Wednesday, December 19, 2007

Poesie senza ADSL - (amici:menafrà)

1) Titolo: Diversi di carattere

Lui.
Oggetto: [Campo Vuoto]
Testo: Tesoro mio, ti penso. Tuo. V.

Lei.
Oggetto: Re: Tesoro mio, ti penso. Tua. C.
Testo: Grazie per avermi inviato la tua bellissima mail....
eppì,eppì, eppì...

Tu: Tre parole per dire: "Non andare via"

Io: Mille modi per non averlo capito.

2) Titolo:Old-fashioned Technology: IL TELEGRAMMA

DOVEVO. STOP.
NON POTEVO. STOP.

Eh già, amore, dimenticai "VOLEVO".


Catia Menafra

[questa poesia è giunta, inaspettata, dopo la prima presentazione del libro al Simposio. è stata una serata strana. io non ero per niente soddisfatto delle mie prestazioni. ovviamente non lo sarò mai, perchè non so leggere davanti ad una platea. ma non è questo. il mio problema era l'erntusiasmo, la grinta. mi mancavano come il brail ad un cieco.

ringrazio Alessio per l'appoggio costante e i miei amici che mi hanno sostenuto in ogni momento.

quando poi arrivano gioielli come quello che avete appena letto è impossibile non accorgersi di come certe esperienze portino frutto! GRAZIE CATIA]

Tuesday, December 18, 2007

Poesie senza ADSL - (amici:rizzotti)

Con il mare negli occhi

Onda dopo onda
ti ha portato a me

bello disegnare
su pagine di libri letti
tra le risa e i baci

mare nero, mare fermo

adesso
i colori e le righe sono altrove
dietro quelle parole infami
che hanno linkato al cuore

e mentre sento l'aria
e il peso del sole
ferma
con il mare negli occhi
tra pagine vuote
'a forza' sfogliate

Roberta Rizzotti

Poesie senza ADSL - (amici:piras)

Anagramma

********

A: Z

Cc: cC

Ccn: ncC

Re: Schiavo

Bibbia.txt

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A: B

Cc: dD

Ccn: mdD

FWD: RWD

Apocalisse.txt

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Sunday, December 16, 2007

Poesie senza ADSL (amici:pettorruso:delcaldo)

Cerco in questi paesaggi brizzolati
la gioia contagiosa
e sembra che anche quel filo di fumo
alle porte di Firenze
sia stato disegnato dal webmaster
per farmi cliccare
sul sereno.


[Sarò ripetitivo, ma è innegabile che il progetto POESIE SENZA ADSL, non è più mio. la poesie che avete letto mi è arrivata per sms, molte altre via email (le metterò a poco a poco) e qualcuno, vedi emanuele, si sta cimentando con i video o con le recensioni.
Da queste sperimentazioni è nato: Mouse + Snake : Snouse
e so che molto altro è in cantiere. Oltre ad essere lusingato per tutta questa creatività gratuita, medito sulla forza del copyleft e vi lascio con 3 proposte:
leggere l'intervista rilasciata ad ACME DEL PENSIERO,
leggere la mia recensione al libro di Antonio Rezza,
ascoltare l'ultima puntata pilota di RadioLit, dove ubriaco blatero inesorabile.
prossime poesie e prossimi deliri in arrivo]

RadioLit - l'ultima puntata pilota

L'ultima puntata pilota prima del grande salto.
Dopo un anno di radio abusiva e una decina di puntate pilota
i ragazzi hanno montato un nuovo impianto
trasmettono su un nuovo server
RadioLit
per ascoltare la puntata e ridere mentre biascico a causa del chivas cliccate QUI

Thursday, December 13, 2007

puoi dirmi quello che vuoi

Puoi dirmi quello che vuoi

Ma io continuo a vederti perfetta

Spiegami cosa c’è di sbagliato in te

Errori, sbagli, sviste, disattenzioni

Io continuo a vederti perfetta

Bagnati le labbra & sputa ogni tuo crimine

Insuccesso, fallimento, disfatta, sconfitta

Io continuo a vederti perfetta

Scuoti la testa & mostrami ogni tua imperfezione

Vizio, difetto, perversione, limite

Io continuo a vederti perfetta

Poi tu mi dici ok togliti gli occhiali di prova

Tu che sei la mia oculista

& io non vedo altro che una chiazza sfocata


alessandro mannina

Poesie senza ADSL - (amici:limiti)

Quando faccio il tuo numero

il cellulare mi dà la scossa,

mi prende in giro:

“Ancora legato a lei??”

si mette a dire…

Allora io lo getto, lo tiro

in terra in una mossa scomposta

perché è una guerra diseguale:

il mio cuore può solo sentire

non ha microfono per la risposta.

Marco Limiti
[Domani sono su sky, qulacuno può registrarmi?]

Wednesday, December 12, 2007

Poesie senza ADSL - (amici:mandracchia)

L'AVATAR E I FALO'


Cesare Pavese smanettava su second life
nei panni di una baldracca corvina vestita da naziskin
scoprì che il mestiere di vivere era roba di precariato
e il wireless del suo cuore
permetteva a chiunque stesse nelle vicinanze
di capire che lei
e solo lei
era come il sereno di luglio
in un giorno di gennaio


ROBERTO MANDRACCHIA (nome d'arte di ROBERTO MANDRACCHIA)
[Venerdì 14 alle ore 11 andrà in onda l'intervista rilasciata ad EcoTv per CONSIGLI PER GLI ACQUISTI. Mentre io ubrizco il conduttore di parole Alessio in regia manda in onda i nostri filmati e gli addetti ai lavori ridono stupiti che i proffessionisti girano per roma fottendosene di tutto e di tutti]

Tuesday, December 11, 2007

Poesie senza ADSL (amici:mannina)

Mi hai regalato

Mi hai regalato una tua foto per non dimenticarti

Mi hai regalato un cellulare per chiamarti ovunque

Mi hai regalato una notte d’amore incontrollabile

Mi hai regalato vestiti eleganti per sembrare rispettabile

Mi hai regalato un motorino per correre da te

Mi hai regalato un anello per stare sempre assieme

& io che sono timido non ti ho detto che ho venduto tutto

(tranne la notte d’amore)

Per comprarmi un televisore & una notevole scorta di sigarette

[quando i sogni diventano realtà...
come sapete tutti possono ricevere gratis il libro POESIE SENZA ADSL, a patto che mi si spedisca una poesia senza adsl di propria ispirazione! Bweh! Stanno arrivando, incredibile, ma qualcuno me le sta spedendo!
Questa è la prima giuntami, poi postero quelle di Roberto Mandracchia e Marco Limiti!
Grazie ragazzi, grazie!]

Sunday, December 09, 2007

POESIE SENZA ADSL - II trailer




[ecco qui il secondo booktrailer dedicato alla mia raccolta di poesie. devo ringraziare (oltre ad alessio che lo ha girato, montato e che ha creato la musica) andrea e valentina. il primo per l'idea, geniale, la seconda per essersi prestata a seguirmi in questi deliri.

sono un ragazzo fortunato, + di jovanotti!

vi invito a diffondere il video, ma non solo. come vi dicevo la raccolta è in copyleft e potete scaricarla liberamente da qui ... a patto che mi mandiate una vostra, personale, poesie senza adsl

detto ciò vi segnalo questa recensione scritta da Dario Moricone per il blog delle rai e vi invito a passare spesso dal blog perchè a breve arriverà l'intervista che ho registrato ad ecotv e l'intervista per RDF! ]



fuoridi qui

[percezione accoglie con un inchino tutti i fermenti che ruotano attorno all'arte e alla letteratura...]

