Thursday, July 16, 2009
Subliminal Idol - Girolamo Grammatico
Tuesday, July 14, 2009
Monday, July 13, 2009
A cosa stai pensando - Daniela Rindi
non ci sei
io che speravo
e tu non ci sei.
Sfoglio con noia il tuo profilo
lascio un messaggio in bacheca
anzi no
meglio una mail.
Che vuoto qui dentro
senza di te
tra un invito ed un evento
digito il mio tempo prezioso.
È strano
sento pure freddo
sarà quella finestra
sempre chiusa.
Mi spiace
ma peggio per te
io non so conviverci
scusa se adesso ti lascio…
Vado su u-tube
Daniela Rindi
[ci sono numerose poesie in account e la voglia di condividerle tutte subito è forte! Ma il progetto prevede ogni lunedì una poesia, quindi vi lascio con questa romantica lirica di Daniela e il vuoto che vi prenderà dopo sarà colmato Lunedì prossimo!]
Friday, July 10, 2009
ARGO - oscenità
Sabato 11 luglio 2009, ore 20.00
Agave - Libreria Bistrot
Via di San Martino ai Monti 7/A
Roma
Agave Avant Garde
appuntamenti con la letteratura, le arti e la vita, dal 28 giugno al 15 luglio 2009
presenta
ARGO XV - Oscenità
Con:
Valerio Cuccaroni - Direttore della rivista Argo, poeta, critico, giornalista
Massimo Paci - Sociologo
Geraldina Colotti - Giornalista de Il Manifesto
Fabio Orecchini - poeta, redattore di Argo
Claudio Orlandi e Maurizio Polsinelli di Progetto Pane - musica e poesia http://www.progettopane.org
Giulio Pompei - vignettista
a cura di Ombretta Moschella e Fabio Orecchini
Info: Tel/Fax 064882134,
fabio.orecchini@argonline.it
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Con in tasca briciole di ideologia camminavamo per le strade delle nostre città. Eravamo molecole violentate a raffica, senza capire esattamente da dove, precisamente da chi. Violentate nell’immaginazione e nei desideri, violentate nelle possibilità e negli imprevisti, violentate nel presente nel passato e nel futuro. Violentate, impregnate e portatrici ogni giorno, noi stesse, di viscida violenza. Violentate senza poter dare un nome a questa violenza. Stavamo a guardare.
Sua Emittenza, testa sintetica, aspettava la morte di un altro governo fragile e zoppo, soffiandoci contro, con sadico divertimento, la sua demoniaca congiura di Palazzo. Si sfregava le mani in seconda serata, in attesa della sua terza orgia di potere. Invano il Grillo parlante, l’Ultimo dei Movimentatori, dopo che anche i girotondi si erano tramutati in gorghi, metteva in guardia i burattini dai Lucignoli del Paese dei balocchi.
Continua a leggere il Diario di bordo
L’ultima fatica di Argo, «Oscenità», è un romanzo di esplorazione on the road attraverso l'Italia, da Sud a Nord e ritorno. Alla sua stesura hanno contribuito il controverso artista Federico Solmi, il repoter d'assalto Fabrizio Gatti, il giullare scomodo Paolo Rossi, i nuovi poeti dialettali - da Domenico Brancale a Edoardo Zuccato -, l'ultimo beat Jack Hirshman, il grande sociologo Massimo Paci, l'ex Cccp Massimo Zamboni, il narratore Vanni Santoni, l'italianista engagé Andrea Battistini, i collettivi Kai Zen, Wu Ming e gli Argonauti, da Roma a Kyoto.
L'uscita di Oscenità è stata segnalata da: D di Repubblica
Thursday, July 09, 2009
Poesie senza Adsl - a present by Filippo Brunamonti
[Filippo Brunamonti, stimato amico e giornalista dalla penna fine, legge e commenta il nostro libro. Emozionati per le meravigliose suggestioni, condividiamo con piacere]Wednesday, July 08, 2009
Tuesday, July 07, 2009
horror vacuo - filippo brunamonti
rubrica di cinema dell’orrore ideata, scritta e curata da
con un disegno di Federico Solmi, un titolo di Daniel Agami e un furto a Franco Battiato
online e su ALIAS,
supplemento culturale al numero de il manifesto,
IN EDICOLA A 2.50 euro in tutto
e d’ora in poi, il sabato a settimane alterne
Monday, July 06, 2009
Tastiera - Curatolo. Grammatico. D'addario
[Dal libro una poesia diventa un video grazie alla magnifica interpretazione di Giovanni D'addario e all'incisvo lavoro di regia di Alessio Maria Claudio Curatolo!
Spero vi piaccia e vi stimoli a mandarmi le vostre liriche cyberpunk!
...guai a chi trovi nella tastiera rotta, una scusa per non scrivere!
Saturday, July 04, 2009
No alle leggi razziali!
Randazzo scrive dell’Impavida eroina
Lo scrive Francesco Randazzo sulla sua rivista online Mirkal.
