Thursday, July 16, 2009

Subliminal Idol - Girolamo Grammatico

Idea: da un soggetto di Giulio Mozzi.
Genesi: QUI!
Madonna dell'Equilibrio: Nell’anno 1967 un monaco cistercense delle Frattocchie a Roma, mentre in soffitta riordina oggetti fuori uso, trova una lastra di bronzo col rilievo di una orante: l’Alma Aequilibri Mater, Santa Maria dell’equilibrio. Vi è raffigurata una Madonna che si mantiene in equilibrio ritta in piedi con le mani allargate. L’anno successivo un dipinto a colori di tale immagine viene donato al Papa. Quando Paolo VI la vide, ne fumolto consolato ed esclamò: «Ah, proprio quella che ci vuole!», sentendosi incoraggiato nel difficile compito di guidare la Chiesa in un momento assai travagliato. Ne esiste una sola rappresentazione dipinta a colori su tela dal Fratel Armando Panniello viene conservata nell'Abbazia Cistercense di Frattocchie (Roma).
Madonna dello Gibbione: Un contadino sicilano viveva nell'entroterra del'isola. Ogni anno, verso settembre, molti suoi concittadini tornavano dal mare lodandone la bellezza. Ogni anno, lui acoltava silenzioso, ogni volta. Un giorno, non si sa come, non si sa perchè, mentre al bar un consigliere comunale parla della località balneare dov'era stato con la famiglia, lui, mogio mogio, chiede: Ma com'è stu mare? Tutti si stupirono di sentirlo parlare. Il consigliere sopesò bene larisposta. Il contadino non aveva studiato, non era mai uscito dal paese, non guardava la televisione, insomma, descrivere il mare ad una persona così era difficile. dopo una lunga pusa carica di aspettative, il consigliere si decise a parlare.
Il mare, mio caro, è come una grande Gebbia!
il contadino annuì.
L'anno successivo, in un giorno di giugno, quando il caldo cominciava a farsi sentire, all'alba, il contadino posò la zappa, chiuse casa e si avviò lungo la statale in direzione del mare. Camminò per tutto il giorno facendo solo una sosta a base di vino e formaggio. Verso sera, all'imbrunire, arrivò in un paese. Chiese dove fosse il mare e gli indicarono la direzione. Si mosse placido tra le case, si avviò su una duna di sabbia e lo vide. Per la prima volta.
"PUTENZA DI LU GIBBIUNE" disse esterrefatto.
Bonus track: L'incidente.
Editore: 18.30edizioni.
Book Trailer: in arrivo!

Monday, July 13, 2009

A cosa stai pensando - Daniela Rindi

In chat niente pallino

non ci sei

io che speravo

e tu non ci sei.

Sfoglio con noia il tuo profilo

lascio un messaggio in bacheca

anzi no

meglio una mail.

Che vuoto qui dentro

senza di te

tra un invito ed un evento

digito il mio tempo prezioso.

È strano

sento pure freddo

sarà quella finestra

sempre chiusa.

Mi spiace

ma peggio per te

io non so conviverci

scusa se adesso ti lascio…

Vado su u-tube



Daniela Rindi


[ci sono numerose poesie in account e la voglia di condividerle tutte subito è forte! Ma il progetto prevede ogni lunedì una poesia, quindi vi lascio con questa romantica lirica di Daniela e il vuoto che vi prenderà dopo sarà colmato Lunedì prossimo!]

la letteratura come piace a noi























Friday, July 10, 2009

ARGO - oscenità

[percezione sociopatica, purtroppo non potrà esser presente e se ne rammarica, visto che teneva tanto a questo numero di ARGO. Invita, comunque, tutti ad andare e a comprare ARGO, ma non una copia: 5/6, 10 copie. Una la regalerete a me che non posso prenderla e le altre ai parenti, affinchè leggano e s'illuminino]
Sabato 11 luglio 2009, ore 20.00

Agave - Libreria Bistrot
Via di San Martino ai Monti 7/A
Roma

Agave Avant Garde
appuntamenti con la letteratura, le arti e la vita, dal 28 giugno al 15 luglio 2009

presenta

ARGO XV - Oscenità

Con:
Valerio Cuccaroni - Direttore della rivista Argo, poeta, critico, giornalista
Massimo Paci - Sociologo
Geraldina Colotti - Giornalista de Il Manifesto
Fabio Orecchini - poeta, redattore di Argo
Claudio Orlandi e Maurizio Polsinelli di Progetto Pane - musica e poesia http://www.progettopane.org
Giulio Pompei - vignettista

a cura di Ombretta Moschella e Fabio Orecchini

Info: Tel/Fax 064882134,

fabio.orecchini@argonline.it

Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.




Eravamo strabiliati. Abitavamo in luoghi diversi, ma le immagini e le parole, che ci penetravano violentandoci senza tregua, erano le stesse. In intimi silenzi coltivavamo piccole frustrazioni domestiche e quotidiani entusiasmi.

Con in tasca briciole di ideologia camminavamo per le strade delle nostre città. Eravamo molecole violentate a raffica, senza capire esattamente da dove, precisamente da chi. Violentate nell’immaginazione e nei desideri, violentate nelle possibilità e negli imprevisti, violentate nel presente nel passato e nel futuro. Violentate, impregnate e portatrici ogni giorno, noi stesse, di viscida violenza. Violentate senza poter dare un nome a questa violenza. Stavamo a guardare.

Sua Emittenza, testa sintetica, aspettava la morte di un altro governo fragile e zoppo, soffiandoci contro, con sadico divertimento, la sua demoniaca congiura di Palazzo. Si sfregava le mani in seconda serata, in attesa della sua terza orgia di potere. Invano il Grillo parlante, l’Ultimo dei Movimentatori, dopo che anche i girotondi si erano tramutati in gorghi, metteva in guardia i burattini dai Lucignoli del Paese dei balocchi.

