Thursday, June 25, 2009

Precari

Forte Prenestino

ore 19.30 _ Presentazione del libro La legione romana degli Arditi del Popolo (Purple Press, 2009) di Valerio Gentili
ore 21.30_Reading di Scrittori precari Letture di Andrea Coffami, Luca Piccolino e Gianluca Liguori.

Con la speciale partecipazione precaria di: Luca Moretti, autore di Cani da Rapina; Dario Morgante, autore de La compagna P38

Tuesday, June 23, 2009

Qui al lato trovate la scansione di pagina 14 di JACK!
L'orribile freccia l'ho fatta io per segnalarvi il trafiletto che parla di noi e del nostro progetto!
Grazie Marta!!!

Monday, June 22, 2009

Strassendorf - Agostino Cornali

anche qui, sai, si vive bene

col digitale terrestre e la banda larga


anche qui si può crescere un figlio


a cui insegnare a guidare senza finire nel canale


quand’è inverno, e c’è nebbia


poi la domenica stiamo insieme,


dopo la messa ci sediamo fuori dal bar


a guardare i camion


passar sulla statale


oppure in bicicletta andiamo nei campi,


verso sud, e possiamo arrivare


fino al mare


anche qui si vive bene,


la sera stiamo in casa a guardar la televisione


e a volte ci sembra


di essere altrove



Agostino Cornali



[Uno dei regali di questo progetto è l’incontro con sconosciuti che si concretizza nella condivisione di versi. È innegabile non notare come non si aderisca solo a partecipare ad un gioco di poesie in rete, ma come spesso si doni parti del proprio vissuto. Ed il valore di questo meta livello che onora il nostro progetto provocazione.


Ritorna quindi l’invito a cliccare sull’immagine alla vostra destra (l’uomo con la testa a forma di presa) e a mandare la vostra poesia senza adsl!]

Friday, June 19, 2009

oggi mi sento così

subliminal idol

[il mio piccolo libello per 18.30 edizioni è in giro, lo trovate domani al crack, al forte prenestino]

[Intanto condivdo con voi un meravigliso regalo invatomi!
Qualcuno ha provato ad ipotizzare una, anzi La Storia di uno de personaggi del libro, ve la regalo qui di seguito]
L’incidente
Correva perché Giovanni lo stava inseguendo o almeno così si diceva. Pare che l’avesse preso in giro o si fosse messo di nuovo a tirare la coda all’asino. Altri dicevano che correva perché c’era Luisa che usciva da messa con la mamma, e lui la voleva vedere. Non si sa bene perché, ma correva, e questo è un dato di fatto. Inciampò in un sasso o una radice o nei suoi piedi scalzi, vai a sapere, inciampò come decine di altre volte e cadde.Non si rialzò però quella volta, e un rivolo rosso e appiccicoso iniziò a segnargli la fronte.Lina lo vide per prima e per prima urlò “mamma”. Accorsero tutti. Figlio mio, figlio bello, apri gli occhi a mamma, fai vedere gli occhietti belli. Figlio mio figlio bello, fai sentire la tua vocina bella a mamma, dimmi qualcosa che te la porto. Vuoi l’uovo? Te lo vado a prendere… non gli fate male, per carità portatelo piano. Figlio mio, figlio bello, apri gli occhietti a mamma che sono qui, dimmi che vuoi, che ti serve.

Seguiva i soccorritori come una pazza e accarezzava la fronte, la mano, i piedi di quel corpicino esile tra le braccia di uomini tanto grandi. Baciava a caso gambe e braccia che cascavano senza vita e baciava la terra, la pelle i capelli il sangue, chè se gli faceva sentire la sua voce li apriva gli occhi, sicuro, sempre si svegliava quel figlio quando lo chiamava la mamma.

Le sorelle urlavano Rosà, Rosà non la fare preoccupare a mamma, apri gli occhi, Rosà dici qualcosa.

Ma Rosario non diceva niente e stava lì, con le braccia penzoloni come il Cristo in grembo alla vergine nella pietà della chiesa.

Lo portarono sul letto tra gli strilli e la solita litania. Figlio, Rosà, occhi, mamma, voce. Niente, non serviva niente. Gli lavarono la fronte e accesero tutte le luci che forse così si sarebbe svegliato ma di lì a qualche ora il suo corpicino iniziò a tremare convulso, come i vitelli che sono appena nati e c’hanno l’intera placenta ancora addosso.