Scrive anche altre cose de “L’impavida eroina eccetera”. Potete leggerle qui.
Friday, July 03, 2009
Grammatico su Radio Articolo1
[Cliccando sull'immagine ascolterete il mio timbro siciliano sproloquiare su senza dimora, sociale e pacchetto sicurezza! Per gli impazienti: sono il primo a parlare, 5 minuti di grammaticità]Shaker, Pensieri senza dimora
il giornale di strada di Roma
è lieto di invitarvi alla presentazione di
“Senz’arte né parte”
il numero 10 della rivista trimestrale scritta dai senza dimora della stazione di Roma Termini.
Lunedì 06 Luglio h. 19.00
Roma, Isola Tiberina – Isola del Cinema Sala Sergio Leone
Alessandro Radicchi – direttore responsabile di Shaker, Pensieri senza dimora e direttore ONDS
Girolamo Grammatico – coordinatore del laboratorio di scrittura del centro diurno Binario 95
Fabrizio Schedid – consigliere responsabile area inclusione sociale coop. soc. Europe Consulting
“Shaker, Pensieri senza dimora” festeggia l’uscita del decimo numero, dedicato all’arte di chi vive ai margini della società. Giornale di strada nato nel dicembre 2006, il progetto rientra nelle attività del Centro diurno Binario 95 un progetto realizzato grazie al sostegno delle Ferrovie dello Stato, della Fondazione Vodafone Italia e gestito della cooperativa sociale Europe Consulting Onlus. La rivista è scritta principalmente da persone senza dimora, frequentatori del Centro Binario 95 con l'integrazione di alcuni contributo esterni di amici o collaboratori.
“Shaker, Pensieri senza dimora” ed il progetto Binario 95 sono sostenuti da Comune di Roma U.O. Emergenza sociale ed accoglienza, Fondazione Vodafone Italia, Ferrovie dello Stato, ONDS Osservatorio Nazionale sul Disagio e la Solidarietà nelle stazioni italiane, Associazione Enel Cuore, Municipio Roma III e dallo scrittore Stefano Benni.
Per Informazioni
Segreteria di redazione “Shaker, Pensieri senza dimora”
Girolamo Grammatico Tel 0647826360
stampa@shaker.roma.it
www.shaker.roma.it
Il pacchetto sicurezza è legge
Dunque il decreto legge sulla sicurezza da qualche ora è legge. Con 157 voti favorevoli, 124 contrari e tre astenuti il Senato ha approvato in via definitiva il cosiddetto pacchetto sicurezza del governo.
Da oggi essere clandestini è un reato. Vale per tutti. Per chi entra nel territorio via mare o via terra a rischio della propria vita, per chi ha perso il lavoro e quindi il permesso di soggiorno, per chi vive e lavora senza alcun riconoscimento e senza alcun diritto perché straniero irregolare, per chi è nato in Italia qui è sempre vissuto ma non ha presentato la richiesta di cittadinanza nell’anno successivo al compimento dei diciotto anni di età e in questo modo ha perso il diritto a essere riconosciuto per quello che è, cioè cittadina o cittadino italiano.
La criminalizzazione della clandestinità è una novità per l’Italia del dopoguerra che introduce un reato legato all’identità violando così - come sostiene il giurista Luigi Ferraioli - il principio della legalità penale secondo cui il reato è legato a ciò che si fa e non ha ciò che si è. Un passo indietro che ci riporta alle leggi del 1938.
E se la clandestinità è un reato – dice la nuova legge - chi esercita funzioni di pubblico ufficiale ha l’obbligo di denunciarli. Chiunque si presenta a uno sportello di un ufficio pubblico, dunque, lo fa a proprio rischio e pericolo. Ospedali compresi. Non lo sa ancora Abou, nato meno di un mese fa all’ospedale Fatebenefratelli di Napoli, ma sua madre Kante sì. La sua colpa è stata di partorire senza avere i documenti in regola. Per questo l’ospedale l’ha denunciata e per questo ha rischiato di perdere il piccolo Abou. Non lo ha potuto allattare, ma oggi – proprio mentre il Senato votava il pacchetto sicurezza – ha ricevuto il permesso di soggiorno, quello che aspettava in quanto richiedente asilo politico da circa un anno. Così mentre i suoi compagni di sventura in virtù della nuova legge si sono trasformati in criminali, lei all’improvviso è tornata a essere una persona onesta.
Il giro di vite contro gli immigrati colpisce anche i matrimoni misti, al punto che un gruppo di intellettuali (da Andrea Camilleri a Dacia Maraini, da Moni Ovadia a Gianni Amelio) hanno lanciato un appello “contro il ritorno delle leggi razziali in Europa”: Con tale divieto si impedisce, in ragione della nazionalità, l’esercizio di un diritto fondamentale quale è quello di contrarre matrimonio senza vincoli di etnia o di religione; diritto fondamentale che in tal modo viene sottratto non solo agli stranieri ma agli stessi italiani.