Continua a leggere il
Diario di bordo

L’ultima fatica di Argo, «Oscenità», è un romanzo di esplorazione on the road attraverso l'Italia, da Sud a Nord e ritorno. Alla sua stesura hanno contribuito il controverso artista Federico Solmi, il repoter d'assalto Fabrizio Gatti, il giullare scomodo Paolo Rossi, i nuovi poeti dialettali - da Domenico Brancale a Edoardo Zuccato -, l'ultimo beat Jack Hirshman, il grande sociologo Massimo Paci, l'ex Cccp Massimo Zamboni, il narratore Vanni Santoni, l'italianista engagé Andrea Battistini, i collettivi Kai Zen, Wu Ming e gli Argonauti, da Roma a Kyoto.

L'uscita di Oscenità è stata segnalata da: D di Repubblica

Thursday, July 09, 2009

Poesie senza Adsl - a present by Filippo Brunamonti

[Filippo Brunamonti, stimato amico e giornalista dalla penna fine, legge e commenta il nostro libro. Emozionati per le meravigliose suggestioni, condividiamo con piacere]



"io ho una vita solo quando sto bene, non so tu. ho letto il libro dunque snocciolo la verità: è sadicamente bello ed elegante ed introflesso e ormonale e pieno di sali che senza ragione mi tolgono sete per le cose scritte da altri e mettono voglia di sfamarmi di te. la presentazione dei co-autori, sul finale, sembra l'epilogo fantastico di big fish: astremo e morici su tutti consegnano alle tue poesie senza adsl la giusta bontà la giusta luce sul sentiero della vita cattiva e perennemente buia. insomma, grazie per la luce e per la fame irrisolta."
[big fish... non poteve esserci citazione più gradita]

Wednesday, July 08, 2009

Tuesday, July 07, 2009

horror vacuo - filippo brunamonti


HORROR VACUO
rubrica di cinema dell’orrore ideata, scritta e curata da

Filippo Brunamonti
con un disegno di Federico Solmi, un titolo di Daniel Agami e un furto a Franco Battiato
online e su ALIAS,
supplemento culturale al numero de il manifesto,
IN EDICOLA A 2.50 euro in tutto
e d’ora in poi, il sabato a settimane alterne


[vi dico solo una cosa: CLICCATE SULL'IMMAGINE. PUNTO!]

Monday, July 06, 2009

Tastiera - Curatolo. Grammatico. D'addario

[Dal libro una poesia diventa un video grazie alla magnifica interpretazione di Giovanni D'addario e all'incisvo lavoro di regia di Alessio Maria Claudio Curatolo!

Spero vi piaccia e vi stimoli a mandarmi le vostre liriche cyberpunk!

...guai a chi trovi nella tastiera rotta, una scusa per non scrivere!

Saturday, July 04, 2009

No alle leggi razziali!

Io ho già firmato la petizione, qui trovi il mio nome e il mio cognome, sono il numero 12187!
A te che leggi, per favore indignati e firma anche tu la petizione contro il pacchetto sicurezza. Esistono degli strumenti democratici pr conbattere questo regime berlisconiano.
Indignati, per favore e fa qualcosa, fallo tu, personalmente!!!

Randazzo scrive dell’Impavida eroina

[in questo post 2 amici s'incontrano nel luogo da loro preferito: la letteratura, quella vera!]
“… personaggi e storie di una Sicilia fuori dagli stilemi consueti, con la maestria di chi sa vivere nel quotidiano meridionale per poi filtrarlo con l’estro dello scrittore consapevole che l’essere dentro l’ombelico del mondo-isola è una pena e un privilegio…”
Lo scrive Francesco Randazzo sulla sua rivista online
Mirkal.
Scrive anche altre cose de “L’impavida eroina eccetera”.
Potete leggerle qui.

enjoy my name - tapemation

[ringraziamo faccialibro per la gentile segnalazione]

Friday, July 03, 2009

Grammatico su Radio Articolo1

[Cliccando sull'immagine ascolterete il mio timbro siciliano sproloquiare su senza dimora, sociale e pacchetto sicurezza! Per gli impazienti: sono il primo a parlare, 5 minuti di grammaticità]

Shaker, Pensieri senza dimora

il giornale di strada di Roma

è lieto di invitarvi alla presentazione di


“Senz’arte né parte”

il numero 10 della rivista trimestrale scritta dai senza dimora della stazione di Roma Termini.

Lunedì 06 Luglio h. 19.00

Roma, Isola Tiberina – Isola del Cinema Sala Sergio Leone


Alessandro Radicchi – direttore responsabile di Shaker, Pensieri senza dimora e direttore ONDS

Girolamo Grammatico – coordinatore del laboratorio di scrittura del centro diurno Binario 95

Fabrizio Schedid – consigliere responsabile area inclusione sociale coop. soc. Europe Consulting


“Shaker, Pensieri senza dimora” festeggia l’uscita del decimo numero, dedicato all’arte di chi vive ai margini della società. Giornale di strada nato nel dicembre 2006, il progetto rientra nelle attività del Centro diurno Binario 95 un progetto realizzato grazie al sostegno delle Ferrovie dello Stato, della Fondazione Vodafone Italia e gestito della cooperativa sociale Europe Consulting Onlus. La rivista è scritta principalmente da persone senza dimora, frequentatori del Centro Binario 95 con l'integrazione di alcuni contributo esterni di amici o collaboratori.


“Shaker, Pensieri senza dimora” ed il progetto Binario 95 sono sostenuti da Comune di Roma U.O. Emergenza sociale ed accoglienza, Fondazione Vodafone Italia, Ferrovie dello Stato, ONDS Osservatorio Nazionale sul Disagio e la Solidarietà nelle stazioni italiane, Associazione Enel Cuore, Municipio Roma III e dallo scrittore Stefano Benni.