Lucia se lo abbracciava e pregava la madonna che lei è mamma e lo sa cosa vuol dire avere un bambino che forse muore. E pregava i santi, tutti quelli che ricordava che magari qualcuno si offendeva, e pregava anche Dio che se era buono non se lo prendeva il suo pupo, ne aveva già tanti in cielo a che gli serviva proprio il suo? Non che mancasse la prole in casa, c’erano quattro femmine e Grazia di Dio c’era pure un altro maschio più grande, che però era sempre serio serio e stava sempre per i fatti suoi e non diceva mai niente, e invece quel figliolo Rosario, era la gioia della sua mamma, se l’abbracciava le diceva ti voglio bene nell’orecchio prima di dormire ed era bello come gli angioletti che stavano sulla cappella in chiesa.

Lucia se lo stringeva e non dormiva, gli faceva ingoiare a forza il brodo e gli cambiava le bende. Tre giorni così, poi si alzò la mattina e pulì tutta casa, gli occhi cupi come la cavalla quando qualcuno si avvicina al puledro. Andò nel pollaio e tirò il collo alla gallina più grassa e tronfia, quella che a natale ci doveva fare la cena. Un gesto secco e risolutore, senza riflettere, davanti agli occhi di Lina, la piccola, che se la sognava la notte la gallina, profumata di verdure e aromi e con la carne buona, non come il bianco dell’uovo che non sapeva di niente. Tirò il collo alla gallina e prese Lina e la mise sulla sedia vicino al fratello.

“Di qui adesso non ti muovi, ripeti”

“Di qui adesso non ti muovi”

“No a mamma, tu non ti muovi”

“Va bbene”

“E se si sveglia o dice qualcosa, corri con tutto il fiato alla terra vecchia, alla capanna di Zi Seppina e me lo vieni a dire”

“Non andare da Zi Seppina che mi fa paura non ci voglio venire fin lì”

“No gioimamma, tu stai qui, ma se si sveglia me lo vieni a dire e devi essere contenta, non avere paura”

Si mise lo scialle e andò dritta dritta alla casupola della magara, quella che quando passava in paese il parroco si faceva il segno della croce e diceva ai fedeli che era la moglie del demonio. Ma Zi Seppina tutta vecchia e rattrappita com’era si mise la gallina sotto il braccio e disse che quella era una storia del corpo, e che c’entrava lei, non era una magaria, non ci poteva fare niente.

“Ridammi la gallina”

Occhio torvo da malocchio.

“Tieniti la gallina ‘ngul a mammeta”

Non tornò a casa ma andò dal dottore.

La casa era enorme e pulita con la luce che si accendeva con un interruttore bianco sul muro, bianco come ogni cosa lì dentro, anche il vestito del medico. Lucia c’aveva paura di quell’uomo che parlava una lingua precisa e pulita e voleva i soldi di carta che c’avevano una faccia barbuta sopra, mica si accontentava di un pollo, chi gli è muort’, che pure lei con quello ci sfamava i figli.

Entrò con gli occhi alti e senza intimidirsi davanti a quella ragazzetta che c’aveva le ginocchia bianche scoperte e le diceva “desidera?”

“Voglio il dottore”

E da dietro comparve lui, alto che pareva più alto da tanto che alzava il naso.

“che succede signora”

“mio figlio sta male e sta morendo e voi lo dovete salvare se siete un dottore. Io non c’ho niente, c’avevo una gallina e se l’è fregata la magara, voi me lo dovete salvare questo piccolo”

Se l’era studiata per strada la frase, riesumando l’italiano più compito che era riuscita a mettere insieme. Gli aveva detto proprio così, “voi me lo dovete salvare” e si sentiva come quelle donne eleganti che si vedevano nei film della parrocchia il venerdì sera e parlavano di politica e di amore e non avevano mai figli.

Voi me lo dovete salvare. E nella perfezione di quella frase le sembrava di averlo già salvato Rosario.

Il risveglio

Odore di erba e di ulivi e di mandorli e di fiori. Solo alla terra dell’Angolo c'è quel profumo e solo in primavera matura, quasi estate. Vento e foglie e insetti sul corpo. Voci. Mamma, Lina, Giovanni, qualche volta perfino papà, strano, forse è successo qualcosa.