Ma non commette reato solo lo straniero che soggiorna o entra nel nostro territorio senza il permesso di soggiorno. Commette reato chi affitta loro una casa. D’altra parte si sa, ai fantasmi non serve. Basta un ponte, un vagone in disuso, una panchina sfuggita ai rigori dei sindaci sceriffi, una baracca ai margini dei campi dove raccolgono i pomodori o dei cantieri dove lavorano e qualche volta muoiono, proprio come gli italiani in carne e ossa.
Con il pacchetto sicurezza arriva quella che qualcuno ha chiamato senza tanti giri di parole la “tassa sul negro”. Fino a duecento euro per pagare il permesso di soggiorno (ogni volta che viene rinnovato) e l’acquisizione della cittadinanza. Non è una tassa, dicono i sostenitori del provvedimento, ma un contributo. Sarà, ma i contributi obbligatori in Italia si chiamano tasse. Saranno devoluti alle politiche per l’immigrazione. In altre parole, saranno gli stessi immigrati a pagare gli interventi statali a loro favore. Compresi forse i costi dei CIE, i Centri di identificazione ed espulsione che prendono il posto dei CPT, centri di permanenza temporanea, dove gli immigrati clandestini potranno essere rinchiusi anche per sei mesi senza processo in attesa di essere rispediti a casa. Dei luoghi di privazione della libertà, come le carceri, con mura di cinta e filo spinato.
Per garantire la sicurezza ai cittadini, oltre ai carabinieri, alla polizia, all’esercito (che il ministro Maroni aveva mandato nelle città) e alla Guardia di Finanza arrivano anche i “volontari per la sicurezza”, cioè le ronde. Senza divise e senza simboli di partiti politici, senza possibilità di intervenire direttamente, ma solo con il compito di segnalare le illegalità alle forze dell’ordine.
Il decreto sicurezza non riguarda solo gli stranieri irregolari. Nel mirino del governo anche il danneggiamento, deturpamento, e imbrattamento delle cose altrui, il decoro delle pubbliche vie e l’occupazione di suolo pubblico. In altre parole, i graffitari. Poi ci sono le aggravanti per i reati commessi su anziani e disabili e norme più severe per l’uso di minori per l’accattonaggio.
Tra tante novità c’è anche un ritorno: il reato di oltraggio a pubblico ufficiale. Evidentemente considerato più grave del reato di falso in bilancio depenalizzato recentemente dal governo Berlusconi.
Infine la lotta alla mafia prevede l’inasprimento del carcere duro. Il cosiddetto 41bis, maggiori controlli sugli appalti e lo scioglimento anche degli organi amministrativi e tecnici dei comuni in caso di infiltrazione mafiosa.
Con la nuova legge l’Italia è più sicura secondo il Governo e il Parlamento che l’ha votata. “Non è un provvedimento razzista” ha detto il ministro dell’interno Roberto Maroni.
Ma dalla Chiesa arrivano giudizi diversi. "I migranti hanno il diritto di bussare alle nostre porte – scrive il presidente del Pontificio consiglio della pastorale per i migranti, monsignor Antonio Maria Veglio. Basta demonizzare e criminalizzare il forestiero. L'arrivo dei migranti non è certo un pericolo". Mentre per il segretario del pontificio Consiglio, monsignor Agostino Marchetto la nuova legge porterà "molti dolori e difficoltà agli immigrati".
Fonte: Articolo21
3 luglio 2009
Thursday, July 02, 2009
AREAMAG al THE PLACE

AREAMAG in concerto al THE PLACE
via alberico II (vicino castel sant'angelo) Roma
ore 22 INGRESSO GRATUITO
Tuesday, June 30, 2009
Il Bit dell'Avvenire - Anonima Scrittori
*la scadenza per l'invio dei racconti (15 Agosto 2009) è provvisoria. Riceverete comunicazioni nelle prossime settimane.
Che si tratti di comunicazione, di genetica, di elettronica, di nanoparticelle, di viaggi spaziali o nel tempo il tema di questo progetto è semplice : il rapporto dell’uomo con le (nuove) tecnologie. Non cerchiamo saggi e brevetti scientifici, ma - come al solito - storie. Racconti di vita vissuta, sognata o solo vagheggiata. Lo stupore della scoperta e la paura dell’ignoto, la speranza e la preoccupazione per il futuro. Ce n’è per tutti.
Fatevi sotto.
L’obiettivo - lo diciamo subito - è ambizioso. L’idea è quella di produrre una raccolta di racconti che veda - fianco a fianco - testi di professionisti della scrittura con quelli di autori più o meno esordienti. La possibilità di pubblicazione, non solo elettronica, del risultato di tanto sforzo sarà direttamente proporzionale alla qualità dei testi che riceveremo. Inutile fare promesse. Stiamo contattando autori affermati per inserirli nel progetto e case editrici che possano essere interessate. Tutte le evoluzioni in tal senso saranno comunicate tramite la nostra newsletter “in forma anonima”.