Per Informazioni

Segreteria di redazione “Shaker, Pensieri senza dimora”

Girolamo Grammatico Tel 0647826360

stampa@shaker.roma.it

www.shaker.roma.it

Il pacchetto sicurezza è legge

Dunque il decreto legge sulla sicurezza da qualche ora è legge. Con 157 voti favorevoli, 124 contrari e tre astenuti il Senato ha approvato in via definitiva il cosiddetto pacchetto sicurezza del governo.

Articolo di: Daniela de Robert

Da oggi essere clandestini è un reato. Vale per tutti. Per chi entra nel territorio via mare o via terra a rischio della propria vita, per chi ha perso il lavoro e quindi il permesso di soggiorno, per chi vive e lavora senza alcun riconoscimento e senza alcun diritto perché straniero irregolare, per chi è nato in Italia qui è sempre vissuto ma non ha presentato la richiesta di cittadinanza nell’anno successivo al compimento dei diciotto anni di età e in questo modo ha perso il diritto a essere riconosciuto per quello che è, cioè cittadina o cittadino italiano.
La criminalizzazione della clandestinità è una novità per l’Italia del dopoguerra che introduce un reato legato all’identità violando così - come sostiene il giurista Luigi Ferraioli - il principio della legalità penale secondo cui il reato è legato a ciò che si fa e non ha ciò che si è. Un passo indietro che ci riporta alle leggi del 1938.
E se la clandestinità è un reato – dice la nuova legge - chi esercita funzioni di pubblico ufficiale ha l’obbligo di denunciarli. Chiunque si presenta a uno sportello di un ufficio pubblico, dunque, lo fa a proprio rischio e pericolo. Ospedali compresi. Non lo sa ancora Abou, nato meno di un mese fa all’ospedale Fatebenefratelli di Napoli, ma sua madre Kante sì. La sua colpa è stata di partorire senza avere i documenti in regola. Per questo l’ospedale l’ha denunciata e per questo ha rischiato di perdere il piccolo Abou. Non lo ha potuto allattare, ma oggi – proprio mentre il Senato votava il pacchetto sicurezza – ha ricevuto il permesso di soggiorno, quello che aspettava in quanto richiedente asilo politico da circa un anno. Così mentre i suoi compagni di sventura in virtù della nuova legge si sono trasformati in criminali, lei all’improvviso è tornata a essere una persona onesta.
Il giro di vite contro gli immigrati colpisce anche i matrimoni misti, al punto che un gruppo di intellettuali (da Andrea Camilleri a Dacia Maraini, da Moni Ovadia a Gianni Amelio) hanno lanciato un appello “contro il ritorno delle leggi razziali in Europa”: Con tale divieto si impedisce, in ragione della nazionalità, l’esercizio di un diritto fondamentale quale è quello di contrarre matrimonio senza vincoli di etnia o di religione; diritto fondamentale che in tal modo viene sottratto non solo agli stranieri ma agli stessi italiani.
Ma non commette reato solo lo straniero che soggiorna o entra nel nostro territorio senza il permesso di soggiorno. Commette reato chi affitta loro una casa. D’altra parte si sa, ai fantasmi non serve. Basta un ponte, un vagone in disuso, una panchina sfuggita ai rigori dei sindaci sceriffi, una baracca ai margini dei campi dove raccolgono i pomodori o dei cantieri dove lavorano e qualche volta muoiono, proprio come gli italiani in carne e ossa.
Con il pacchetto sicurezza arriva quella che qualcuno ha chiamato senza tanti giri di parole la “tassa sul negro”. Fino a duecento euro per pagare il permesso di soggiorno (ogni volta che viene rinnovato) e l’acquisizione della cittadinanza. Non è una tassa, dicono i sostenitori del provvedimento, ma un contributo. Sarà, ma i contributi obbligatori in Italia si chiamano tasse. Saranno devoluti alle politiche per l’immigrazione. In altre parole, saranno gli stessi immigrati a pagare gli interventi statali a loro favore. Compresi forse i costi dei CIE, i Centri di identificazione ed espulsione che prendono il posto dei CPT, centri di permanenza temporanea, dove gli immigrati clandestini potranno essere rinchiusi anche per sei mesi senza processo in attesa di essere rispediti a casa. Dei luoghi di privazione della libertà, come le carceri, con mura di cinta e filo spinato.
Per garantire la sicurezza ai cittadini, oltre ai carabinieri, alla polizia, all’esercito (che il ministro Maroni aveva mandato nelle città) e alla Guardia di Finanza arrivano anche i “volontari per la sicurezza”, cioè le ronde. Senza divise e senza simboli di partiti politici, senza possibilità di intervenire direttamente, ma solo con il compito di segnalare le illegalità alle forze dell’ordine.
Il decreto sicurezza non riguarda solo gli stranieri irregolari. Nel mirino del governo anche il danneggiamento, deturpamento, e imbrattamento delle cose altrui, il decoro delle pubbliche vie e l’occupazione di suolo pubblico. In altre parole, i graffitari. Poi ci sono le aggravanti per i reati commessi su anziani e disabili e norme più severe per l’uso di minori per l’accattonaggio.
Tra tante novità c’è anche un ritorno: il reato di oltraggio a pubblico ufficiale. Evidentemente considerato più grave del reato di falso in bilancio depenalizzato recentemente dal governo Berlusconi.
Infine la lotta alla mafia prevede l’inasprimento del carcere duro. Il cosiddetto 41bis, maggiori controlli sugli appalti e lo scioglimento anche degli organi amministrativi e tecnici dei comuni in caso di infiltrazione mafiosa.
Con la nuova legge l’Italia è più sicura secondo il Governo e il Parlamento che l’ha votata. “Non è un provvedimento razzista” ha detto il ministro dell’interno Roberto Maroni.
Ma dalla Chiesa arrivano giudizi diversi. "I migranti hanno il diritto di bussare alle nostre porte – scrive il presidente del Pontificio consiglio della pastorale per i migranti, monsignor Antonio Maria Veglio. Basta demonizzare e criminalizzare il forestiero. L'arrivo dei migranti non è certo un pericolo". Mentre per il segretario del pontificio Consiglio, monsignor Agostino Marchetto la nuova legge porterà "molti dolori e difficoltà agli immigrati".