Se riuscissi

a cacciarti dal cuore

resterebbe una traccia leggera

come l’incenso

nelle chiese chiuse

o l’odore di mandorla

nelle scatole vuote dei confetti.

Morde

ancora

la tua presenza

è qualcosa di noi

che vorrei perdere

che vorrei ritrovare.

roberta lepri

C'è qualcuno vivo da queste parti?

[percezione, tavola rotonda del disagio interiore, ospita, con lusinghiera gioia la seguente poesie...]

Perdere il treno che trasloca accattoni nel ghetto stregato

C’è qualcuno vivo da queste parti?

Affogare i pensieri in viscidi riti mattutini

Volevo solo sentire l’odore della pioggia atterrare su ciglia fredde

Farmi il segno della Croce senza sentirmi un traditore

C’è qualcuno vivo da queste parti?

Uscire quando è buio, rientrare quando è di nuovo buio

Vampiri sazi che si dondolano su amache sanguinolente

La mia famiglia è un quadro astratto

Un pensiero cattivo & una fottuta guerra da combattere

Affinché non cambi nulla (status Quo)

C’è qualcuno vivo da queste parti?

Il tuo cuore picchia come lo zoccolo di un cavallo inferocito

Non è tardi per ricominciare. Dispensare consigli approssimativi

Millantare saggezza & mendicare concentrazione

Il popolo è un gregge ottuso di vigliacchi ignoranti

C’è qualcuno vivo da queste parti?

Farò di tutto per farti capire che fissare il cielo è inutile

Se non ti perdi negli occhi di chi hai amato & che adesso detesti

Alessandro Mannina

Friday, December 07, 2007

lettere aperte

"COMUNQUE IO SONO DEL PARERE CHE HAI FATTO MALE, MALISSIMO A LEVARE IL POST. RIMANE SOLO IL VUOTO, IL NON CONFRONTO, LA CHIUSURA. MAH....
COMUNQUE AVREI DA DIRE ANCHE SULLA STORIA DEL SAMARITANO..... A ME DA PARTICOLARMENTE SUL "STOCAZZO" IL VOLER TIRARE COME ELASTICI LE PARABOLE EVANGELICHE PER PORTARLE AD EMBLEMI DELLA TOLLERANZA, DELLA FRATELLANZA, DEI DIRITTI UMANI E CIVILI.... DI TUTTI QUEI BEI VOLIRI DI CIVILTA' CHE CI FANNO SENTIRE TANTO PROGREDITI, BUONI ED ILLUMINATI. LE STORIELLINE BIBLICHE INFATTI CON UN PÒ' DI ARGUZIA LE PUOI ADATTARE A QUALSIASI COSA, DICONO TUTTO ED IL CONTRARIO DI TUTTO, UN PÒ COME I PROVERBI. L'ACCETTAZIONE DEL DIVERSO, UN ESEMPIO PER TUTTI L'ABOLIZIONE DELLA SCHIAVITU', NON L'ABBIAMO CERTO OTTENUTA GRAZIE AL MESSAGGIO EVANGELICO, MA GRAZIE ALL INDUSTRIALIZZAZIONE, CHE HA REALIZZATO CHE ERA PIU' CONVENIENTE AVERE OPERAI PREZZOLATI CHE SCHIAVI. O VOGLIAMO PARLARE DELLA PENA DI MORTE? ADESSO BANDIERA CATTOLICA, LO SAI QUANDO L'HA ABOLITA LO STATO PONTIFICIO? (O CI SIAMO MESSI A LEGGERE LA BIBBIA SOLO NEL XX SECOLO????) E POTREI CONTINUARE ALL'INFINITO.... QUINDI IO CREDO PROPRIO CHE NELLA BIBBIA L'UOMO CI PUO' LEGGERE QUELLO CHE GLI PARE, QUELLO CHE CAMBIA IL MESSAGGIO SONO GLI OCCHI DEL TEMPO E DELLA SOCIETA' NELLE QUALI L'UOMO LEGGE QUELLE PAROLE. INOLTRE SECONDO ME IL SAMARITANO HA FATTO UNA CAZZATA. INVECE DI RESTARE ANONIMO AVREBBE AD ESEMPIO POTUTO RIVELARE IL SUO NOME ED INTRECCIARE UN AMICIZIA COL NAZIONALISTA EBREO, MAGARI USCENDO OGNI TANTO INSIEME, E MOSTRANDO A TUTTI, NON SOLO ALLA COSCIENZA DEL SINGOLO NAZIONALISTA EBREO, IL VALORE DELLA TOLLERANZA E FRATELLANZA."
emanuele del caldo

Quella che avete letto è una email che mi è giunta!
Il rosso è mio!
Quando tolsi il post di antonio, lo feci non dopo il commento di stocazzo, ma dopo 2 telefonate con lui. nell'ultima gli spiegai che mi sembrava una cosa non giusta, perchè questa è una vetrina, non una stanza privata e se ormai fatti privati sono finiti qui poteva apparire come un gesto di forza il togliere il post. ecco perchè scrissi quella introduzione, per giustificare il mio gesto, per dire:
RAGAZZI NON LO TOLGO PERCHè QUI COMANDO IO E NON MI PIACE ESSERE ATTACCATO (ANCHE SE è VERO)!
Quindi dissi a stocazzo: Se qualcuno lamenta la cosa, lo rimetto subito!
Mi attengo alla mia profezia e lo rimetto.
non me ne vogliano stocazzo e bruno, errore + errore -!


(anchesenonglielodico: vogliolorounsaccodibene)

Monday, December 03, 2007

POESIE SENZA ADSL - sentimenti ad alta tecnologia!



[E' USCITO! Il libro che non è un libro è finalmente una realtà! Molti di voi mi hanno seguito in questa merravigliosa esperienza delle POESIE SENZA ADSL ed è con piacere che questo spazio collettivo che è stato ilo nostro meditare sulla tecnologia e i sentimenti è diventato un progetto vastissimo! Infatti nel libro ci sono 30 foto di Alessio Maria Claudio Curatolo, oltre alle foto esistono dei video e prossimamente anche delle istallazioni!
Che dire, non manca più nessuno, solo non si vedono i 2 leocorni!
Come dicevo all'inizio, il libro non è solo un libro e tra le nuemrose cose che ne accompagno i concetti è con piacere che vi segnalo il fatto che una copia è in giro per il mondo grazie al BOOKCROSSING e potremo monitorarla da QUI!

Il libro è ovviamente in copyleft e i suoi autori asaranno in giro per l'Italia ad ubricarsi con la scusa dei reading!

E adesso beccatevi il primo dei book trailer:



[cliccando sulla copertina giungerete alla pagina che vi permette di ordinare il libro senza pagaere le spese di spedizione!]

Sunday, December 02, 2007

.:lettera aperta ad un amico:.