Forse mi alzo e corro a casa che certo è successo qualcosa.
Occhi chiusi.
Forse mi stanno cercando, da quanto sono qui? Mo mi alzo, sicuro, mi alzo e corro.
Vento sulla fronte, un po' umido.
Eh si che è strano perche il vento non viene dalla marina oggi, ma bo, forse le piante, forse torno a casa che forse è ora... se solo riesco ad aprire gli occhi… ma si sta così bene...
Mano. Un insetto strisciava piano sulla mano e la scuote per toglierlo, ma non va via. Una formichina indubbiamente.
"Ricordati Rosà che non ci devi andare mai in America, che lì ci stanno le formiche quelle grosse e rosse e ti mangiano le mani"
Mi mangerà la mano.
Devo tornare a casa
Via formica!!!
"rosse e giganti Rosà, giganti come ninnella la gallina quella che c’avevi da piccolo, te la ricordi?"
Ninnella coccodè, ninnè io non ti volevo fare lessa, ma c'avevamo fame.

La formica lessa, che schifo, vento, insetti, voci, la marina.
Che stavo pensando?Ah si mo vado a casa, mi chiamano, mo proprio...
... apro gli occhi.
Una lacrima sulla mano, non era una formica. Calda, silenziosa, strisciava dall'attaccatura del polso fino all'incavo tra l'indice e il medio facendo il solletico.

"Oi ma’ che è successo?Perchè stai piangendo?"
"Rosà..."
"Ma’, che c'è, non mi fare spaventare"
"Figlio mio... Rosà… c'ha fatto la grazia... LINAAA, LINAAA Lina chiama tutti, s'è svegliato, s'è svegliato... lo sapevo io che la madonna non me lo faceva sto sgarro, altro che dottore e la sua febbre cerebrale, altro che quell'uccellaccio del malaugurio del prete e pure l’estrema unzione t’ha fatto! LINAAAAAAAA chiama tutti che la madonna c'ha fatto la grazia"
e poi mani e bocche d'appertutto. Testa collo braccia figlio. Lacrime invadenti come decine di formichine strisciavano piano dal colletto sulla schiena in un abbraccio soffocante. Figlio.
Gli occhi scuri e materni erano pieni di lacrime e sembravano proprio quando sul guscio della mandorla ci si ferma la resina appiccicosa. Figlio e Rosà, Rosario... le mandorle sono dolci, sono buone, solo poi
"che dici mamma?"
"lasciatelo respirare, che mo s'è svegliato!!!"
"si, si lasciatelo respirare"
"Rosà, ma quindi non muori più?"
Lina la piccola lo guardava curiosa da sotto il letto
"io già avevo detto le preghiere, va bè le tengo per un altra volta"
Perchè morire, che dicono tutti? quando muori vai sotto terra e i vermi ti mangiano, quando muori le formiche rosse ti assalgono e tutto è nero... o è come la terra all’Angolo...
"che dici mamma?"
”Niente niente gioia mia, sei stanco, ti devi riposare, vado a preparare qualcosa di caldo e tu riposa, che dopo dobbiamo andare al santuario ad accendere i ceri e la devi ringraziare di persona, non sia mai s'offende.”
"chi?"
"la madonna!!!!!"
Linaaaa, manda via tutti che si deve risposare e vieni a darmi una mano in cucina.
Silenzio. La madonna. Ho dimenticato qualcosa, ricorda ricorda ricorda. Stavo all’Angolo sull'erba, pensavo a Luisa... no alle formiche... ricorda ricorda ricorda... che c'entra la madonna? perchè dovevo morire? ricorda ricorda ricorda
Le voci si confondevano, faceva fatica a tenere l'attenzione fissa su una cosa, guardava il muro e seguiva il percorso di un ragnetto verso l'angolo della parete.
Dopo qualche ora sentì la voce che lo chiamava dalla cucina. Papà in piedi sulla porta occhi morbidi e incerto sul piede cui appoggiarsi.