Fonte: Articolo21

3 luglio 2009

Thursday, July 02, 2009

AREAMAG al THE PLACE


8 LUGLIO
AREAMAG in concerto al THE PLACE
via alberico II (vicino castel sant'angelo) Roma
ore 22 INGRESSO GRATUITO
[chi non ci va ascolta moccia, sì: moccia, non c'entra un cazzo, appunto!]

Tuesday, June 30, 2009

Il Bit dell'Avvenire - Anonima Scrittori

Concorso letterario ideato da Deltaeffe Srl, in collaborazione con Anonima Scrittori.

*la scadenza per l'invio dei racconti (15 Agosto 2009) è provvisoria. Riceverete comunicazioni nelle prossime settimane.

Che si tratti di comunicazione, di genetica, di elettronica, di nanoparticelle, di viaggi spaziali o nel tempo il tema di questo progetto è semplice : il rapporto dell’uomo con le (nuove) tecnologie. Non cerchiamo saggi e brevetti scientifici, ma - come al solito - storie. Racconti di vita vissuta, sognata o solo vagheggiata. Lo stupore della scoperta e la paura dell’ignoto, la speranza e la preoccupazione per il futuro. Ce n’è per tutti.

Fatevi sotto.

L’obiettivo - lo diciamo subito - è ambizioso. L’idea è quella di produrre una raccolta di racconti che veda - fianco a fianco - testi di professionisti della scrittura con quelli di autori più o meno esordienti. La possibilità di pubblicazione, non solo elettronica, del risultato di tanto sforzo sarà direttamente proporzionale alla qualità dei testi che riceveremo. Inutile fare promesse. Stiamo contattando autori affermati per inserirli nel progetto e case editrici che possano essere interessate. Tutte le evoluzioni in tal senso saranno comunicate tramite la nostra newsletter “in forma anonima”.

Il primo risultato lo abbiamo già raggiunto: Antonio Pennacchi sarà il supervisore di questo progetto, qualità e serietà sono garantite, bisogna solo scrivere, scrivere, scrivere. Come al solito i racconti - di lunghezza compresa tra le 12.000 e le 15.000 battute - andranno inviati, come di consueto, all’indirizzo raccontiATanonimascrittori.it accompagnati da una mail in cui si dichiari che il racconto è opera inedita dell’autore e che si autorizzi l’Anonima Scrittori all’utilizzo del racconto in tutte le sedi e modalità che riterrà opportune, previa anche modifica ed editing dello stesso. L’autore si assume inoltre la responsabilità integrale dei contenuti della sua opera liberando espressamente l’Anonima Scrittori da ogni responsabilità civile o penale. L’autore, che resta in ogni caso proprietario del racconto pubblicato riservandosi il diritto di cederlo anche a terzi, ai sensi e per gli effetti del decreto legislativo n. 196/03 e successive modificazioni e integrazioni, dichiara di autorizzare espressamente la redazione del concorso al trattamento dei propri dati sensibili, sia in forma cartacea che elettronica, dichiarando sin da ora di liberare da qualsivoglia responsabilità la redazione dell’Anonima Scrittori.

Ultima precisazione: le 12000/15000 battute sono puramente indicative. Fate però attenzione che una lunghezza maggiore può pregiudicare la tenuta narrativa del racconto, quindi - prima di inviare un racconto più lungo - lavorate di cesoie per potare le parti superflue. Una lunghezza minore può “accorciare il respiro” della storia. Fate voi.

info:

Inizio:
venerdì 12 giugno 2009 alle ore 0.05
Fine:
sabato 15 agosto 2009 alle ore 3.05
Luogo:
www.anonimascrittori.it
E-mail:
racconti@anonimascrittori.it

Sunday, June 28, 2009

Android Ballerina - Luca Oleastri




[Come vi dicevo Poesie senza Adsl non è un progetto poetico in senso stretto. E' un progetto poetico in senso largo!
Scherzi a parte, eccovi un'a,tra perla cyberpunk.
Continuate ad inviare i vostri deliri, magari dopo due salti in pista con la nostra ballerina!]

Thursday, June 25, 2009

Precari

Forte Prenestino

ore 19.30 _ Presentazione del libro La legione romana degli Arditi del Popolo (Purple Press, 2009) di Valerio Gentili
ore 21.30_Reading di Scrittori precari Letture di Andrea Coffami, Luca Piccolino e Gianluca Liguori.

Con la speciale partecipazione precaria di: Luca Moretti, autore di Cani da Rapina; Dario Morgante, autore de La compagna P38

Tuesday, June 23, 2009

Qui al lato trovate la scansione di pagina 14 di JACK!
L'orribile freccia l'ho fatta io per segnalarvi il trafiletto che parla di noi e del nostro progetto!
Grazie Marta!!!