[su richiesta di stocazzo (vedi commenti) chiuderò il post domani mattina non appena entrerò in ufficio! ovviamente sono del parere che ognuno di noi debba assumersi le proprie responsabilitò (io per primo). con ciò intendo dire che se si scelgono determinate modalità di espressione (blog, giornali, sms, lettere scritte, telefonate, graffiti, skizzi di sperma sul cornetto) per comunicare concetti, pareri, inkazzature, deliri e anisie varie... è bene che dopo ci si aspetti delle reazioni e le si affronti senza passi indietro o, per essere più precisi, che si concordi attraverso il mezzo utilizzato un nuovo mezzo espressivo. questo perchè nelle provocazioni è facile dar sfogo agli istinti. è normale. chi non lo capirebbe. ma quando un istinto è lasciato libero, alla deriva, a volte l'unico modo per rimetterlo entro confini controllabili è un evento di proporzioni simili da contrapporre. sicuramente anche quesata mia posizione è opinabile, ma quello che voglio dire è che rotto un equilibio in modo devastante, l'equilibrio successio si crea su macerie difficili da non vedere.
so di parlare al vento, perchè adesso è tardi e domani queste mie parole spariranno.
verba volant, scripta manent, ma internet scorre dal volant al manent e viceversa senza controllo!
questo è il mio manifesto sociopatico!
percepitelo come cazzo vi pare!
girolamogrammatico
xango
nemesi
gino
donà
caloggero
a coso
kiamatemicomecazzovipare]



…venerdì scorso al Simposio la crew di Terranullius e i componenti di Percezione Sociopatica si sono ritrovati a dibattere su diversi argomenti correlati all’ultimo libro pubblicato dal Bufi e il Moretti dal titolo “L’orata innamorata” edito da Coniglio Editore. I più puntuali hanno avuto la fortuna di assaggiare l’orata marinata preparata dallo zelante chef, una leccornia delittuosa che non ha avuto pietà nemmeno dei palati più delicati. Per chi non avesse capito, una vera e propria copulazione tra papille gustative e flaccida carcassa che si concludeva con un delitto passionale e qualche rutto al limone. A coronare poi l’atto, del buon vino bianco offerto dagli organizzatori. Insomma, si preannunciava una bella chiacchiera.
Come sempre a introdurre la serata era stato il Moretti sbiascicante e valente accompagnato dalla maestria intrattenitrice del Bufi. Una modesta platea divisa tra interdetti, amici e conoscenti ascoltava silente, tanto che il Grammatico ha dovuto mettere su un discorsetto degno del Maurizio Costanzo Show per strappare dalle loro mani un timido ma devo dire deciso applauso. Che dire, il pubblico è sempre il pubblico.
Graditi e intelligenti gli interventi da parte del rappresentante di RadioCopyDown, trasmissione di Radio Onda Rossa che vi invito a seguire. Regina della serata, la cucina. Si è parlato di ingredienti letterari, di malaletteratura, di editori si e no onesti, di culinaria intemperanza, di pollo alle mele e direttive sulla preparazione, di pescivendoli sexy, di vongole bagnate, di ragazzi che appena usciti dall’alberghiero si rifiutano di pelare le patate, di quale sarebbe stato il mio ruolo in una cucina qualora mi fossi cimentato a fare il cuoco e cioè passare le patate già pelate ai neo-diplomati, di diritti sulle ricette, di gelosie tra cuochi ma soprattutto, si è parlato di copyleft. Di certo non starò qui a spiegarvi tecnicamente e legalmente di cosa si tratti, chiunque voglia documentarsi può leggere il libro dall’omonimo titolo “Copyleft”, curato da Girolamo Grammatico che vanta non poche pubblicazioni che seguono questa straordinaria filosofia editoriale. Libera distribuzione artistica, mi concederà “forse” il Grammatico o perlomeno a me piace vederla così. Eppure durante la serata, questo argomento complesso ma accomunante ha scaturito una piccola disputa sulla citazione del nome dell’autore e della fonte da cui si trae la sua opera. Premetto: questo blog, come molti di voi avranno di sicuro notato, si avvale di questa filosofia editoriale. Potrete infatti notare il logo dei Creative Commons e tanto di conciso chiarimento sulla questione dei diritti.
La ricetta culinaria si tramanda, è popolare e di conseguenza appartiene al popolo tutto.
Nulla da ridire.
Farsi citare a giudizio per aver cucinato una carbonara penso suonerebbe come una bella barzelletta. Ma esistono ricette particolari, tutelate dal diritto d’autore standard, vale a dire il copyright. Ed è meglio che qui mi astenga da ogni giudizio. In fondo molti editori pubblicano libri di ricette come i consigli di suor Germana, che per riproporre e al massimo aggiungere non so, i pinoli nel risotto alla milanese viene pure retribuita. Io invece, non vi dico che pagherei ma in compenso prometto la mia stima verso colui/e disposto/a a cucinarsi un bel piatto di patate e seppie a modo mio:
Ingredienti per due persone:
400g di seppie
350g di patate
50g di pomodori pachino
cipolla
sale
pepe bianco
Fate rosolare in una padella la cipolla, aggiungete le patate tagliate a cubetti e fate cuocere a fuoco lento (coprite con un coperchio la padella), girate di tanto in tanto sennò vi si attacca tutto. Appurate che le patate si siano dorate dunque aggiungete le seppie già ripulite, sale e solo dopo aver fatto cuocere per un po’ il tutto aggiungete il pepe bianco. Fate cuocere fino a creare una deliziosa zuppetta, immergete i pomodorini interi. Qualche altro minuto ed è fatta.
Buon appetito.
Da diritti culinari a diritti editoriali. Il buon Moretti come sempre, sputtana diversi editori e critica “alcuni” autori disposti ancora a far si che “quegli” editori continuino a registrare codici ISBN a manetta riempiendosi loro le tasche di soldi e gli altri di mosche per il piacere, riprendo il Moretti “…di regalare il libro alla madre e agli amici – …ma non è meglio pubblicarlo su internet e farlo leggere a milioni di persone?...”. Ditemi come dargli torto. Pochi minuti dopo, povero illuso, intervengo raccontando un piccolo aneddoto che il Grammatico conosce bene. E’ inutile raccontarvela, vi basta carpirne il senso. Dopo aver pubblicato una short story su una antologia mi accorgo, il giorno della presentazione, di non essere citato fra gli autori. Non vi nascondo il mio spiacere anche perché il libro tratta di un argomento a me caro e il fatto di stare in mezzo a quelle pagine in maniera quasi anonima scompensa poco poco il mio entusiasmo. Ma che dire, ero dentro quel libro, avevo avuto la possibilità di esprimere un parere, di rappresentare un sentimento e ciò mi bastava. Fino a quando quella stessa sera, una volta giunti ai convenevoli post-reading, il curatore (che d’altronde stimo e colgo pure l’occasione di salutare, ciao D’Amato) gentilmente segnala al pubblico la mia presenza, ringraziandomi del contributo. Peccato però che nel fare il mio nome cita qualcun altro, un certo Antonio Caruso (per i più curiosi). Da allora, questo piccolo episodio è diventato oggetto di simpatico sberleffo amichevole che nonostante la mia permalosità mi costringe a non esimermi dal ridere.
E quando gli amici ridono non posso che felicitarmi. In fondo penso a tutte quelle persone che ogni giorno mangiano merda per un po’ di fama e il tempo di ridere nemmeno ce l’hanno.
Ecco, tornando a noi, questo piccolo episodio ha acceso un breve dibattito sulla questione “citazione dell’autore”. Parole belle, a mio avviso giuste. Si è detto, come anticipavo prima, che non esistono in fondo diritti (tranne qualche eccezione) sull’arte culinaria, che nessuno ha mai inventato nulla ma solamente “riproposto”, che bisogna abbandonare l’idea del nome e concentrarsi sull’arte come artigianato. Nulla in contrario. In fondo se andate da un falegname e chiedete di farvi fare una sedia non ci metterà di certo la firma. Non scritta intendo, perché la sua firma sarà rappresentata dalla qualità dell’artefatto. Se poi un giorno inviterete a cena un vostro amico e gli cucinerete una bel piatto di patate e seppie e sempre quel vostro amico noterà la comodità della sedia che vi siete fatti fare dal falegname e ancora vi chiederà dove l’avete acquistata, perdonatemi, cosa farete? Non invierete l’invitato dal falegname affinché anche egli potrà godere di quella comodità in casa propria? Il falegname sarà molto contento, continuerà a fabbricare sedie comode e potrà vivere del suo mestiere. Magari pagassero me per i miei artefatti, forse “scomodi” è vero, ma creati con lo stesso entusiasmo usato dal falegname. Invece, come ho scritto tempo fa, vengo di tanto in tanto contattato da gente che mi promette cose che non può però pagarmi ma che mi daranno l’opportunità di far conoscere il mio nome.
Ebbene, grazie alla cassazione rivolgo a tutti loro un bel vaffanculo.
Il Grammatico risponde più o meno così alle mie parole: “Antonio è ancora un ragazzetto, è normale che alla sua età sia importante farsi conoscere… - …chi pretende di firmare le proprie opere ha paura della morte, vuole lasciare per forza qualcosa ai posteri…ecc ecc”.
Manca l’applauso, peccato.
Non mi pare però che il Grammatico soffra di astinenza da firma. Ma forse e dico forse, l’età interpreta ogni sottile desiderio. Eppure anche lui, anche voi come me, tutti noi quindi, non ci siamo inventati nulla ne inventeremo qualcosa, ma impegneremo noi stessi nel cercare di aggiungere, modellare con le nostre mani, innovare, trasmettere nuove emozioni, migliorare qualcosa sulle basi di chi ci ha preceduto per il bene comune. Sapere che il 14 marzo del 1994 un certo Linus Torvalds presenta all’università di Helsinki il suo (oggi di tutti) Linux 1.0 mi fa stare bene e il fatto che egli stesso utilizzò il suo nome non mi fa certo pensare che avesse paura della morte o che addirittura volesse lasciare un segno ai posteri solo per fama. Ha utilizzato il suo nome perché fiero del suo nome. E grazie a lui forse, oggi godiamo su internet di distribuzioni libere geniali come ad esempio, tanto per citare il Moretti, “Wikipedia, l’enciclopedia libera”.
Se poi volete sapere com’è finita la serata bè, vi lascio il “libero” beneficio del dubbio. Le serate di Terranullius finiscono sempre come nei films, tutti ubriachi a beneficiare della forza dell’altro. Il reading continua intimo e turbolento come fossimo tutti su un grande palco, di fronte a centinaia di persone che non ci capiscono un cazzo ma il semplice fare finta ci aggrata. Fino a quando il proprietario del posto non ci chiama a sloggiare il culo dalla sedia comoda fatta da un bravo falegname. E poi tutti a casa, a farsi una bella cagata prima di dormire e leggere l’immancabile catalogo Ikea.
Il lieto fine senza errata corrige.