papà non è in campagna ma l'asina è pronta, papà non mi parla quasi mai.
"ci hai fatto spaventare, non lo fare più"
"Va bbene" con la e bella tonda come aveva detto la maestra a scuola
"Rosario la e deve essere precisa, un secondo netto, come quando tagli un filo "e" senza strascichi. Cos'è uno strascico?"
"lo vuoi o no Rosà?"
"cosa mamma?"
Risatina tesa e preoccupata. "Rosà mo proprio te l'ho chiesto, lo vuoi un poco di riso con il pollo che ti fa bene?"
"Si che lo voglio"
"ahahaha, Rosario dorme ancora come prima anche se ha gli occhi aperti e sta in piedi invece che sul letto"
"Lina vattene in camera e non dire ste cose, che rosario è un po' stanco ma.....
Stavo sul letto e dormivo, era un sogno all’Angolo. La madonna devo ringraziarla che mi sono svegliato...
"è vero Rosà?"
"si certo mamma"
non sapeva cosa gli avesse chiesto, ma non voleva chiedere un’altra volta “che c’è”.
Il riso caldo non sapeva di molto. Il pollo era più buono, ninnella la gallina faceva coccodè, faceva le uova e tutte le mattine lui se ne prendeva una calda calda da sotto il culo piumoso per fare colazione, ma di nascosto e ogni giorno mamma bestemmiava che non trovava mai un uovo e a quella gallina prima o poi gli tirava il collo che tanto era inutile e di uova non ne faceva...
"... capito?"
"si, certo mamma" chissà che aveva detto
sguardo interrogativo, ora un po' spaventato
"Rosà se hai capito perchè stai ancora lì impalato e non ti metti le scarpe?"
”Si, si, subito mà, stavo pensando a una cosa”
"A cosa?"
"non me la ricordo più"
Sguardo ancora più preoccupato, speriamo che la madonna non c'ha messo la fregatura in questa grazia.

ISABELLA VESTA

Monday, June 15, 2009

Autismo cibernetico - A. Sollai

Viaggia nella fibra ottica
il mio pensiero in forma di bit.
Post di soliloqui in wi-fi,
illusione di comunicazione.
Immerso nel cyberspazio,
eppure sempre isolato,
il mio link non condurrà
mai nessuno alla mia anima,
come nessun link mi condurrà
alle anime altrui.
Andrea Sollai
[Il viaggio continua tra i meanrdridel linguaggio poetico cibernetico. A volte si scrive sul bus, altre volte in un coffe shop. L'impotante è trovare la propria dimensionee fare pace con i proprio demoni, solo dopo, troveremo il ocllegamento perfetto verso le anime altrui!]

Saturday, June 13, 2009

Gheddafi alla Sapienza

[Ricevo da Luisa e diffondo!]

Cari tutti,
vi invio i link ai video che ho registrato il giorno in cui Gheddafi 'ha incontrato gli studenti' all'Università La Sapienza.
Le immagini parlano da sole.


Risposta di Gheddafi sui diritti e le sorti dei rifugiati e richiedenti asilo una volta respinti in Libia :

Interventi censurati, complice in rettore il quale mi aveva esplicitamente detto che tutti avrebbero potuto fare domande. La ragazza dell'Onda inizia l'intervento che viene interrotto dopo pochi secondi...io avevo il microfono in mano, ma 'la regia' non mi dava la linea:

ps.vi risparmio la parte in cui Gheddafi parla di democrazia...ma a chi dovesse interessare ho anche quella.

A presto,
Luisa

Friday, June 12, 2009

Senza Adsl - Gaetano Messineo

Assenza. Già la mancanza si mostra
nella linea che latita,
nella barra che lenta
ci richiude la porta,
e uno sguardo apatico
verso lo schermo muto
ci scollega al mondo.
Passa il tempo cadendo
in questo spazio senza input
con lentezza indicibile
la pagina morente si spegne vuota
impossibile connettersi!
[E' ovvio, giunti a questo punto, che la scusa della tecnologia serve solo a raccontare come siamo fatti dentro. Quali ingranaggi si sono inceppati o quali resistono a tutto.
Quali chip, quali schede madri, quali cavi.
E' ovvio che ad un lettore attento, forse, il libro che sta per nascere è... forse, il diario di un sognatore, collettivo!]

Thursday, June 11, 2009

Senza Titolo - Giulio Vaccaro


I

Rinfrescano i platani sul Lungotevere Oberdan.

La pioggia ha lasciato occhi, freschi di mare,

sui viali, per osservare gli uomini ed i loro vestiti.

E c’è, sotto due fronde cristallo,

un uomo sconosciuto

col doppio petto magro

sopra lo sterno,

che rinfresca

la lana calda del vestito

sopra la strada;

Minuto,

quasi un macchia delicata

Si rotola in cerca del letto

Nel cielo più guercio.

C’è del fresco,

e la piccola nota umana

assaggia quell’umido

con le ginocchia ed il vestito

di lana lacustre.