Monday, June 22, 2009

Strassendorf - Agostino Cornali

anche qui, sai, si vive bene

col digitale terrestre e la banda larga


anche qui si può crescere un figlio


a cui insegnare a guidare senza finire nel canale


quand’è inverno, e c’è nebbia


poi la domenica stiamo insieme,


dopo la messa ci sediamo fuori dal bar


a guardare i camion


passar sulla statale


oppure in bicicletta andiamo nei campi,


verso sud, e possiamo arrivare


fino al mare


anche qui si vive bene,


la sera stiamo in casa a guardar la televisione


e a volte ci sembra


di essere altrove



Agostino Cornali



[Uno dei regali di questo progetto è l’incontro con sconosciuti che si concretizza nella condivisione di versi. È innegabile non notare come non si aderisca solo a partecipare ad un gioco di poesie in rete, ma come spesso si doni parti del proprio vissuto. Ed il valore di questo meta livello che onora il nostro progetto provocazione.


Ritorna quindi l’invito a cliccare sull’immagine alla vostra destra (l’uomo con la testa a forma di presa) e a mandare la vostra poesia senza adsl!]

Friday, June 19, 2009

oggi mi sento così

subliminal idol

[il mio piccolo libello per 18.30 edizioni è in giro, lo trovate domani al crack, al forte prenestino]

[Intanto condivdo con voi un meravigliso regalo invatomi!
Qualcuno ha provato ad ipotizzare una, anzi La Storia di uno de personaggi del libro, ve la regalo qui di seguito]
L’incidente
Correva perché Giovanni lo stava inseguendo o almeno così si diceva. Pare che l’avesse preso in giro o si fosse messo di nuovo a tirare la coda all’asino. Altri dicevano che correva perché c’era Luisa che usciva da messa con la mamma, e lui la voleva vedere. Non si sa bene perché, ma correva, e questo è un dato di fatto. Inciampò in un sasso o una radice o nei suoi piedi scalzi, vai a sapere, inciampò come decine di altre volte e cadde.Non si rialzò però quella volta, e un rivolo rosso e appiccicoso iniziò a segnargli la fronte.Lina lo vide per prima e per prima urlò “mamma”. Accorsero tutti. Figlio mio, figlio bello, apri gli occhi a mamma, fai vedere gli occhietti belli. Figlio mio figlio bello, fai sentire la tua vocina bella a mamma, dimmi qualcosa che te la porto. Vuoi l’uovo? Te lo vado a prendere… non gli fate male, per carità portatelo piano. Figlio mio, figlio bello, apri gli occhietti a mamma che sono qui, dimmi che vuoi, che ti serve.

Seguiva i soccorritori come una pazza e accarezzava la fronte, la mano, i piedi di quel corpicino esile tra le braccia di uomini tanto grandi. Baciava a caso gambe e braccia che cascavano senza vita e baciava la terra, la pelle i capelli il sangue, chè se gli faceva sentire la sua voce li apriva gli occhi, sicuro, sempre si svegliava quel figlio quando lo chiamava la mamma.

Le sorelle urlavano Rosà, Rosà non la fare preoccupare a mamma, apri gli occhi, Rosà dici qualcosa.

Ma Rosario non diceva niente e stava lì, con le braccia penzoloni come il Cristo in grembo alla vergine nella pietà della chiesa.

Lo portarono sul letto tra gli strilli e la solita litania. Figlio, Rosà, occhi, mamma, voce. Niente, non serviva niente. Gli lavarono la fronte e accesero tutte le luci che forse così si sarebbe svegliato ma di lì a qualche ora il suo corpicino iniziò a tremare convulso, come i vitelli che sono appena nati e c’hanno l’intera placenta ancora addosso.

Lucia se lo abbracciava e pregava la madonna che lei è mamma e lo sa cosa vuol dire avere un bambino che forse muore. E pregava i santi, tutti quelli che ricordava che magari qualcuno si offendeva, e pregava anche Dio che se era buono non se lo prendeva il suo pupo, ne aveva già tanti in cielo a che gli serviva proprio il suo? Non che mancasse la prole in casa, c’erano quattro femmine e Grazia di Dio c’era pure un altro maschio più grande, che però era sempre serio serio e stava sempre per i fatti suoi e non diceva mai niente, e invece quel figliolo Rosario, era la gioia della sua mamma, se l’abbracciava le diceva ti voglio bene nell’orecchio prima di dormire ed era bello come gli angioletti che stavano sulla cappella in chiesa.

Lucia se lo stringeva e non dormiva, gli faceva ingoiare a forza il brodo e gli cambiava le bende. Tre giorni così, poi si alzò la mattina e pulì tutta casa, gli occhi cupi come la cavalla quando qualcuno si avvicina al puledro. Andò nel pollaio e tirò il collo alla gallina più grassa e tronfia, quella che a natale ci doveva fare la cena. Un gesto secco e risolutore, senza riflettere, davanti agli occhi di Lina, la piccola, che se la sognava la notte la gallina, profumata di verdure e aromi e con la carne buona, non come il bianco dell’uovo che non sapeva di niente. Tirò il collo alla gallina e prese Lina e la mise sulla sedia vicino al fratello.

“Di qui adesso non ti muovi, ripeti”

“Di qui adesso non ti muovi”

“No a mamma, tu non ti muovi”

“Va bbene”

“E se si sveglia o dice qualcosa, corri con tutto il fiato alla terra vecchia, alla capanna di Zi Seppina e me lo vieni a dire”

“Non andare da Zi Seppina che mi fa paura non ci voglio venire fin lì”

“No gioimamma, tu stai qui, ma se si sveglia me lo vieni a dire e devi essere contenta, non avere paura”

Si mise lo scialle e andò dritta dritta alla casupola della magara, quella che quando passava in paese il parroco si faceva il segno della croce e diceva ai fedeli che era la moglie del demonio. Ma Zi Seppina tutta vecchia e rattrappita com’era si mise la gallina sotto il braccio e disse che quella era una storia del corpo, e che c’entrava lei, non era una magaria, non ci poteva fare niente.

“Ridammi la gallina”

Occhio torvo da malocchio.

“Tieniti la gallina ‘ngul a mammeta”

Non tornò a casa ma andò dal dottore.