Il primo risultato lo abbiamo già raggiunto: Antonio Pennacchi sarà il supervisore di questo progetto, qualità e serietà sono garantite, bisogna solo scrivere, scrivere, scrivere. Come al solito i racconti - di lunghezza compresa tra le 12.000 e le 15.000 battute - andranno inviati, come di consueto, all’indirizzo raccontiATanonimascrittori.it accompagnati da una mail in cui si dichiari che il racconto è opera inedita dell’autore e che si autorizzi l’Anonima Scrittori all’utilizzo del racconto in tutte le sedi e modalità che riterrà opportune, previa anche modifica ed editing dello stesso. L’autore si assume inoltre la responsabilità integrale dei contenuti della sua opera liberando espressamente l’Anonima Scrittori da ogni responsabilità civile o penale. L’autore, che resta in ogni caso proprietario del racconto pubblicato riservandosi il diritto di cederlo anche a terzi, ai sensi e per gli effetti del decreto legislativo n. 196/03 e successive modificazioni e integrazioni, dichiara di autorizzare espressamente la redazione del concorso al trattamento dei propri dati sensibili, sia in forma cartacea che elettronica, dichiarando sin da ora di liberare da qualsivoglia responsabilità la redazione dell’Anonima Scrittori.
Ultima precisazione: le 12000/15000 battute sono puramente indicative. Fate però attenzione che una lunghezza maggiore può pregiudicare la tenuta narrativa del racconto, quindi - prima di inviare un racconto più lungo - lavorate di cesoie per potare le parti superflue. Una lunghezza minore può “accorciare il respiro” della storia. Fate voi.
Inizio:
venerdì 12 giugno 2009 alle ore 0.05
Fine:
sabato 15 agosto 2009 alle ore 3.05
Luogo:
www.anonimascrittori.it
E-mail:
racconti@anonimascrittori.it
Sunday, June 28, 2009
Android Ballerina - Luca Oleastri
Saturday, June 27, 2009
Thursday, June 25, 2009
Precari
ore 19.30 _ Presentazione del libro La legione romana degli Arditi del Popolo (Purple Press, 2009) di Valerio Gentili
ore 21.30_Reading di Scrittori precari Letture di Andrea Coffami, Luca Piccolino e Gianluca Liguori.
Con la speciale partecipazione precaria di: Luca Moretti, autore di Cani da Rapina; Dario Morgante, autore de La compagna P38
Tuesday, June 23, 2009
Monday, June 22, 2009
Strassendorf - Agostino Cornali
anche qui, sai, si vive benecol digitale terrestre e la banda larga
anche qui si può crescere un figlio
a cui insegnare a guidare senza finire nel canale
quand’è inverno, e c’è nebbia
poi la domenica stiamo insieme,
dopo la messa ci sediamo fuori dal bar
a guardare i camion
passar sulla statale
oppure in bicicletta andiamo nei campi,
verso sud, e possiamo arrivare
fino al mare
anche qui si vive bene,
la sera stiamo in casa a guardar la televisione
e a volte ci sembra
di essere altrove
Agostino Cornali
[Uno dei regali di questo progetto è l’incontro con sconosciuti che si concretizza nella condivisione di versi. È innegabile non notare come non si aderisca solo a partecipare ad un gioco di poesie in rete, ma come spesso si doni parti del proprio vissuto. Ed il valore di questo meta livello che onora il nostro progetto provocazione.
Ritorna quindi l’invito a cliccare sull’immagine alla vostra destra (l’uomo con la testa a forma di presa) e a mandare la vostra poesia senza adsl!]
Friday, June 19, 2009
subliminal idol
[Intanto condivdo con voi un meravigliso regalo invatomi!
Correva perché Giovanni lo stava inseguendo o almeno così si diceva. Pare che l’avesse preso in giro o si fosse messo di nuovo a tirare la coda all’asino. Altri dicevano che correva perché c’era Luisa che usciva da messa con la mamma, e lui la voleva vedere. Non si sa bene perché, ma correva, e questo è un dato di fatto. Inciampò in un sasso o una radice o nei suoi piedi scalzi, vai a sapere, inciampò come decine di altre volte e cadde.Non si rialzò però quella volta, e un rivolo rosso e appiccicoso iniziò a segnargli la fronte.Lina lo vide per prima e per prima urlò “mamma”. Accorsero tutti. Figlio mio, figlio bello, apri gli occhi a mamma, fai vedere gli occhietti belli. Figlio mio figlio bello, fai sentire la tua vocina bella a mamma, dimmi qualcosa che te la porto. Vuoi l’uovo? Te lo vado a prendere… non gli fate male, per carità portatelo piano. Figlio mio, figlio bello, apri gli occhietti a mamma che sono qui, dimmi che vuoi, che ti serve.
Seguiva i soccorritori come una pazza e accarezzava la fronte, la mano, i piedi di quel corpicino esile tra le braccia di uomini tanto grandi. Baciava a caso gambe e braccia che cascavano senza vita e baciava la terra, la pelle i capelli il sangue, chè se gli faceva sentire la sua voce li apriva gli occhi, sicuro, sempre si svegliava quel figlio quando lo chiamava la mamma.