Poi,

piovoso,

masticato in mollezza

Dal mare cittadino,

si struscia sotto un platano

più fresco,

luccicante e bagnato,

strusciando il tallone

in cerca d’un altro letto

meno nautico.

E,

fiacco,

nel parco

di viale Mazzini,

ricade.

Poche le barche

Attorno Venezia:

Le macchine illuminano

Attorno i giardini,

nell’ombra del tuono

che lo mantiene statua ellenica

per qualche ora .

Una città gli dorme di fianco:

quasi gli bacia

le pieghe bollenti della fronte.

La giacca è più fresca,

color polmonite,

lana calda che puzza di cielo.

II

Ora ha la febbre,

ma la porta come un vestito

del colore dei gerani;

Questo picaro l’indossa sopra una strada,

quasi davvero avesse una pelle di chiffon,

all’ultimo grido.

Egli indossa una giacca

di febbre,

color polmonite,

ultimo grido di mare, come un naufrago.

Ha mani gonfie di vene che battono a tempo

E suono di campane dentro le tempie.

La bianca bufera – che i lampi l’imbiancano –

Si pianta tra la mussola de le fronde,

luccicando come una lama.

Dagli asfalti viene

Il suono randagio dell’acque,

il clangore morto delle sentine,

e le fogne hanno suoni

ipnotici, come il maestoso inconcepibile.

“Vieni a morire, quando suona la gran cassa

Del sole.” Dicono gli scoli, mentre si perdono.

“Suona la banda di Belzebù

i suoi assoli, con timpani d’orrendo amore.”

Il vento da schiaffi,

in faccia al picaro svenuto.

Gli butta l’acqua verminosa

sopra le palpebre e il labbro sbiancato.

Ha la febbre, la bocca una fornace:

gli vien da rinfrescarsi, o morirebbe.

Sente un caldo da trapasso

sopra i fiori oculari

e la luce che rincasa

tutto attorno i giardini

Poi, aggrappato a una panca

di tenero granito, s’affoga

di bollori

E lì s’addormenta

rovesciato

sotto la bella frescura del parco.

III

Sepolture svuotate

Dalle processioni, hanno un gusto discreto

Come disinfettato. Le preture

Non mettono il naso

nelle bare sconosciute.

Lanterne sono i nomi dei morti,

che raccolgono attorno come

insetti le lacrime.

Cerimonia d’ufficio, per il naufrago

Estatico. Egli ha combattuto

tutta notte coi diavoli, e sognando

agli empori elettronici

i congelatori.

Ci son chiacchiere unte

Da quell’urna vicina.

“Di chi è questo loculo? Non ha fiori.”

“Oh si, c’è della polvere

Di garofani che ancora

Manda odore”

Così, celebro un naufrago sconosciuto:

grande lirico che non ha penna.

Egli scrisse poesie morendo,

egli scrisse poesie con la temperatura della fronte,

scrisse versi cadendo in ginocchio

e morendo. Quando attorno

gli arroganti prendono pasticche

per l’ispirazione.

Giulio Vaccaro

Wednesday, June 10, 2009

La Letteratura come piace a noi


Mitico Stefano!!!

IO NON RESPINGO - manifestazione a Roma

IO NON RESPINGO.
Manifestazione nazionale a Roma il 10 giugno
Oltre 50 eventi in tutta Italia.


Per rispondere alla visita di Gheddafi in Italia avevamo un lanciato un appello di mobilitazione nazionale, per dire no ai respingimenti e al Trattato Italia-Libia. La risposta è stata altissima.
Dal 10 al 20 giugno, la rete spontanea nata intorno a "Fortress Europe", a "Come un uomo sulla terra" e all'associazione Asinitas Onlus, è riuscita ad organizzare 55 eventi in 35 città italiane per dire "Io non respingo". Maroni prenda nota. È il benvenuto che una parte sana dell'Italia riserva alla visita del dittatore libico Gheddafi. Manifestazioni, presìdi, dibattiti e proiezioni del film. Da Cagliari a Milano, da Agrigento a Varese.
Conosciamo quale destino attende gli emigranti e i rifugiati respinti al largo di Lampedusa e imprigionati in Libia. E non possiamo rimanere indifferenti.