La casa era enorme e pulita con la luce che si accendeva con un interruttore bianco sul muro, bianco come ogni cosa lì dentro, anche il vestito del medico. Lucia c’aveva paura di quell’uomo che parlava una lingua precisa e pulita e voleva i soldi di carta che c’avevano una faccia barbuta sopra, mica si accontentava di un pollo, chi gli è muort’, che pure lei con quello ci sfamava i figli.

Entrò con gli occhi alti e senza intimidirsi davanti a quella ragazzetta che c’aveva le ginocchia bianche scoperte e le diceva “desidera?”

“Voglio il dottore”

E da dietro comparve lui, alto che pareva più alto da tanto che alzava il naso.

“che succede signora”

“mio figlio sta male e sta morendo e voi lo dovete salvare se siete un dottore. Io non c’ho niente, c’avevo una gallina e se l’è fregata la magara, voi me lo dovete salvare questo piccolo”

Se l’era studiata per strada la frase, riesumando l’italiano più compito che era riuscita a mettere insieme. Gli aveva detto proprio così, “voi me lo dovete salvare” e si sentiva come quelle donne eleganti che si vedevano nei film della parrocchia il venerdì sera e parlavano di politica e di amore e non avevano mai figli.

Voi me lo dovete salvare. E nella perfezione di quella frase le sembrava di averlo già salvato Rosario.

Il risveglio

Odore di erba e di ulivi e di mandorli e di fiori. Solo alla terra dell’Angolo c'è quel profumo e solo in primavera matura, quasi estate. Vento e foglie e insetti sul corpo. Voci. Mamma, Lina, Giovanni, qualche volta perfino papà, strano, forse è successo qualcosa.

Forse mi alzo e corro a casa che certo è successo qualcosa.
Occhi chiusi.
Forse mi stanno cercando, da quanto sono qui? Mo mi alzo, sicuro, mi alzo e corro.
Vento sulla fronte, un po' umido.
Eh si che è strano perche il vento non viene dalla marina oggi, ma bo, forse le piante, forse torno a casa che forse è ora... se solo riesco ad aprire gli occhi… ma si sta così bene...
Mano. Un insetto strisciava piano sulla mano e la scuote per toglierlo, ma non va via. Una formichina indubbiamente.
"Ricordati Rosà che non ci devi andare mai in America, che lì ci stanno le formiche quelle grosse e rosse e ti mangiano le mani"
Mi mangerà la mano.
Devo tornare a casa
Via formica!!!
"rosse e giganti Rosà, giganti come ninnella la gallina quella che c’avevi da piccolo, te la ricordi?"
Ninnella coccodè, ninnè io non ti volevo fare lessa, ma c'avevamo fame.

La formica lessa, che schifo, vento, insetti, voci, la marina.
Che stavo pensando?Ah si mo vado a casa, mi chiamano, mo proprio...
... apro gli occhi.
Una lacrima sulla mano, non era una formica. Calda, silenziosa, strisciava dall'attaccatura del polso fino all'incavo tra l'indice e il medio facendo il solletico.

"Oi ma’ che è successo?Perchè stai piangendo?"
"Rosà..."
"Ma’, che c'è, non mi fare spaventare"
"Figlio mio... Rosà… c'ha fatto la grazia... LINAAA, LINAAA Lina chiama tutti, s'è svegliato, s'è svegliato... lo sapevo io che la madonna non me lo faceva sto sgarro, altro che dottore e la sua febbre cerebrale, altro che quell'uccellaccio del malaugurio del prete e pure l’estrema unzione t’ha fatto! LINAAAAAAAA chiama tutti che la madonna c'ha fatto la grazia"
e poi mani e bocche d'appertutto. Testa collo braccia figlio. Lacrime invadenti come decine di formichine strisciavano piano dal colletto sulla schiena in un abbraccio soffocante. Figlio.
Gli occhi scuri e materni erano pieni di lacrime e sembravano proprio quando sul guscio della mandorla ci si ferma la resina appiccicosa. Figlio e Rosà, Rosario... le mandorle sono dolci, sono buone, solo poi
"che dici mamma?"
"lasciatelo respirare, che mo s'è svegliato!!!"
"si, si lasciatelo respirare"
"Rosà, ma quindi non muori più?"
Lina la piccola lo guardava curiosa da sotto il letto
"io già avevo detto le preghiere, va bè le tengo per un altra volta"
Perchè morire, che dicono tutti? quando muori vai sotto terra e i vermi ti mangiano, quando muori le formiche rosse ti assalgono e tutto è nero... o è come la terra all’Angolo...
"che dici mamma?"
”Niente niente gioia mia, sei stanco, ti devi riposare, vado a preparare qualcosa di caldo e tu riposa, che dopo dobbiamo andare al santuario ad accendere i ceri e la devi ringraziare di persona, non sia mai s'offende.”
"chi?"
"la madonna!!!!!"
Linaaaa, manda via tutti che si deve risposare e vieni a darmi una mano in cucina.
Silenzio. La madonna. Ho dimenticato qualcosa, ricorda ricorda ricorda. Stavo all’Angolo sull'erba, pensavo a Luisa... no alle formiche... ricorda ricorda ricorda... che c'entra la madonna? perchè dovevo morire? ricorda ricorda ricorda
Le voci si confondevano, faceva fatica a tenere l'attenzione fissa su una cosa, guardava il muro e seguiva il percorso di un ragnetto verso l'angolo della parete.
Dopo qualche ora sentì la voce che lo chiamava dalla cucina. Papà in piedi sulla porta occhi morbidi e incerto sul piede cui appoggiarsi.