Le sorelle urlavano Rosà, Rosà non la fare preoccupare a mamma, apri gli occhi, Rosà dici qualcosa.
Ma Rosario non diceva niente e stava lì, con le braccia penzoloni come il Cristo in grembo alla vergine nella pietà della chiesa.
Lo portarono sul letto tra gli strilli e la solita litania. Figlio, Rosà, occhi, mamma, voce. Niente, non serviva niente. Gli lavarono la fronte e accesero tutte le luci che forse così si sarebbe svegliato ma di lì a qualche ora il suo corpicino iniziò a tremare convulso, come i vitelli che sono appena nati e c’hanno l’intera placenta ancora addosso.
Lucia se lo abbracciava e pregava la madonna che lei è mamma e lo sa cosa vuol dire avere un bambino che forse muore. E pregava i santi, tutti quelli che ricordava che magari qualcuno si offendeva, e pregava anche Dio che se era buono non se lo prendeva il suo pupo, ne aveva già tanti in cielo a che gli serviva proprio il suo? Non che mancasse la prole in casa, c’erano quattro femmine e Grazia di Dio c’era pure un altro maschio più grande, che però era sempre serio serio e stava sempre per i fatti suoi e non diceva mai niente, e invece quel figliolo Rosario, era la gioia della sua mamma, se l’abbracciava le diceva ti voglio bene nell’orecchio prima di dormire ed era bello come gli angioletti che stavano sulla cappella in chiesa.
Lucia se lo stringeva e non dormiva, gli faceva ingoiare a forza il brodo e gli cambiava le bende. Tre giorni così, poi si alzò la mattina e pulì tutta casa, gli occhi cupi come la cavalla quando qualcuno si avvicina al puledro. Andò nel pollaio e tirò il collo alla gallina più grassa e tronfia, quella che a natale ci doveva fare la cena. Un gesto secco e risolutore, senza riflettere, davanti agli occhi di Lina, la piccola, che se la sognava la notte la gallina, profumata di verdure e aromi e con la carne buona, non come il bianco dell’uovo che non sapeva di niente. Tirò il collo alla gallina e prese Lina e la mise sulla sedia vicino al fratello.
“Di qui adesso non ti muovi, ripeti”
“Di qui adesso non ti muovi”
“No a mamma, tu non ti muovi”
“Va bbene”
“E se si sveglia o dice qualcosa, corri con tutto il fiato alla terra vecchia, alla capanna di Zi Seppina e me lo vieni a dire”
“Non andare da Zi Seppina che mi fa paura non ci voglio venire fin lì”
“No gioimamma, tu stai qui, ma se si sveglia me lo vieni a dire e devi essere contenta, non avere paura”
Si mise lo scialle e andò dritta dritta alla casupola della magara, quella che quando passava in paese il parroco si faceva il segno della croce e diceva ai fedeli che era la moglie del demonio. Ma Zi Seppina tutta vecchia e rattrappita com’era si mise la gallina sotto il braccio e disse che quella era una storia del corpo, e che c’entrava lei, non era una magaria, non ci poteva fare niente.
“Ridammi la gallina”
Occhio torvo da malocchio.
“Tieniti la gallina ‘ngul a mammeta”
Non tornò a casa ma andò dal dottore.
La casa era enorme e pulita con la luce che si accendeva con un interruttore bianco sul muro, bianco come ogni cosa lì dentro, anche il vestito del medico. Lucia c’aveva paura di quell’uomo che parlava una lingua precisa e pulita e voleva i soldi di carta che c’avevano una faccia barbuta sopra, mica si accontentava di un pollo, chi gli è muort’, che pure lei con quello ci sfamava i figli.
Entrò con gli occhi alti e senza intimidirsi davanti a quella ragazzetta che c’aveva le ginocchia bianche scoperte e le diceva “desidera?”
“Voglio il dottore”
E da dietro comparve lui, alto che pareva più alto da tanto che alzava il naso.
“che succede signora”
“mio figlio sta male e sta morendo e voi lo dovete salvare se siete un dottore. Io non c’ho niente, c’avevo una gallina e se l’è fregata la magara, voi me lo dovete salvare questo piccolo”
Se l’era studiata per strada la frase, riesumando l’italiano più compito che era riuscita a mettere insieme. Gli aveva detto proprio così, “voi me lo dovete salvare” e si sentiva come quelle donne eleganti che si vedevano nei film della parrocchia il venerdì sera e parlavano di politica e di amore e non avevano mai figli.
Voi me lo dovete salvare. E nella perfezione di quella frase le sembrava di averlo già salvato Rosario.
Il risveglio
Odore di erba e di ulivi e di mandorli e di fiori. Solo alla terra dell’Angolo c'è quel profumo e solo in primavera matura, quasi estate. Vento e foglie e insetti sul corpo. Voci. Mamma, Lina, Giovanni, qualche volta perfino papà, strano, forse è successo qualcosa.