A coronamento di tutto ciò, abbiamo indetto una grande manifestazione il 10 giugno a Roma in Piazza Farnese. A partire dalle 18:00, proprio nelle stesse ore in cui Gheddafi sarà ricevuto dal premier a Palazzo Chigi. Alterneremo reading di testimonianze sulla Libia a poesie, intermezzi musicali a momenti di informazione e di riflessione.
Ci saranno Ascanio Celestini, Andrea Satta, il coro multietnico Casilino 23, Moni Ovadia, Andrea Pandolfo, Monserrat, Igiaba Scego, gli studenti della scuola di italiano Asinitas e altri scrittori, giornalisti, e attori teatrali. Fortress Europe mostrerà al pubblico le foto scattate nei campi libici.
Sempre in piazza Farnese, alle 21.00 proietteremo all'aperto il documentario "Come un uomo sulla terra", con la presenza degli autori. All'iniziativa ha aderito Amnesty International - sezione italiana.

Il sit-in e la raccolta delle firme per la petizione sulla Libia, inizieranno a partire dalle 16:00,
con un'iniziativa promossa dalle scuole di italiano Asinitas Onlus, Associazione Comboniana Servizio Emigranti,
Insensinverso, Cotrad Didattica Teatro, Focus Casa dei Diritti Sociali, Di 28 ce n'è 1.

Questa e-mail arriverà a 30.000 persone in tutta Italia.
Chiediamo ad ognuno di voi di partecipare numerosi a queste giornate di mobilitazione, nate in modo spontaneo da una ricca rete di associazioni e individui che resistono quotidianamente all'imbarbarimento della civiltà giuridica e umana di questo paese.

La campagna IO NON RESPINGO è promossa da Fortress Europe, dall'associazione Asinitas Onlus, dagli autori di "Come un uomo sulla terra" (Andrea Segre, Riccardo Biadene e Dagmawi Yimer).Per aderire alla campagna:
gabriele_delgrande@yahoo.it


Per maggiori informazioni:
http://comeunuomosullaterra.blogspot.com

La lista completa delle 55 iniziative di "Io non respingo"
http://fortresseurope.blogspot.com/2006/01/io-non-respingo-il-programma-della.html

Il kit informativo su sbarchi e Libia da distribuire nelle piazze
http://fortresseurope.blogspot.com/2006/01/io-non-respingo-campagna-nazionale-dal.html

Lo speciale sulla laurea honoris causa in giurisprudenza conferita a Gheddafi
http://fortresseurope.blogspot.com/2006/01/gheddafi-al-dittatore-una-laurea.html

Tuesday, June 09, 2009

Io li odio i nazisti dell'Illinois - Kai Zenz

[ricevo dai KAI ZEN e volentieri diffondo]

Sull’onda dello schifo provocatoci dal recente provvedimento legislativo sulle ronde, già passato alla camera, e dalla connessa e allegra associazione di volontari parafascisti altrimenti nota come Guardia Nazionale Italiana, sorta guardacaso in contemporanea, Kai Zen G ha scritto un raccontino. Una piccola proiezione fantastica (?) da poco pubblicata su Carmilla e che riproponiamo QUI.
In un paese normale ci sarebbe solo da ridere e far pernacchie, ma è fin troppo evidente che questo paese normale non è. Ci piacerebbe sollecitare un po’ di reazioni sull’argomento, che peraltro sembra finito nel dimenticatoio senza gran clamore. Una notizia come tante, fra nani, lolite e ballerine dell’universo politico-mediatico italiano. Vorremmo far casino, e alla svelta, prima che il provvedimento passi pure al senato. Ci stanno riproponendo le camicie nere, le SA, stanno legalizzando in chiave esplicita e parodistica Gladio e Stay Behind, eppure sentiamo poche levate di scudi e anche poche pernacchie. Dedichiamo dunque a partire da oggi, oltre a questo post e al racconto, uno spazio apposito su kaizenology, spernacchiante e caciarone al nostro solito, dal titolo “Io li odio i nazisti dell’Illinois”.


Tutti i navigatori sono invitati a postare nei commenti o mandarci all’indirizzo info@kaizenlab.it
storie di ordinaria cretineria razzista cui hanno testimoniato, oppure semplici pezzi narrativi in argomento. Tanto per tastare un po’ il polso della situazione. Il tuo vicino maramaldeggia l’ambulante egiziano che si piazza sotto casa? La signora al bar incita alla violenza contro gli zingari? Il padrone di casa stipa dozzine di negracci sporchi in una cantina da venti metri quadrati?
Raccontatecelo. Dateci la vostra versione. Cronaca o narrativa che sia. Facciamo sentire la voce dell’uomo qualunque antirazzista. Ce ne sarà qualcuno in giro, no?