papà non è in campagna ma l'asina è pronta, papà non mi parla quasi mai.
"ci hai fatto spaventare, non lo fare più"
"Va bbene" con la e bella tonda come aveva detto la maestra a scuola
"Rosario la e deve essere precisa, un secondo netto, come quando tagli un filo "e" senza strascichi. Cos'è uno strascico?"
"lo vuoi o no Rosà?"
"cosa mamma?"
Risatina tesa e preoccupata. "Rosà mo proprio te l'ho chiesto, lo vuoi un poco di riso con il pollo che ti fa bene?"
"Si che lo voglio"
"ahahaha, Rosario dorme ancora come prima anche se ha gli occhi aperti e sta in piedi invece che sul letto"
"Lina vattene in camera e non dire ste cose, che rosario è un po' stanco ma.....
Stavo sul letto e dormivo, era un sogno all’Angolo. La madonna devo ringraziarla che mi sono svegliato...
"è vero Rosà?"
"si certo mamma"
non sapeva cosa gli avesse chiesto, ma non voleva chiedere un’altra volta “che c’è”.
Il riso caldo non sapeva di molto. Il pollo era più buono, ninnella la gallina faceva coccodè, faceva le uova e tutte le mattine lui se ne prendeva una calda calda da sotto il culo piumoso per fare colazione, ma di nascosto e ogni giorno mamma bestemmiava che non trovava mai un uovo e a quella gallina prima o poi gli tirava il collo che tanto era inutile e di uova non ne faceva...
"... capito?"
"si, certo mamma" chissà che aveva detto
sguardo interrogativo, ora un po' spaventato
"Rosà se hai capito perchè stai ancora lì impalato e non ti metti le scarpe?"
”Si, si, subito mà, stavo pensando a una cosa”
"A cosa?"
"non me la ricordo più"
Sguardo ancora più preoccupato, speriamo che la madonna non c'ha messo la fregatura in questa grazia.

ISABELLA VESTA

Monday, June 15, 2009

Autismo cibernetico - A. Sollai

Viaggia nella fibra ottica
il mio pensiero in forma di bit.
Post di soliloqui in wi-fi,
illusione di comunicazione.
Immerso nel cyberspazio,
eppure sempre isolato,
il mio link non condurrà
mai nessuno alla mia anima,
come nessun link mi condurrà
alle anime altrui.
Andrea Sollai
[Il viaggio continua tra i meanrdridel linguaggio poetico cibernetico. A volte si scrive sul bus, altre volte in un coffe shop. L'impotante è trovare la propria dimensionee fare pace con i proprio demoni, solo dopo, troveremo il ocllegamento perfetto verso le anime altrui!]

Saturday, June 13, 2009

Gheddafi alla Sapienza

[Ricevo da Luisa e diffondo!]

Cari tutti,
vi invio i link ai video che ho registrato il giorno in cui Gheddafi 'ha incontrato gli studenti' all'Università La Sapienza.
Le immagini parlano da sole.


Risposta di Gheddafi sui diritti e le sorti dei rifugiati e richiedenti asilo una volta respinti in Libia :

Interventi censurati, complice in rettore il quale mi aveva esplicitamente detto che tutti avrebbero potuto fare domande. La ragazza dell'Onda inizia l'intervento che viene interrotto dopo pochi secondi...io avevo il microfono in mano, ma 'la regia' non mi dava la linea:

ps.vi risparmio la parte in cui Gheddafi parla di democrazia...ma a chi dovesse interessare ho anche quella.

A presto,
Luisa

Friday, June 12, 2009

Senza Adsl - Gaetano Messineo

Assenza. Già la mancanza si mostra
nella linea che latita,
nella barra che lenta
ci richiude la porta,
e uno sguardo apatico
verso lo schermo muto
ci scollega al mondo.
Passa il tempo cadendo
in questo spazio senza input
con lentezza indicibile
la pagina morente si spegne vuota
impossibile connettersi!
[E' ovvio, giunti a questo punto, che la scusa della tecnologia serve solo a raccontare come siamo fatti dentro. Quali ingranaggi si sono inceppati o quali resistono a tutto.
Quali chip, quali schede madri, quali cavi.
E' ovvio che ad un lettore attento, forse, il libro che sta per nascere è... forse, il diario di un sognatore, collettivo!]

Thursday, June 11, 2009

Senza Titolo - Giulio Vaccaro


I

Rinfrescano i platani sul Lungotevere Oberdan.

La pioggia ha lasciato occhi, freschi di mare,

sui viali, per osservare gli uomini ed i loro vestiti.

E c’è, sotto due fronde cristallo,

un uomo sconosciuto

col doppio petto magro

sopra lo sterno,

che rinfresca

la lana calda del vestito

sopra la strada;

Minuto,

quasi un macchia delicata

Si rotola in cerca del letto

Nel cielo più guercio.

C’è del fresco,

e la piccola nota umana

assaggia quell’umido

con le ginocchia ed il vestito

di lana lacustre.

Poi,

piovoso,

masticato in mollezza

Dal mare cittadino,

si struscia sotto un platano

più fresco,

luccicante e bagnato,

strusciando il tallone

in cerca d’un altro letto

meno nautico.

E,

fiacco,

nel parco

di viale Mazzini,

ricade.

Poche le barche

Attorno Venezia:

Le macchine illuminano

Attorno i giardini,

nell’ombra del tuono

che lo mantiene statua ellenica

per qualche ora .

Una città gli dorme di fianco:

quasi gli bacia

le pieghe bollenti della fronte.

La giacca è più fresca,

color polmonite,

lana calda che puzza di cielo.

II

Ora ha la febbre,

ma la porta come un vestito

del colore dei gerani;

Questo picaro l’indossa sopra una strada,

quasi davvero avesse una pelle di chiffon,

all’ultimo grido.

Egli indossa una giacca

di febbre,

color polmonite,

ultimo grido di mare, come un naufrago.

