonda cultura. Ricevere una poesia senza ads dal titolo Hikikomori Remix mi fa pensare alle numerosi sincronicità della mia vita. Un grazie speciale all'incosapevole marco e vi ricordo che aspettiamo sempre le vostre liriche legate a mondo della tecnologia. per saperne di più, basta cliccare qui!]

Tuesday, August 18, 2009

t9 - F. Magrini

Morale tratta dalle parole, comprese nel testo, non generative nell’ambito del sistema T9

Maroni guardare, militare sparare.

Rischio mortale.

Ignazio: crudele calice.

Infine, possiamo tutti!

Metrica su Nokia E51.

Mesi neri. 6374, 0, 16374**, 0, 1, 0,

Paure? Scuse! 72873, 1***, 0, 72873***, 1****, 0,

Pause scure 72873*, 0, 72873***, 0,

di – eh! – senso, 34, 0, 1**, 0, 34*, 0, 1**,0, 73676, 1*, 0,

penso. 73676*, 1, 0,

Scrivo, rapito 727486, 1*, 0, 727486*, 0,

dalle falle del ddl. 32553, 0, 32553*, 0, 335, 0, 335*, 1, 0,

Netto, 63886, 1*, 0,

metto punto. 63886*, 0, 78686, 1, 0,

Sunto: 78686*, 1*******, 0,

possa, 76772, 1*, 0,

sopra rossa poppa, 76772*, 0, 76772**, 0, 76772***, 1*, 0,

Maroni restare, #627664, 0, 7378273, 1*, 0,

pestare acqua, 7378273*, 0, 22782*, 1*, 0,

carta attuare, 22782, 0, 2888273, 1*, 0,

buttare in mare (ocse) 2888273*, 0, 46, 0, 6273, 0, 1*lungo selez., 6273*, 1*lungo selez., 0,

‘sto suo senso 1*****, 786, 0, 786**, 0, 73676, 0,

di governo interno, 34, 0, 4683766, 0, 4683766*, 1*, 0,

guardare 48273273, 0,

sulla costa corta, 78552, 0, 36782, 0, 36782*, 1*, 0,

La Russa, #52, 0, #78772, 1*, 0,

la ruspa militare, 52, 0, 78772*, 0, 64548273, 1*, 0,

sparare, pazzo, 7727273, 1*, 0, 72996, 1*, 0,

razzo allo scafo. 72996*, 0, 2556, 0, 72236, 1, 0,

Scado? 72236*, 1***, 0,

Ambo! 2626, 1****, 0,

Bobo alla deriva… 2626*, 0, 2552, 0, 337482, 1, 1, 1, 0,

ferita aperta! 337482*, 0, 273782, 1***, 0,

Cresta bassa, 273782*, 0, 22772*, 1*, 0,

cassa, Ignazio, 22772, 0, #44662946, 1*, 0,

gli errori. 454, 0, 377674, 1, 0,

“Esposi a rischio mortale 1*lungo selez., 377674*, 0, 2, 0, 7472446, 0, 6678253, 0,

un amico. 86, 0, 26426, 1, 0,

Amiam pagare: 26426*, 0, 724273, 1*******, 0,

sciare dovrò 724273*, 0, 36976**, 0,

entro potente, 36976, 0, 7683683, 0,

sovente rovente, 7683683*, 0, 7683683**, 1*, 0,

cima!”. 2462**, 1****, 1*lungo selez., 1, 0,

Choc: 2462*, 1*******, 0,

fuma, l’Etna! 3862, 1*, 0, 51#3862, 1****, 0,

Crema – arena crudele – 27362*, 0, 1**, 0, 27362, 0, 2783353, 0, 1**, 0,

il corpo! 45, 0, 26776**, 1****, 0,

Corro sereno. 26776*, 0, 737366, 1, 0,

Perdon i fasci, 737366*, 0, 4, 0, 32724**, 1*, 0,

farci un calice, 32724, 0, 86, 0, 225423, 1*, 0,

infine possiamo! 463463, 0, 76774266, 1****, 0,

Il mondo mondò sé, 45, 0, 66636, 0, 66636*, 0, 73*, 1*, 0,

se, libero, liberò tutti. 73, 0, 542376, 1*, 0, 542376*, 0, 88884, 1

Fabio Magrini

[Carissimi, dopo una pausa estiva forse troppo lunga, torniamo con i nostri voli cyberpindarici.

Come molti di voi sanno: a noi non piace imboccare il lettore e il pop ci piace solo quando è trash!