: Kai Zen : ensemble narrativo

Monday, June 08, 2009

Zapping - Cristiano Peluso

Cristiano Peluso

[Ecco il primo video senza adsl ad opera del nostro Minotauro...

Ai profani apparirà come un semplic zapping in versione cyber... pochi sanno che è un labirinto dentro cui non conviene perdersi!]

Thursday, June 04, 2009

Dove sognano le tartarughe?


[Come vi raccontavo QUI ho avuto la fortuna di conoscere degli scrittori in erba speciali. E' nato il loro libro e il 17 Giugno lo presentiamo da come potete leggere nella locandina.
Spero che le anime sensibili che leggono questo blog vengano o acquistino il libro. E visto che siamo una blog con un'alternativa sempre a disposizione, spero che queste anime sensibili, impossibilitate a venire o ad acquistare...possano, comunque, diffondere l'iniziativa.
Vi lascio con l'introduzione al libro scritta da me medesimo, indegno osservaore di certe meraviglie]

"La realtà stonata", introduzione di Girolamo Grammatico

Se vi raccontassi che ho incontrato delle persone e che queste persone si riuniscono tutti i lunedì ed i venerdì attorno ad un tavolo per un laboratorio di scrittura. Che con queste persone ho scambiato quattro chiacchiere. Se vi dicessi che mi hanno parlato di Luca Moretti, che insegna loro a scrivere. Che Luca è una persona onesta e dolce, una di quelle che non s’arrabbiano mai. Che al laboratorio, sentendo loro, Luca propone un tema, un argomento, sul quale poi ricamano sopra una storia. Che poi la impaginano e la correggono. Che scelgono anche il titolo. Se vi dicessi che le loro storie, mi spiegano, parlano di una New York del ’94, di scale mobili nella partita Italia – Norvegia, di una gita all’agriturismo dell’anno scorso che era stata bella perché non c’erano mai stati. Se aggiungessi i loro commenti sul laboratorio di scrittura, che li unisce, perché si confrontano e si raccontano storie. Se queste persone mi parlassero di altri scrittori, se accennassi ai loro gusti letterari che vanno dai libri autobiografici ai noir ai libri di anatomia. Che se potessero scrivere una lettera la invierebbero a Totti, a Masini, a Gigi D’Alessio o a Stefania di Mentana che è dall’’87 che non la vede. Oppure a Gesù bambino per chiedergli aiuto per mamma e papà o alla sorella, per avere notizie del nipotino.

LEGGI TUTTO

Wednesday, June 03, 2009

Monday, June 01, 2009

Mi mancherai - Isabella Vesta

Con digitale chiarezza

ti invio un purpureo grappolo di scelte binarie...

Vorrei davvero fossero tante di più

ma è inutile illudersi,

e l'infinita possibilità

non corrisponde a un infinito uso...

Con farmacologica precisione

ricevo insufficienze cardiache

fatte d'Oggetti vuoti...

Vorrei spiegarti o capire,

ma in tutto questo mi accorgo di aver perso il profumo,

e tu?

dove sei?

Isabella Vesta

[Oggi si comincia a postare le poesie senza adsl inviateci. Questa non è la prima che mi è arrivata, ma mi è talmente piaciuta che ho deciso di iniziare così…

Leggetela con calma, fatevi un giro e rileggetela, credo che anche a voi potrebbe essere sfuggito un profumo…]

Saturday, May 30, 2009

Attualità Poetiche

Clandestine

Nella piega

Di un'onda argentata

Di giovani corpi

Si arenano

Sogni

Passatori di schiuma

Tra i vostri continenti

Il mare

Ai suoi vortici

Al di là

Delle sue nuove frontiere

Clandestine

Il mare

Ha dei funesti

Appuntamenti.

Anick Roschi 16.05.09

...........

Clandestines

Dans le repli

D’une vague argentée

De jeunes corps

S’échouent

Rêves

Passeurs d’écume

Entre vos continents

La mer

A ses remous

Au-delà

De ses nouvelles frontières

Clandestines

La mer

A de funestes

Rendez-vous.

Anick Roschi 16.05.09

Thursday, May 28, 2009

Futuro Prossimo feat Poesie senza Adls


[FuturoProssimo, mitico blog d'avanguardie hi tech curato dal tecnobonzo Gianluca Riccio ci fa dono di un'interessante intervista su come sentimenti e tecnologia si muovono in sinergia... e con poesia!]
clicca sull'immagine per leggere l'intervista

Wednesday, May 27, 2009

Monday, May 25, 2009

Poesie senza Adsl - Supposizioni - g. grammatico

Supposizioni

Ho amici che non conosco,

taggati nella mia mente

da idee collettive.