Forse mi alzo e corro a casa che certo è successo qualcosa.
Occhi chiusi.
Forse mi stanno cercando, da quanto sono qui? Mo mi alzo, sicuro, mi alzo e corro.
Vento sulla fronte, un po' umido.
Eh si che è strano perche il vento non viene dalla marina oggi, ma bo, forse le piante, forse torno a casa che forse è ora... se solo riesco ad aprire gli occhi… ma si sta così bene...
Mano. Un insetto strisciava piano sulla mano e la scuote per toglierlo, ma non va via. Una formichina indubbiamente.
"Ricordati Rosà che non ci devi andare mai in America, che lì ci stanno le formiche quelle grosse e rosse e ti mangiano le mani"
Mi mangerà la mano.
Devo tornare a casa
Via formica!!!
"rosse e giganti Rosà, giganti come ninnella la gallina quella che c’avevi da piccolo, te la ricordi?"
Ninnella coccodè, ninnè io non ti volevo fare lessa, ma c'avevamo fame.
La formica lessa, che schifo, vento, insetti, voci, la marina.
Che stavo pensando?Ah si mo vado a casa, mi chiamano, mo proprio...
... apro gli occhi.
Una lacrima sulla mano, non era una formica. Calda, silenziosa, strisciava dall'attaccatura del polso fino all'incavo tra l'indice e il medio facendo il solletico.
"Oi ma’ che è successo?Perchè stai piangendo?"
"Rosà..."
"Ma’, che c'è, non mi fare spaventare"
"Figlio mio... Rosà… c'ha fatto la grazia... LINAAA, LINAAA Lina chiama tutti, s'è svegliato, s'è svegliato... lo sapevo io che la madonna non me lo faceva sto sgarro, altro che dottore e la sua febbre cerebrale, altro che quell'uccellaccio del malaugurio del prete e pure l’estrema unzione t’ha fatto! LINAAAAAAAA chiama tutti che la madonna c'ha fatto la grazia"
e poi mani e bocche d'appertutto. Testa collo braccia figlio. Lacrime invadenti come decine di formichine strisciavano piano dal colletto sulla schiena in un abbraccio soffocante. Figlio.
Gli occhi scuri e materni erano pieni di lacrime e sembravano proprio quando sul guscio della mandorla ci si ferma la resina appiccicosa. Figlio e Rosà, Rosario... le mandorle sono dolci, sono buone, solo poi
"che dici mamma?"
"lasciatelo respirare, che mo s'è svegliato!!!"
"si, si lasciatelo respirare"
"Rosà, ma quindi non muori più?"
Lina la piccola lo guardava curiosa da sotto il letto
"io già avevo detto le preghiere, va bè le tengo per un altra volta"
Perchè morire, che dicono tutti? quando muori vai sotto terra e i vermi ti mangiano, quando muori le formiche rosse ti assalgono e tutto è nero... o è come la terra all’Angolo...
"che dici mamma?"
”Niente niente gioia mia, sei stanco, ti devi riposare, vado a preparare qualcosa di caldo e tu riposa, che dopo dobbiamo andare al santuario ad accendere i ceri e la devi ringraziare di persona, non sia mai s'offende.”
"chi?"
"la madonna!!!!!"
Linaaaa, manda via tutti che si deve risposare e vieni a darmi una mano in cucina.
Silenzio. La madonna. Ho dimenticato qualcosa, ricorda ricorda ricorda. Stavo all’Angolo sull'erba, pensavo a Luisa... no alle formiche... ricorda ricorda ricorda... che c'entra la madonna? perchè dovevo morire? ricorda ricorda ricorda
Le voci si confondevano, faceva fatica a tenere l'attenzione fissa su una cosa, guardava il muro e seguiva il percorso di un ragnetto verso l'angolo della parete.
Dopo qualche ora sentì la voce che lo chiamava dalla cucina. Papà in piedi sulla porta occhi morbidi e incerto sul piede cui appoggiarsi.
papà non è in campagna ma l'asina è pronta, papà non mi parla quasi mai.
"ci hai fatto spaventare, non lo fare più"
"Va bbene" con la e bella tonda come aveva detto la maestra a scuola
"Rosario la e deve essere precisa, un secondo netto, come quando tagli un filo "e" senza strascichi. Cos'è uno strascico?"
"lo vuoi o no Rosà?"
"cosa mamma?"
Risatina tesa e preoccupata. "Rosà mo proprio te l'ho chiesto, lo vuoi un poco di riso con il pollo che ti fa bene?"
"Si che lo voglio"
"ahahaha, Rosario dorme ancora come prima anche se ha gli occhi aperti e sta in piedi invece che sul letto"
"Lina vattene in camera e non dire ste cose, che rosario è un po' stanco ma.....
Stavo sul letto e dormivo, era un sogno all’Angolo. La madonna devo ringraziarla che mi sono svegliato...