Ecco a voi quidi una lirica ricca di metalivelli, dove a dare i numeri sarà il lettore disattento... non di certo l'autore!]

Monday, July 20, 2009

“Chi stavo cercando?" - Silvio Berlingieri

[il fratello che non ho avuto e che ho trovato; e da cui ho moltissimo da imparare: SILVIO BERLINGIERI]
Negli snodi della rete ti cerco
come carne nella tonnara
dibattersi senza una speranza,
col mio uncino serrato nella mano
coi muscoli caldi e la mente attenta,
pronto al colpo.



Rimango in attesa mentre il sudore
mi solletica le ciglia e le nari,
mentre stringo forte il pugno
e sento l’odore del sangue.

Il ferro, soprattutto, ed il sale.

È la tua anima insanguinata che cerco
quell’anima con le mie stesse ferite
che tracimano ancora
benché cucite,
come s’essa fosse racchiusa
in una sorta di steganografia
all’interno di una immagine in jpg
e decrittarla fosse solo questione di tempo
potenza di calcolo,
memoria,
memoria.



Proprio lì,
soprattutto nella memoria,
cerco.



Come se cercare
volesse dire ritrovare,
come se il non averti
implicasse l’averti perduta.

E’ di questo che ho bisogno
di un nuovo già noto
come se il desiderio
fosse un vomere animale
che per creare terra nuova
dovesse prima squarciare quella vecchia
ripresentando la stessa terra
che la terra stessa aveva dimenticato.



E forse è per questo che ti cerco
perché sei una parte di me
una parte che non posso non avere mai avuto.

Dovevi esserci nelle brecce nella mia carne,
dovevi sentire le urla strozzate della mia vita.

Ed il battito del mio cuore
che sembra il digrignare
di mille hard disk a 50 celsius
che masticano se stessi
senza sapersi digerire
per restituire il risultato
che qualcun altro divorerà:
la radice di un equazione,
un equilibrio di un’equivalenza,
una simmetria nella forma.



O forse il contrario.



E mentre leggo
uno ad uno i risultati della query
rimango sorpreso
dal mio volto riflesso nell’lcd.

Il suo sguardo attento rimasto pietrificato
dalla realizzazione del contingente
si distrae.

Intuisco il fascino che aveva prima.

Mollo il mio uncino,
la mia concentrazione rotta
e volto le spalle
a tutti quei tonni
che si feriscono da soli.

Mentre le formiche del parco
si arrampicano lente
sul retro del mio collo
un’altra domanda
si affaccia nel periocon
dei miei pensieri:



“Chi stavo cercando?”

Monday, July 13, 2009

A cosa stai pensando - Daniela Rindi

In chat niente pallino

non ci sei

io che speravo

e tu non ci sei.

Sfoglio con noia il tuo profilo

lascio un messaggio in bacheca

anzi no

meglio una mail.

Che vuoto qui dentro

senza di te

tra un invito ed un evento

digito il mio tempo prezioso.

È strano

sento pure freddo

sarà quella finestra

sempre chiusa.

Mi spiace

ma peggio per te

io non so conviverci

scusa se adesso ti lascio…

Vado su u-tube



Daniela Rindi


[ci sono numerose poesie in account e la voglia di condividerle tutte subito è forte! Ma il progetto prevede ogni lunedì una poesia, quindi vi lascio con questa romantica lirica di Daniela e il vuoto che vi prenderà dopo sarà colmato Lunedì prossimo!]

Monday, July 06, 2009

Tastiera - Curatolo. Grammatico. D'addario

[Dal libro una poesia diventa un video grazie alla magnifica interpretazione di Giovanni D'addario e all'incisvo lavoro di regia di Alessio Maria Claudio Curatolo!

Spero vi piaccia e vi stimoli a mandarmi le vostre liriche cyberpunk!

...guai a chi trovi nella tastiera rotta, una scusa per non scrivere!

Sunday, June 28, 2009

Android Ballerina - Luca Oleastri




[Come vi dicevo Poesie senza Adsl non è un progetto poetico in senso stretto. E' un progetto poetico in senso largo!
Scherzi a parte, eccovi un'a,tra perla cyberpunk.
Continuate ad inviare i vostri deliri, magari dopo due salti in pista con la nostra ballerina!]