a.

Friday, November 30, 2007

ANTONELLA BECCARIA

Bologna dorme. Dorme il sonno dei giusti, ha lavorato tutto il giorno, la lavorazione del tortellino è estenuante. Poi c’è il brodo… Bologna dorme sulle prime colline. Nel parco ciondolano pacifici rotwailer. Forse non basteranno a tenere alla larga le bande di slavi, ma se un giorno si svegliano male mangeranno mezza faccia a un nipotino. Per la gioia dei cronisti di Studio Aperto che si consoleranno in mancanza di bande di slavi stupratori. Bologna sta in alto, è infastidita dai suoi bassi. Cocci di bottiglia, tossici in Via delle Moline e in tutta la zona universitaria. Brutta gente. Studenti che ostentano dialetti meridionali. Cazzeggiano fin dal primo pomeriggio, un eterno happy hour, un insulto a chi si fa il culo. Forse il contratto (contratto???***###) d’affitto prevede solo il pernotto. Bologna è assopita, dorme sul bancone del bar, con un occhio aperto e uno chiuso, cartola da cow boy spaghetti western. Bologna parcheggia in tripla fila, parla di basket, prima che la noia l’ammazzi scappa in riviera. Milano Marittima è a quaranta minuti, trentacinque in Porsche Cayenne. Bologna non corre alle presentazioni dei libri di Antonella Baccaria. Nemmeno uno straccio di TG 3 Regione a riprendere o a segnalare l’evento della Libreria Irnerio. Figurarsi E-TV, Telecafarra. Meglio ostentare giovani noiristi che impallidirebbero alla vista di un assorbente usato.
Perché Antonella Beccaria è una rompicoglioni da sempre, ha precedenti. Comunque è meglio non scomporsi, meglio non darsi pena, è bene non considerarla, dirigere l’occhio di bue altrove, scioglierla al sole, secondo il "metodo Gabanelli". Ha precedenti la Beccaria, dicevamo, ho controllato in questura. Prima ha rimesso il naso nella storiaccia dei Bambini di Satana, ha preso le parti di Marco Dimitri. Che non è esattamente il nipotino ideale di Nonna Bologna. Il nipotino di Nonna Bologna ha fatto Economia e Commercio o Giurisprudenza e non ha mai frequentato quegli sfigati dei fuorisede. I rotwailer, Dimitri, non se lo leccherebbero nemmeno, mostrerebbero i denti prima di allontanarsi tra gli alberi ad alto fusto. Il cardinal Cafarra piange quando sente odore di sette sataniche, la Madonna di San Luca, pure. Il Carlino se la ride, tiene sempre pronte le foto con le donne incappucciate con le tette di fuori. Opinionisti in eterna erezione pronti a penetrare buchi dell’informazione.

Ma la Beccaria capricciosa esonda e scava ancora sotto Piazza Maggiore. Stavolta punta i piedini sulla banda della UNO BIANCA. Cari ragazzi, poliziotti con il doppio lavoro che sul finire dei favolosi anni Ottanta seminano 24 morti, si, ma poco alla volta, mica in un unico fuoco d'artificio. Ma Bologna oggi è stanca di tutto e non ha la forza di girarsi indietro, come non avesse ferite da leccarsi . Ha digerito tutto. Il lesso e le salse della domenica a pranzo. I creativi del ’77. I cantautori. Figurarsi la banda dei Savi, perfino gente come Mancuso oggi faticherebbe a ricordare, volge lo sguardo altrove. Anche il lavavetri è un bel rompicoglioni. Ma meno che la Beccaria. Savi giocava nel Bologna di Savoldi? Bologna è piena di giovani noiristi da fiction di prima serata. Comunque è meglio affidare a loro la gestione delle nuove paure. Per dimenticare i vecchi fantasmi.

http://www.stampalternativa.it/libri.php?id=88-7226-929-6


http://www.stampalternativa.it/libri.php?id=978-88-6222-006-4


http://antonella.beccaria.org/


Saverio Fattori

Tuesday, November 27, 2007

Thursday, November 22, 2007

Poesie Senza ADSL - stiamo tornando

[Come dice John Lennon: La vita è quello che ti capita mentre stai facendo altri progetti. Nel mio caso, anzi per quel che riguarda il progetto POESIE SENZA ADSL, mai frase fu più vera. Avevo pensato di riprendere il progetto, con un maggiore lentezza, subito dopo la pausa estiva, per poi annunciarvi ciò che sto per annunciare, ma la vita mi ha fregato proprio mentre progettavo tutto ciò!