Ha mani gonfie di vene che battono a tempo

E suono di campane dentro le tempie.

La bianca bufera – che i lampi l’imbiancano –

Si pianta tra la mussola de le fronde,

luccicando come una lama.

Dagli asfalti viene

Il suono randagio dell’acque,

il clangore morto delle sentine,

e le fogne hanno suoni

ipnotici, come il maestoso inconcepibile.

“Vieni a morire, quando suona la gran cassa

Del sole.” Dicono gli scoli, mentre si perdono.

“Suona la banda di Belzebù

i suoi assoli, con timpani d’orrendo amore.”

Il vento da schiaffi,

in faccia al picaro svenuto.

Gli butta l’acqua verminosa

sopra le palpebre e il labbro sbiancato.

Ha la febbre, la bocca una fornace:

gli vien da rinfrescarsi, o morirebbe.

Sente un caldo da trapasso

sopra i fiori oculari

e la luce che rincasa

tutto attorno i giardini

Poi, aggrappato a una panca

di tenero granito, s’affoga

di bollori

E lì s’addormenta

rovesciato

sotto la bella frescura del parco.

III

Sepolture svuotate

Dalle processioni, hanno un gusto discreto

Come disinfettato. Le preture

Non mettono il naso

nelle bare sconosciute.

Lanterne sono i nomi dei morti,

che raccolgono attorno come

insetti le lacrime.

Cerimonia d’ufficio, per il naufrago

Estatico. Egli ha combattuto

tutta notte coi diavoli, e sognando

agli empori elettronici

i congelatori.

Ci son chiacchiere unte

Da quell’urna vicina.

“Di chi è questo loculo? Non ha fiori.”

“Oh si, c’è della polvere

Di garofani che ancora

Manda odore”

Così, celebro un naufrago sconosciuto:

grande lirico che non ha penna.

Egli scrisse poesie morendo,

egli scrisse poesie con la temperatura della fronte,

scrisse versi cadendo in ginocchio

e morendo. Quando attorno

gli arroganti prendono pasticche

per l’ispirazione.

Giulio Vaccaro

Wednesday, June 10, 2009

La Letteratura come piace a noi


Mitico Stefano!!!

IO NON RESPINGO - manifestazione a Roma

IO NON RESPINGO.
Manifestazione nazionale a Roma il 10 giugno
Oltre 50 eventi in tutta Italia.


Per rispondere alla visita di Gheddafi in Italia avevamo un lanciato un appello di mobilitazione nazionale, per dire no ai respingimenti e al Trattato Italia-Libia. La risposta è stata altissima.
Dal 10 al 20 giugno, la rete spontanea nata intorno a "Fortress Europe", a "Come un uomo sulla terra" e all'associazione Asinitas Onlus, è riuscita ad organizzare 55 eventi in 35 città italiane per dire "Io non respingo". Maroni prenda nota. È il benvenuto che una parte sana dell'Italia riserva alla visita del dittatore libico Gheddafi. Manifestazioni, presìdi, dibattiti e proiezioni del film. Da Cagliari a Milano, da Agrigento a Varese.
Conosciamo quale destino attende gli emigranti e i rifugiati respinti al largo di Lampedusa e imprigionati in Libia. E non possiamo rimanere indifferenti.

A coronamento di tutto ciò, abbiamo indetto una grande manifestazione il 10 giugno a Roma in Piazza Farnese. A partire dalle 18:00, proprio nelle stesse ore in cui Gheddafi sarà ricevuto dal premier a Palazzo Chigi. Alterneremo reading di testimonianze sulla Libia a poesie, intermezzi musicali a momenti di informazione e di riflessione.
Ci saranno Ascanio Celestini, Andrea Satta, il coro multietnico Casilino 23, Moni Ovadia, Andrea Pandolfo, Monserrat, Igiaba Scego, gli studenti della scuola di italiano Asinitas e altri scrittori, giornalisti, e attori teatrali. Fortress Europe mostrerà al pubblico le foto scattate nei campi libici.
Sempre in piazza Farnese, alle 21.00 proietteremo all'aperto il documentario "Come un uomo sulla terra", con la presenza degli autori. All'iniziativa ha aderito Amnesty International - sezione italiana.

Il sit-in e la raccolta delle firme per la petizione sulla Libia, inizieranno a partire dalle 16:00,
con un'iniziativa promossa dalle scuole di italiano Asinitas Onlus, Associazione Comboniana Servizio Emigranti,
Insensinverso, Cotrad Didattica Teatro, Focus Casa dei Diritti Sociali, Di 28 ce n'è 1.

Questa e-mail arriverà a 30.000 persone in tutta Italia.
Chiediamo ad ognuno di voi di partecipare numerosi a queste giornate di mobilitazione, nate in modo spontaneo da una ricca rete di associazioni e individui che resistono quotidianamente all'imbarbarimento della civiltà giuridica e umana di questo paese.

La campagna IO NON RESPINGO è promossa da Fortress Europe, dall'associazione Asinitas Onlus, dagli autori di "Come un uomo sulla terra" (Andrea Segre, Riccardo Biadene e Dagmawi Yimer).Per aderire alla campagna:
gabriele_delgrande@yahoo.it


Per maggiori informazioni:
http://comeunuomosullaterra.blogspot.com

La lista completa delle 55 iniziative di "Io non respingo"
http://fortresseurope.blogspot.com/2006/01/io-non-respingo-il-programma-della.html

Il kit informativo su sbarchi e Libia da distribuire nelle piazze
http://fortresseurope.blogspot.com/2006/01/io-non-respingo-campagna-nazionale-dal.html

Lo speciale sulla laurea honoris causa in giurisprudenza conferita a Gheddafi
http://fortresseurope.blogspot.com/2006/01/gheddafi-al-dittatore-una-laurea.html