Monday, June 22, 2009

Strassendorf - Agostino Cornali

anche qui, sai, si vive bene

col digitale terrestre e la banda larga


anche qui si può crescere un figlio


a cui insegnare a guidare senza finire nel canale


quand’è inverno, e c’è nebbia


poi la domenica stiamo insieme,


dopo la messa ci sediamo fuori dal bar


a guardare i camion


passar sulla statale


oppure in bicicletta andiamo nei campi,


verso sud, e possiamo arrivare


fino al mare


anche qui si vive bene,


la sera stiamo in casa a guardar la televisione


e a volte ci sembra


di essere altrove



Agostino Cornali



[Uno dei regali di questo progetto è l’incontro con sconosciuti che si concretizza nella condivisione di versi. È innegabile non notare come non si aderisca solo a partecipare ad un gioco di poesie in rete, ma come spesso si doni parti del proprio vissuto. Ed il valore di questo meta livello che onora il nostro progetto provocazione.


Ritorna quindi l’invito a cliccare sull’immagine alla vostra destra (l’uomo con la testa a forma di presa) e a mandare la vostra poesia senza adsl!]

Monday, June 15, 2009

Autismo cibernetico - A. Sollai

Viaggia nella fibra ottica
il mio pensiero in forma di bit.
Post di soliloqui in wi-fi,
illusione di comunicazione.
Immerso nel cyberspazio,
eppure sempre isolato,
il mio link non condurrà
mai nessuno alla mia anima,
come nessun link mi condurrà
alle anime altrui.
Andrea Sollai
[Il viaggio continua tra i meanrdridel linguaggio poetico cibernetico. A volte si scrive sul bus, altre volte in un coffe shop. L'impotante è trovare la propria dimensionee fare pace con i proprio demoni, solo dopo, troveremo il ocllegamento perfetto verso le anime altrui!]

Friday, June 12, 2009

Senza Adsl - Gaetano Messineo

Assenza. Già la mancanza si mostra
nella linea che latita,
nella barra che lenta
ci richiude la porta,
e uno sguardo apatico
verso lo schermo muto
ci scollega al mondo.
Passa il tempo cadendo
in questo spazio senza input
con lentezza indicibile
la pagina morente si spegne vuota
impossibile connettersi!
[E' ovvio, giunti a questo punto, che la scusa della tecnologia serve solo a raccontare come siamo fatti dentro. Quali ingranaggi si sono inceppati o quali resistono a tutto.
Quali chip, quali schede madri, quali cavi.
E' ovvio che ad un lettore attento, forse, il libro che sta per nascere è... forse, il diario di un sognatore, collettivo!]

Monday, June 08, 2009

Zapping - Cristiano Peluso

Cristiano Peluso

[Ecco il primo video senza adsl ad opera del nostro Minotauro...

Ai profani apparirà come un semplic zapping in versione cyber... pochi sanno che è un labirinto dentro cui non conviene perdersi!]

Monday, June 01, 2009

Mi mancherai - Isabella Vesta

Con digitale chiarezza

ti invio un purpureo grappolo di scelte binarie...

Vorrei davvero fossero tante di più

ma è inutile illudersi,

e l'infinita possibilità

non corrisponde a un infinito uso...

Con farmacologica precisione

ricevo insufficienze cardiache

fatte d'Oggetti vuoti...

Vorrei spiegarti o capire,

ma in tutto questo mi accorgo di aver perso il profumo,

e tu?

dove sei?

Isabella Vesta

[Oggi si comincia a postare le poesie senza adsl inviateci. Questa non è la prima che mi è arrivata, ma mi è talmente piaciuta che ho deciso di iniziare così…

Leggetela con calma, fatevi un giro e rileggetela, credo che anche a voi potrebbe essere sfuggito un profumo…]

Monday, May 25, 2009

Poesie senza Adsl - Supposizioni - g. grammatico

Supposizioni

Ho amici che non conosco,

taggati nella mia mente

da idee collettive.

Euristiche digitali

allertano che se lanciassi

il mio messaggio

in questo mare di surfisti

non sempre sconnessi

molti Rispondi

avrebbero di che stupirmi.

E da pari a pari

rifletterei

su quei sentimenti

che credevo solo miei

e invece condivisi

da rizomatiche comunità

tra i server della conoscenza.

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[Riparte, da oggi, il progetto Poesie senza Adsl. La prima poesia è mia, come buon auspicio per quest'avventura che vede coinvolti amici e sconosciuti in uno scontro all'ultimo bit!

Fatevi un giro tra i vostri elettrodomestici, correte sulle vostre fibre ottiche, osservate la vostra caffettiera... accendete il pc, cliccate su Word e date il via libera al vostro alter_e_go cyber_punk: se avete qualcosa da dire, percezione sociopatica vi ascolterà!]

[trovate info sul progetto poesie senza adsl 2 QUI!]