Così, dopo un silenzio durato mesi, riprendo a parlare di poesie senza adsl, e vi annuncio che a DICEMBRE uscirà il libro!!!

Qualcuno lo sa già da tempo, qualcunaltro se l'aspetta, altri ancora staranno rosicando per l'annuncio!

Peccato non possiate vedermi mentre scrivo: ho una tale faccia compiaciuta che farei venire i nervi pure a Padre Pio!

Godetevi il video che parla proprio delle poesie e rimanete in stand by ... perchè stiamo tornando e saremo molesti e ubriachi, come sempre!]

Monday, November 19, 2007

la mia realtà

Stillo a fatica

mattoni colorati

per costruire i miei sogni.

Insisto

come un rubinetto che perde

ad inondare la città.

Poi l’autobus frena,

dispotico

e tra gli sbuffi

e le nevrosi dei passeggeri

alzo la testa da mio libro

e respiro,

sornione,

la mia quiete.

g

Wednesday, November 14, 2007

Bandog - cani da presa

Bruno & Moretti sono diventati soci.
Questo video mostra alcuni dei personaggi
del romanzo spavaldo cui stanno lavorando insieme.
E' più di un'anteprima. Significa che stanno lavorando forte.

Sunday, November 11, 2007

la lingua del disagio

La scabbia
é la lingua – perfetta –
dei cittadini della miseria.

Caino
- il monarca democratico –
propone acari a go gò
agli apolidi dell’amore
per grattarsi via
la rabbia.

Ed io
che ho prurito sulla lingua
mi sento un cugino
disperato
parente prossimo
poco conosciuto

che comprende la lingua,
ma non lo parla
tanto
da farsi capire

né da loro
né dai fratelli,
sedicenti.

E quando pesto
una merda per strada
mi chiedo perché
dovrei sentirmi
ancora
più
fortunato.

Monday, November 05, 2007

Mauro Rostagno - Raccolta Firme

CIAO MAURO - RACCOLTA FIRME

Importante ed urgente. Entro il 20 novembre vogliamo raccogliere 5000 firme per chiedere la riapertura del caso Rostagno!
FIRMA ANCHE TU!
Stampa il file PDF allegato con la lettera alle istituzioni e il modulo per la raccolta delle firme, firma in originale (se vuoi e puoi, fai anche firmare..), spedisci per lettera, entro il 20/11, il modulo firmato a:
Ass. Saman - Lenzi, via Baglio Quartana, 40 - 91010 Lenzi di Napola (TP)

COMUNICATO STAMPA DEL COMITATO PROMOTORE:
DA TRAPANI UN APPELLO ALLE ISTITUZIONI
CHIEDIAMO LA VERITA’ SULL’OMICIDIO DI MAURO ROSTAGNO

Sono passati ben 19 anni dalla morte del giornalista e sociologo Mauro Rostagno, ma ai cittadini è stato finora negato il diritto di conoscere la verità su quell’omicidio.

19 anni di indagini senza alcun risultato,
caratterizzate da errori, omissioni e depistaggi;
con il gradimento da parte di quei poteri occulti
che hanno scelto di togliere di mezzo Mauro Rostagno
perché la sua attività dava fastidio.

Nei giorni scorsi, il Capo della Squadra Mobile si è detto convinto che, nonostante il tempo trascorso, sarebbe possibile giungere alla verità sull’omicidio Rostagno ,“qualora fosse costituito un gruppo di validi investigatori, dotati delle necessarie risorse, a cui venga assegnato il compito di svolgere indagini specifiche”.

E’ stato detto senza scanso di equivoci che basta un ordine della magistratura, l’impegno degli uomini politici e la richiesta della società civile.

Per questo chiediamo alle più alte cariche della nostra Repubblica,competenti per ruolo istituzionale, che queste parole vengano valutate attentamente e si faccia ciò che non è stato fatto sino ad oggi.

Rivolgiamo un appello alla politica e alla magistratura
affinché si faccia uno sforzo per fare di più e meglio.
Per ridare ai cittadini fiducia nelle istituzioni repubblicane.
Questa è la nostra volontà.
Questo è il nostro sogno.


Promotori:
Ass. CIAO MAURO - ARCI Circolo Agorà - Arciragazzi Ass. La Mongolfiera - Ass. CITTA’ FUTURA - CGIL - ASSOCIAZIONE DELLA STAMPA Trapani - BASKET TRAPANI - FEDERAZIONE ITALIANA NUOTO Prov. Trapani – FEDERAZIONE ITALIANA PALLAVOLO Prov. Trapani - LIBERA Associazioni nomi e numeri contro le mafie - MeetUp Amici di Beppe Grillo Trapani - Ass. SAMAN

Saturday, November 03, 2007

GENERAZIONE PERDUTA (SCENA II)

Un altro pedante esperimento. Sempre nella speranza che al di là dello scenario atletico sportivo si riescano ad innescare "meccanismi altri". Un altro pezzo uscito su Correre di Novembre, che non parla di programmi di allenamento, maratone di new york buone per le agenzie di viaggio e di quanto è bello correre in compagnia e tenere il colesterolo basso. Sempre nel torbido. Dove mi trovo a mio agio.