"è vero Rosà?"
"si certo mamma"
non sapeva cosa gli avesse chiesto, ma non voleva chiedere un’altra volta “che c’è”.
Il riso caldo non sapeva di molto. Il pollo era più buono, ninnella la gallina faceva coccodè, faceva le uova e tutte le mattine lui se ne prendeva una calda calda da sotto il culo piumoso per fare colazione, ma di nascosto e ogni giorno mamma bestemmiava che non trovava mai un uovo e a quella gallina prima o poi gli tirava il collo che tanto era inutile e di uova non ne faceva...
"... capito?"
"si, certo mamma" chissà che aveva detto
sguardo interrogativo, ora un po' spaventato
"Rosà se hai capito perchè stai ancora lì impalato e non ti metti le scarpe?"
”Si, si, subito mà, stavo pensando a una cosa”
"A cosa?"
"non me la ricordo più"
Sguardo ancora più preoccupato, speriamo che la madonna non c'ha messo la fregatura in questa grazia.
Tuesday, June 16, 2009
Monday, June 15, 2009
Autismo cibernetico - A. Sollai
il mio pensiero in forma di bit.
Post di soliloqui in wi-fi,
illusione di comunicazione.
Immerso nel cyberspazio,
eppure sempre isolato,
il mio link non condurrà
mai nessuno alla mia anima,
come nessun link mi condurrà
alle anime altrui.
Saturday, June 13, 2009
Gheddafi alla Sapienza
Cari tutti,
vi invio i link ai video che ho registrato il giorno in cui Gheddafi 'ha incontrato gli studenti' all'Università La Sapienza.
Le immagini parlano da sole.
Risposta di Gheddafi sui diritti e le sorti dei rifugiati e richiedenti asilo una volta respinti in Libia :
Interventi censurati, complice in rettore il quale mi aveva esplicitamente detto che tutti avrebbero potuto fare domande. La ragazza dell'Onda inizia l'intervento che viene interrotto dopo pochi secondi...io avevo il microfono in mano, ma 'la regia' non mi dava la linea:
ps.vi risparmio la parte in cui Gheddafi parla di democrazia...ma a chi dovesse interessare ho anche quella.
A presto,
Luisa
Friday, June 12, 2009
Senza Adsl - Gaetano Messineo
nella linea che latita,
nella barra che lenta
ci richiude la porta,
e uno sguardo apatico
verso lo schermo muto
ci scollega al mondo.
Passa il tempo cadendo
in questo spazio senza input
con lentezza indicibile
la pagina morente si spegne vuota
impossibile connettersi!
Thursday, June 11, 2009
Senza Titolo - Giulio Vaccaro
I
Rinfrescano i platani sul Lungotevere Oberdan.
La pioggia ha lasciato occhi, freschi di mare,
sui viali, per osservare gli uomini ed i loro vestiti.
E c’è, sotto due fronde cristallo,
un uomo sconosciuto
col doppio petto magro
sopra lo sterno,
che rinfresca
la lana calda del vestito
sopra la strada;
Minuto,
quasi un macchia delicata
Si rotola in cerca del letto
Nel cielo più guercio.
C’è del fresco,
e la piccola nota umana
assaggia quell’umido
con le ginocchia ed il vestito
di lana lacustre.
Poi,
piovoso,
masticato in mollezza
Dal mare cittadino,
si struscia sotto un platano
più fresco,
luccicante e bagnato,
strusciando il tallone
in cerca d’un altro letto
meno nautico.
E,
fiacco,
nel parco
di viale Mazzini,
ricade.
Poche le barche
Attorno Venezia:
Le macchine illuminano
Attorno i giardini,
nell’ombra del tuono
che lo mantiene statua ellenica
per qualche ora .
Una città gli dorme di fianco:
quasi gli bacia
le pieghe bollenti della fronte.
La giacca è più fresca,
color polmonite,
lana calda che puzza di cielo.
II
Ora ha la febbre,
ma la porta come un vestito
del colore dei gerani;
Questo picaro l’indossa sopra una strada,
quasi davvero avesse una pelle di chiffon,
all’ultimo grido.
Egli indossa una giacca
di febbre,
color polmonite,
ultimo grido di mare, come un naufrago.
Ha mani gonfie di vene che battono a tempo
E suono di campane dentro le tempie.
La bianca bufera – che i lampi l’imbiancano –
Si pianta tra la mussola de le fronde,
luccicando come una lama.
Dagli asfalti viene
Il suono randagio dell’acque,
il clangore morto delle sentine,
e le fogne hanno suoni
ipnotici, come il maestoso inconcepibile.
“Vieni a morire, quando suona la gran cassa
Del sole.” Dicono gli scoli, mentre si perdono.
“Suona la banda di Belzebù
i suoi assoli, con timpani d’orrendo amore.”
Il vento da schiaffi,
in faccia al picaro svenuto.
Gli butta l’acqua verminosa
sopra le palpebre e il labbro sbiancato.