Attaccate alle pareti ho foto incorniciate da metallo satinato. Immortalano atleti che hanno avuto carriere sfortunate e incomplete. Potenzialità inespresse. Negli anni ho raccolto e catalogato materiale: fogli di classifiche, giornali, riviste federali. Ho diversi album dove attacco foto e articoli sportivi. Si riferiscono ad atleti funestati da infortuni e a giovani promettenti dispersi. Le ragioni che hanno portato a questi piccoli fallimenti mi sono ignote. Mi limito a constatare il fatto che nessuno di loro è arrivato a vittorie olimpiche o mondiali. Spesso nemmeno alla maglia azzurra della nazionale, nonostante avessero manifestato indubitabili sintomi di talento puro.
Un ragazzo di Ferrara aveva saltato in alto due metri e un centimetro nella fase nazionale dei Giochi della Gioventù. Aveva quattordici anni. Oggi sarà grasso o mediamente attrezzato per squallide partite di tennis fra colleghi. Forse un infortunio avrà placcato i suoi sogni. Forse l’irritazione per quegli allenamenti meticolosi avrà colliso con la disordinata esuberanza dell’età inquieta. Forse l’alibi sarà stato quello dell’impegno scolastico che i genitori consideravano prioritario. L’atletica doveva essere solo una piccola distrazione, una fase di passaggio, una fissazione transitoria da gestire a livello amatoriale. Poco importa se alla resa dei conti quel figlio non ha dato nessuna soddisfazione, se non ha costruito nulla che l’abbia fatto emergere da un’anonima mediocrità. Escludendo quel risultato ottenuto a quattordici anni. Quell’asticella che aveva vibrato alcuni secondi per poi fermarsi sui ritti, composta. I suoi balzi gioiosi sul materasso avevano richiamato il professore di educazione fisica, che lo aveva accompagnato a Roma. Si erano abbracciati, la gara era vinta, il secondo si era arreso all’1.95. Non aveva tentato misure superiori. La concentrazione era saltata in aria a contatto con quella gioia. Peccato. Probabilmente quel pomeriggio di autunno aveva nei tendini almeno un 2.05. Dopo quel risultato si era reso necessario il passaggio al tesseramento per una società prestigiosa e attrezzata. Il suo nuovo tecnico era certo che con una preparazione mirata, nel giro di un paio d’anni avrebbe raggiunto il muro dell’eccellenza, allora identificabile con i 2.20. Il suo stile era rozzo, il passaggio sull’asticella un gesto acrobatico spettacolare poco coordinato. Ogni salto era diverso dall’altro, acerbo e intuitivo. In quell’inverno in palestra c’erano solo da mettere a punto gli automatismi della rincorsa e dello stacco, il resto sarebbe venuto da quella reattività tendinea che nessun allenamento poteva donare, e di cui la natura l’aveva dotato. La tecnica doveva solo incanalare quella forza, ridurre al minimo le dispersioni. Quel talento raro era stato misteriosamente trasmesso dai genitori, che oggi tendevano a sedare i sogni del figlio. Erano piccoli proprietari terrieri, e quell’unico figlio maschio era necessario in campagna. Il padre, lavoratore infaticabile, aveva ingravidato la moglie quattro volte senza che i fianchi della donna esondassero grasso.
Il giovane saltatore a ottobre aveva iniziato a frequentare un istituto agrario fuori città. Tornava a casa nel tardo pomeriggio, in tempo solo per i compiti, per la cena e per coricarsi. A dicembre avrebbe definitivamente abbandonato gli allenamenti, nonostante le insistenze dei dirigenti della società che avevano parlato con il padre. Il vecchio contadino aveva fatto sedere in salotto il tecnico e il presidente del centro sportivo universitario. Nessuna ostilità, ma un pragmatismo padano che poteva sembrare ritardo mentale aveva gelato ogni speranza.
Questa specialità non richiede sostegni farmacologici. Nessuna integrazione chimica fa di un somaro da tiro un cavallo di razza. È tutta genetica e tecnica, ricerca della perfezione del gesto, della pulizia nell’esecuzione. Il fisico non deve mutare, deformarsi, potenziarsi. Nel salto in alto è sconsigliato l’uso di steroidi anabolizzanti. Sarebbe inutile e dannoso.
I saltatori in alto sono angeli fragilissimi. Il loro gesto richiede una potenza inaudita, ma si affida al tendine di una caviglia che si torce in un movimento innaturale. Sono atleti, esili, filiformi, altissimi, dotati di un’eleganza che attende solo di corrompersi nell’abbattimento dell’asticella. La loro elasticità ha del miracoloso.
Anche gli atleti che si dedicano alla gara degli ottocento metri sono a rischio. Un limbo tra la velocità e il mezzofondo, sempre in bilico su equilibri complicati. Un’ambiguità rischiosa che espone a gravi infortuni. Atleti fermi a bordo campo, legamenti spezzati, volti deformati dal dolore.
Percorrono vie crucis da uno studio specialistico all’altro. Esami clinici, radiografie, sedute fiosioterapiche. Fino all’intervento chirurgico. Ricostruzione di tessuto organico. Poi il logorante inferno della riabilitazione. Le prime corsette, la lenta progressione verso ciò che si era. Per riprendersi quello che spetta di diritto. La ricerca dello stallo migliore. L’eternità impossibile.
Il mezzofondo veloce è un’utopia. La preparazione deve essere perfetta, l’esistenza a prova di infrangibilità. Non possono intervenire fattori esterni a deviare il corso degli eventi, a complicare le scansioni di allenamento. Una fidanzata logisticamente difficile da raggiungere. Un congiunto bisognoso di cure domestiche per malattia a lungo decorso. Il mezzofondo veloce è perfezione e controllo. Ripetibilità e riproducibilità.
Ho cinque foto particolari, le più preziose, le mie favorite. Una sezione a parte, mezzofondisti veloci con i tendini a orologeria.
C’è un’immagine di un atleta italiano quinto alle Olimpiadi, una carriera martoriata dagli infortuni. Un’icona della sofferenza. Sta piangendo, ma non c’è ira, solo disperazione attonita per l’ultimo definitivo malanno. La tengo in salotto. Il giorno in cui l’ho appesa, Sara l’ha fissata per un attimo, poi ha fissato me, e non ha commentato. Come fossi un maniaco senza speranza, preda dei propri fantasmi. Sarebbe più sano avere l’immagine di un atleta vittorioso, a braccia tese verso il cielo prodigo di grazia. Il mio eroe urla per una lacerazione muscolare. È Donato Sabia, un ottocentista il cui talento fu pari solo alla sua fragilità.
Non conosceremo mai il potenziale di questi atleti, esseri umani eccezionali incapaci di ottenere il capolavoro definitivo, la vittoria olimpica o la prestazione cronometrica assoluta, quella teorica, in assenza di sfighe.
Sono molto grato agli ottocentisti.
Conservo perle fuori classifica. Goffredo Melogli tesserato per la Polisportiva Molise, nato ad Isernia. Se provo a immaginare il campo scuola di Isernia, alle fine degli anni Settanta, mi assale la tristezza. Il centro molle di una nazione cialtrona che non sa decidersi tra l’Europa e l’Africa. Il posto ideale dove il talento può sprecare sé stesso, marcire. Il solito professore di educazione fisica a dettare rudimenti di tecnica a un ragazzino miracolato, a definire i dettagli della rincorsa e dello stacco. Nel maggio del ’77, a diciassette anni salta in lungo 7metri e 52. Ci sono voluti quasi vent’anni perché un atleta di pari età lo potesse superare.
Chi lo ha migliorato è già una piccola star coccolata dai media. Nelle interviste sembra voglia imitare l’irruenza dei motociclisti ragazzini. Ha vari hobby, una vitalità incontenibile, suona in un complesso. Nato a Los Angeles e vissuto a Rieti, parla romano. La madre è un’ex ostacolista americana di valore internazionale che lo allena con competenza e petulanza. Pare predestinato a un futuro radioso. Ha ottenuto risultati di inconfutabile valore nella velocità, nei salti in estensione, con qualche puntata nell’alto e sugli ostacoli. Nel 2003 ha perso un anno per una sospetta microfrattura. Melogli invece è rimasto solo nelle liste all-time, dove vengono riportate le migliori prestazioni per categoria. Sono elenchi funesti, idiomi che paiono celare maledizioni, iscrizioni rupestri di altre ere. La madre di Melogli poteva essere una contadina lucana e il padre un ferroviere. Mi limito a fantasie, non ho svolto ricerche più approfondite. Mi piace immaginarlo come un ragazzo confuso, incerto sul futuro, uno che non vuole perdersi dentro un bar tra una volata in motorino e un superalcolico, e cerca di saltare lontano. Di saltare altrove.

Wednesday, October 31, 2007

Libia: esclusiva intervista con i rifugiati detenuti a Zawiyah

ROMA, 31 ottobre 2007 - "Non vediamo la luce del sole da mesi.. Siamo stati portati fuori, spogliati nudi e picchiati". Inizia così l'intervista a uno dei 500 migranti detenuti nel centro di detenzione di Zawiyah.
Un documento esclusivo - prodotto da Fortress Europe, Agenzia Habeshia e Radio Parole - che documenta le condizioni degradanti in cui decine di migliaia di migranti e rifugiati sono arrestati e detenuti in Libia. Il loro reato? Essere candidati all'immigrazione clandestina verso la Sicilia.

Leggi anche:

Friday, October 26, 2007

.: narratore di linee:.

BUON COMPLEANNO

SOCIOPATICO UBRIACO

disegna e disegnati

o non ti festeggiamo più,

perchè non esisteresti!!!