Ha la febbre, la bocca una fornace:
gli vien da rinfrescarsi, o morirebbe.
Sente un caldo da trapasso
sopra i fiori oculari
e la luce che rincasa
tutto attorno i giardini
Poi, aggrappato a una panca
di tenero granito, s’affoga
di bollori
E lì s’addormenta
rovesciato
sotto la bella frescura del parco.
III
Sepolture svuotate
Dalle processioni, hanno un gusto discreto
Come disinfettato. Le preture
Non mettono il naso
nelle bare sconosciute.
Lanterne sono i nomi dei morti,
che raccolgono attorno come
insetti le lacrime.
Cerimonia d’ufficio, per il naufrago
Estatico. Egli ha combattuto
tutta notte coi diavoli, e sognando
agli empori elettronici
i congelatori.
Ci son chiacchiere unte
Da quell’urna vicina.
“Di chi è questo loculo? Non ha fiori.”
“Oh si, c’è della polvere
Di garofani che ancora
Manda odore”
Così, celebro un naufrago sconosciuto:
grande lirico che non ha penna.
Egli scrisse poesie morendo,
egli scrisse poesie con la temperatura della fronte,
scrisse versi cadendo in ginocchio
e morendo. Quando attorno
gli arroganti prendono pasticche
per l’ispirazione.
Wednesday, June 10, 2009
IO NON RESPINGO - manifestazione a Roma
IO NON RESPINGO.Manifestazione nazionale a Roma il 10 giugno
Oltre 50 eventi in tutta Italia.
Per rispondere alla visita di Gheddafi in Italia avevamo un lanciato un appello di mobilitazione nazionale, per dire no ai respingimenti e al Trattato Italia-Libia. La risposta è stata altissima.
Dal 10 al 20 giugno, la rete spontanea nata intorno a "Fortress Europe", a "Come un uomo sulla terra" e all'associazione Asinitas Onlus, è riuscita ad organizzare 55 eventi in 35 città italiane per dire "Io non respingo". Maroni prenda nota. È il benvenuto che una parte sana dell'Italia riserva alla visita del dittatore libico Gheddafi. Manifestazioni, presìdi, dibattiti e proiezioni del film. Da Cagliari a Milano, da Agrigento a Varese.
Conosciamo quale destino attende gli emigranti e i rifugiati respinti al largo di Lampedusa e imprigionati in Libia. E non possiamo rimanere indifferenti.
A coronamento di tutto ciò, abbiamo indetto una grande manifestazione il 10 giugno a Roma in Piazza Farnese. A partire dalle 18:00, proprio nelle stesse ore in cui Gheddafi sarà ricevuto dal premier a Palazzo Chigi. Alterneremo reading di testimonianze sulla Libia a poesie, intermezzi musicali a momenti di informazione e di riflessione.
Ci saranno Ascanio Celestini, Andrea Satta, il coro multietnico Casilino 23, Moni Ovadia, Andrea Pandolfo, Monserrat, Igiaba Scego, gli studenti della scuola di italiano Asinitas e altri scrittori, giornalisti, e attori teatrali. Fortress Europe mostrerà al pubblico le foto scattate nei campi libici.
Sempre in piazza Farnese, alle 21.00 proietteremo all'aperto il documentario "Come un uomo sulla terra", con la presenza degli autori. All'iniziativa ha aderito Amnesty International - sezione italiana.
Il sit-in e la raccolta delle firme per la petizione sulla Libia, inizieranno a partire dalle 16:00,
con un'iniziativa promossa dalle scuole di italiano Asinitas Onlus, Associazione Comboniana Servizio Emigranti, Insensinverso, Cotrad Didattica Teatro, Focus Casa dei Diritti Sociali, Di 28 ce n'è 1.
Questa e-mail arriverà a 30.000 persone in tutta Italia.
Chiediamo ad ognuno di voi di partecipare numerosi a queste giornate di mobilitazione, nate in modo spontaneo da una ricca rete di associazioni e individui che resistono quotidianamente all'imbarbarimento della civiltà giuridica e umana di questo paese.
La campagna IO NON RESPINGO è promossa da Fortress Europe, dall'associazione Asinitas Onlus, dagli autori di "Come un uomo sulla terra" (Andrea Segre, Riccardo Biadene e Dagmawi Yimer).Per aderire alla campagna: gabriele_delgrande@yahoo.it
Per maggiori informazioni:
http://comeunuomosullaterra.blogspot.com
La lista completa delle 55 iniziative di "Io non respingo"
http://fortresseurope.blogspot.com/2006/01/io-non-respingo-il-programma-della.html
Il kit informativo su sbarchi e Libia da distribuire nelle piazze
http://fortresseurope.blogspot.com/2006/01/io-non-respingo-campagna-nazionale-dal.html
Lo speciale sulla laurea honoris causa in giurisprudenza conferita a Gheddafi
http://fortresseurope.blogspot.com/2006/01/gheddafi-al-dittatore-una-laurea.html