Thursday, October 25, 2007

.:6 personaggi in cerca d'acquirente:.





questi sono tre dei sei personaggi in cerca d'acquirente...
per vedere gli altri cliccate su : www.myspace.com/narratoredilinee
per qualunque info scriveteci pure!
grazie per l'attenzione, a presto!
a.

Rispetto per gli Eritrei - Rispetto per tutti

A.H.C.S & A.H.E.I: Chiedono la libertà per gli Eritrei attualmente nei carceri in Libia, e il rispetto dei diritti Civili e Umani di Eritrei in Libia. E una soluzione per i richiedenti asilo politico, con un programma di RESETTLMENT.

Facciamo presente, la situazione di migliaia di cittadini eritrei richiedenti asilo politico e rifugiati politici, riconosciuti dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, attualmente nei carceri Sudanesi o Libici, come quello di Zawiyah testimonianza “ siamo in 500 immigrati di cui 103 eritrei 3 dei quali sono minorenni. Siamo continuamente mal trattati dalle guardie carcerarie libica, il 01.09.2007 tutti gli eritrei siamo stati spogliati nudi e picchiati con frusta, bastoni, calci anche nei organi genitali davanti alle donne, tutto questo senza ragione. Il 22.10.2007 tre eritrei sono stati picchiati dalle guardie sulla pianta del piede al punto che non si reggevano in piedi. Siamo stati lasciati per 3-4 mesi senza un cambio di abbiti, tutto ora non abbiamo nulla per cambiarci, non abbiamo possibilità di lavare abbiti perché non ci sono saponi, la puzza e insopportabile”. dal racconto drammatico dei detenuti emerge che “10 persone a causa della sporcizia sono pieni di piaghe sul tutto il corpo, ci stano contagiando tutti, in 4 mesi non abbiamo mai avuto possibilità di vedere un medico, per tre mesi non abbiamo visto la luce del sole. Siamo scalzi non abbiamo scarpe di conseguenza prendiamo freddo la note non abbiamo coperte per difenderci dal freddo” sono in condizione i genico sanitario vergognoso. Sono anche vittime di discriminazione religioso “Qualche giorno fa stavamo pregando sono arrivati le guardie ci hanno mal menato chiamandoci giudei, siamo ammassati in una stanza più di 50 persone in totale assenza i genico sanitaria.” e questa la Libia ormai partner dell’Europa e membro del consiglio di sicurezza dell’ONU.
Misratah, 250 km a est di Tripoli, più di 624 eritrei di cui 60 bambini al di sotto di 12 anni fino ad alcuni che stanno per nascere. Preoccupante lo stato di salute dei detenuti, la diffusione delle malattie polmonari come tbc, oltre a scabbia e dermatiti, attacchi di asmatici, problemi intestinali, in oltre denunciamo la carenza di cibo, acqua e coperte per difendersi dal freddo la notte. E intanto l’Acnur si prepara a giocare l’ultima carta. Si sono recati in Libia una commissione di funzionari Acnur dall’ufficio regionale di Beirut, in Libano, per intervistare i detenuti di Misratah e coordinare gli sforzi per accogliere i rifugiati in paesi europei e americani, con programmi di resettlment, con particolare attenzione alle donne e bambini.
L’Alto commissariato starebbe facendo pressioni anche sul Ministero degli interni italiano. Il Ministro Giuliano Amato, sembra disponibile ad accogliere una quarantina di persone, riteniamo questo numero di persone solo come un primo passo verso una maggiore disponibilità a concedere visti di ingresso per motivi di richiesta di asilo politico, serve un programma di resettlment annuale perché pensiamo che questo metodo debba far parte alla lotta all’immigrazione clandestina. Serve un ingresso legale e protetto per richiedenti asilo politico, in assenza di ciò si vedono costretti ad affidarsi ai trafficanti di carne umana, con tutto quello che ne consegue.
Chiediamo all’UE e ONU che pretendano dalla Libia il rispetto dei diritti Umani firmando le convenzioni internazionali sul diritto dell’Uomo. Siamo esterrefatti dal fatto che la Libia oggi faccia parte del consiglio di sicurezza delle nazioni unite. Come stato possibile che uno stato come la Libia, che non ha mai aderito a nessuna convenzione internazionale in materia di rispetto dei diritti civili ed umani, oggi si siede nel consiglio di sicurezza delle nazioni unite? Chiediamo che gli venga chiesto di firmare le varie convenzioni tra cui la convenzione di Ginevra del 1951 e le relative ratifiche, la dichiarazione universale su diritto dell’Uomo.
L’A.H.C.S & A.H.E.I chiedono il sostegno e collaborazione di tutti per destare l’attenzione dell’opinione pubblica e istituzionale a questo dramma che sta vivendo il popolo Eritreo in Libia.
Per tanto invitiamo tutti gli organi di stampa a dare voce a questa iniziativa delle comunità di Eritrei in Italia, che chiedono al governo Italiano a farsi carico di questo dramma nelle sedi UE, ONU.




Per ulteriori informazioni:
UFFICIO STAMPA A.H.C.S
Tel/Fax 06. 69610234
Cell.3384424202 E-mail: agenzia_habeshia@yahoo.it
http://habeshia.blogspot.com

Tuesday, October 23, 2007

per gli amanti dell'arte


Inaugurazione
Venerdì 26 ottobre alle 21 e 30
Zoe spazio arteVia dei falisci 8 (S.Lorenzo) Roma

Tuesday, October 16, 2007

X i Senza Fissa Dimora!


STASERA IL GRAMMATICO E LA SUA ORRENDA VOCE SARANNO A RADIO CITTA FUTURA DALLE 23 IN POI.
OBBIETTIVO? PARLARE DI SENZA FISSA DIMORA!!!

POI PER CHI VOLESSE PURE VEDERE LA SUA BRUTTA FACCIA, IL GRAMMATICO SARà PRESENTE A TELEROMA 56, AL TG 56 ALLE 19.30, 00.00 ED ALLE 8.15 DEL 17 OTTOBRE.
OBBIETTVIO? PARLARE DI SENZA FISSA DIMORA!!!

Saturday, October 13, 2007

acquerello

Ho accartocciato i miei sogni
quando erano ancorafreschi

mischiando i colori
in un pasticcio da incubo.

Riprendere e stirare
il foglio
non ridona
forza alcuna
al futuro.

Nuovi dolori
emergono dalle pieghe della carta
che odiose e inopportune
simulano le mie rughe

in un gioco di specchi
ed argini aridi.

Forse una bottiglia di vino
ancora
mi condurrà

fino all'alba

molto meglio delle mie
insulse
scelte.

Thursday, October 11, 2007

Grammatico su RADIO RADICALE



MI HANNO INTERVISTATO SU RADIO RADICALE...
PER ASCOLTARE LA MIA ORRENDA VOCE BASTA CLICCARE QUI!

Tuesday, October 09, 2007

E' il momento di andarci a prendere quello che ci spetta...

C'è del tempo che si perde e del tempo che si guadagnaIo il 14 ottobre ho deciso di perdere del temposono veltroniano, veltronista...
credo che Walter Veltroni sia l'unico a poter davvero condurre il Partito Democratico, a elaborare un programma innovativo, a sfidare la conservazione con delle idee che vanno oltre gli steccati identitari.Però questa prima battaglia ha bisogno di apertura, e allora...
Scelgo Adinolfi.
perchè porta i miei temiperchè dice si può fareperchè quando parla di precarietà del lavoro non l'ha letto sui sondaggi
Perchè quando pensa a un partito pensa a dei modi di partecipazione direttaperchè tutto questo ho dovuto scoprirlo su internet, visto che la stampa l'ha oscuratoperchè non è un messiaperchè è un ciccione arrogante, ma ha sfidatoo la chiusura costitutiva del potere, si è messo in ballo e adesso balla
Perchè si è accorto del genocidio politico degli under 40perchè è cattolico divorziato padre convivente ed è un sincero sostenitore dei diritti degli omosessualie allora...
andiamo insieme ad appoggiare l'entrata della nostra generazione in un partito che vuole sbloccare il nostro paesemettiamo da parte i calcoli e lasciamoci andare al coraggio di sperare
Si può fare...

MAURO PETTORRUSO

Antonio Bruno su COPYDOWN

Girolamo Grammatico su COPYDOWN

Monday, October 01, 2007

GENERAZIONE PERDUTA

Questo pezzo è uscito nel numero di ottobre del mensile CORRERE. E' facile intuire che si tratta di un magazine sportivo. La scommessa mia e del co-direttore della rivista (Daniele Menarini) è quella di fare uscire cose che possano interessare anche persone indifferenti all'atletica e a qualunque forma di agonismo. PERCEZIONE è un bel test. Frequenatata com'è da alcolisti, maniaci e depravati in genere.

GENERAZIONE PERDUTA

Ho digitato in un motore di ricerca i nomi di alcuni ragazzi che primeggiavano nelle liste regionali di inizio anni Novanta. Ho scorso le loro schede biografiche nelle riviste federali del tempo. Presentati come adolescenti modello, bravi e studiosi. Rispondevano alle solite domande, dicevano tutti più o meno le stesse cose. Affermavano che l’atletica la stavano vivendo come un gioco. Gli allenatori assicuravano un radioso futuro. I cronisti si recavano in campetti di provincia a incontrare ragazzini che avevano ottenuto successi a livello regionale. Alcuni baby atleti sembravano avere già una forte determinazione. Sono botta e risposta standard. Riproducono identiche dinamiche. Questo scambio potrei essermelo inventato come potrei averlo ricopiato fedelmente.

- *** cosa sei disposta a sacrificare per diventare, domani, una campionessa?

- Tutto. Ma soprattutto la maggior parte del mio tempo libero, quello con gli amici, che in futuro vorrei passare allenandomi per ottenere ottimi risultati.

- Hai appena quattordici anni e sei già nella rappresentativa regionale. È proprio tutto come te l’aspettavi questo mondo dell’atletica?

- Riesco ancora a divertirmi. Il mio allenatore non mi fa pesare troppo le responsabilità. Lo scorso anno una brutta influenza mi ha tolto la gioia di poter partecipare al raduno regionale. Quest’anno ci sarò.

- Quale insegnamento è venuto dal tuo allenatore?

- Da lui ho imparato molte cose. La più importante è che non devo scoraggiarmi mai, nemmeno davanti a una sconfitta.

- Come ti immagini tra dieci anni?

- Spero di essere la stessa di oggi, ma di aver ottenuto molte più soddisfazioni. Non solo in ambito sportivo, naturalmente. Devo concentrarmi anche sullo studio.

Il cronista mette a fuoco il punto di vertigine di questa giovane vita, con una domanda per nulla banale come potrebbe sembrare. Come ti immagini tra dieci anni? È un interrogativo pesante. Se la ragazza ne avesse avuto coscienza, non avrebbe risposto, sarebbe scappata in lacrime, isterica, impaurita. E il cronista l’avrebbe lasciata nel taccuino. Il tempo è merce deperibile. La ragazzina come può averne percezione? Il fisico in questa fase della vita esprime il potenziale massimo. Il cervello fatica a gestire con parsimonia ed efficienza le esplosioni ormonali. Si genera dispersione. È come se le risposte troppo serene e sicure della ragazza ci mettessero a disagio. Come se non ci fidassimo di questa apparente granitica seriosità. Vorremmo viaggiare nel tempo e metterla in guardia.
Occhio ragazzina, non è tutto omaggio, non è tutto facile come sembra. Sbagliare le prime mosse adesso è facile. Ti sarebbe fatale. Non buttarti via. La pallavolo in spiaggia è un gioco. Il calcio saponato è un gioco. La playstation è un gioco. L’atletica è altro. Stai in campana. Presta attenzione alle tue sensazioni. Ai miglioramenti. Non confondere serenità e superficialità.
Inutile, folle, controproducente ogni intervento esterno. Ci guarderebbe ancora una volta impaurita e scapperebbe via. Nulla che valga la pena di imparare può essere insegnato. Come sempre. Poche scelte nella vita sono determinati. Dettate dalla casualità più assoluta.

Da qualche parte è rimasta impigliata. Forse una facoltà troppo esigente. Un fidanzato troppo oppressivo. A distanza di dieci anni non ci sono riferimenti ad altri suoi risultati. L’atletica è stata solo una piccola, trascurabile parentesi. Forse non ha nemmeno tenuto tra le cose care questa rivista.
Sarebbe folle pensare di rintracciarla per consegnargli il numero di Atletica Sprint del settembre 1993. Folle chiederle conto.
Nel servizio c’è una foto. Coda di cavallo, gambette toniche leggermente divaricate e braccia lungo il corpo, guarda verso l’obiettivo con la bocca aperta. La ragazza praticava velocità, con un primato personale di 10: 5 sugli 80 metri, e salto in lungo, dove era arrivata a 4 metri e 54 centimetri. Le due specialità sono spesso frequentate in associazione. Chi corre forte salta lontano.
Oggi la maggior parte dei ragazzi descritti nella rubrica Spazio giovani, risulta dispersa. Quasi nessuno è arrivato a risultati di rilievo internazionale. Nel migliore dei casi, dignitose carriere a livello nazionale al riparo dei gruppi sportivi militari. Il ceppo etnico di gente come Mennea e Simeoni è esaurito, estinto.
E come se dagli anni novanta le generazioni avessero perso forza. Nonostante il miglioramento della qualità della vita in senso lato. Come se avessero perso il senso del tempo, del tempo necessario a creare qualcosa di definitivo e perfetto. Ai primi ostacoli si sono disgregati, non hanno retto alle piccole delusioni dei cambi di categoria, a piccoli infortuni dovuti all’aumento dei carichi di lavoro, ai raduni collegiali. Non hanno voluto recidere legami di amicizia, amorosi o familiari. Sul piatto hanno lasciato pochi resti e hanno mollato. Sono diventati preparatori atletici di squadre di pallavolo, cicloturisti, culturisti, geometri, bancari. Si sono dispersi, distratti da mille variabili. Allergici alla fatica sorda delle sedute di ripetute in pista, alle escursioni umorali che precedono la competizione individuale. Come se l’evoluzione avesse portato a un abbassamento della soglia critica della sofferenza. Le generazioni che hanno giocato per la sopravvivenza, che hanno conosciuto la fame e la guerra si allontanano nel tempo, remote ere geologiche che non hanno lasciato traccia nella genia. Pochi decenni hanno scavato baratri insondabili, nessun passaggio di testimone è stato possibile, nessuna esperienza può essere resa.



Saverio Fattori

.:world no cry:.

...niente immagini oggi, nemmeno video, tantomeno versi.
una sola citazione, tratta dal film "old boy" di Park Chan-wook:
"ridi e il mondo riderà con te, piangi e piangerai da solo".

ti piace la stanza?
si...
come la vorresti?
così, come tu l'hai sistemata.
ti piace il colore delle pareti?
...quali pareti?

a.

Tuesday, September 25, 2007