Euristiche digitali

allertano che se lanciassi

il mio messaggio

in questo mare di surfisti

non sempre sconnessi

molti Rispondi

avrebbero di che stupirmi.

E da pari a pari

rifletterei

su quei sentimenti

che credevo solo miei

e invece condivisi

da rizomatiche comunità

tra i server della conoscenza.

g

[Riparte, da oggi, il progetto Poesie senza Adsl. La prima poesia è mia, come buon auspicio per quest'avventura che vede coinvolti amici e sconosciuti in uno scontro all'ultimo bit!

Fatevi un giro tra i vostri elettrodomestici, correte sulle vostre fibre ottiche, osservate la vostra caffettiera... accendete il pc, cliccate su Word e date il via libera al vostro alter_e_go cyber_punk: se avete qualcosa da dire, percezione sociopatica vi ascolterà!]

[trovate info sul progetto poesie senza adsl 2 QUI!]

Wednesday, May 20, 2009

Morte dei Diritti: la Fiopsd si mobilita

da Redattore Sociale

Nel pacchetto sicurezza 2 norme che per l'associazione compromettono l'iscrizione all'anagrafe e sottopongono a schedatura soggetti già esclusi. Ora si chiede lo stralcio
al Senato, altrimenti si farà ricorso sino alla Corte Costituzionale



"Diritti costituzionali compromessi. Una minaccia pendente sulla condizione abitativa di milioni di cittadini. Una volontà di registrazione dalle dubbie finalità, oltre che prevedibilmente inefficace". La Federazione italiana degli organismi per le persone senza dimora (Fiopsd) esprime "sconcerto e condanna per l'approvazione, da parte della Camera dei deputati, del disegno di legge sulla sicurezza, all"interno del quale sono contenute due norme che interessano la realtà delle persone senza dimora e gravemente emarginate".


Tuesday, May 19, 2009

I RadioHead a Monteverde - Grammatico feat Franchi

GIOVEDI’ 21 MAGGIO DALLE 18.30 ALLE 20.00

GIANFRANCO FRANCHI

RADIOHEAD E MONTEVERDE

Incontro con lo scrittore e critico letterario Gianfranco Franchi, presentazione del romanzo Monteverde e del saggio Radiohead. A kid. Autore dal linguaggio fortemente poetico ed evocativo, Franchi riesce a condensare nei suoi libri

la precisione del dettaglio ed uno sguardo mai quieto,

sempre obliquo, originalissimo e geniale sulla realtà narrata.

Impossibile da ignorare, assolutamente da non perdere.

Conduce il vulcanico scrittore Girolamo Grammatico di PercezioneSociopatica.blogspot.com

MONTEVERDE, Castelvecchi Editore: Nella schiera degli antieroi che solo la migliore letteratura sa regalarci, ecco il protagonista di Monteverde, trentenne laureato e precario sempre in cerca di lavoro, e di volta in volta arbitro, giornalista-magazziniere, inseritore notturno, tirocinante, addetto allo sportello. Un nostalgico che seppellisce il suo vecchio palmare sotto la pianta di rosmarino, tifoso accanito della Magica, spirito rock, collezionista di mug. Un esule, un italiano, un letterato che rivendica orgogliosamente il suo ruolo. Ma chi è davvero Guido, che percorre avanti e indietro Monteverde, sulle tracce di Pasolini, e che fa strani incontri al cimitero, tra le tombe di Keats e Gramsci? Un duro o un romantico? Un asociale? Uno che si innamora?



RADIOHEAD, A KID. Arcana Editore: Franchi ha analizzato ogni brano, album per album (incluse inedite e B-Side), confrontando e comparando i testi con una nutrita rassegna stampa mondiale, web e cartacea. Ne è derivato uno Yorke inedito, ribelle, antagonista, coraggioso e libero: niente affatto malinconico e depressivo. Ecco che Douglas Adams, Thomas Pynchon, Lewis Carroll, George Orwell, T.S. Eliot, Kurt Vonnegut, Goethe e Dante s’adattano alla scrittura rock come niente fosse. Everything in its right place. GIANFRANCO FRANCHI Letterato romano di sangue giuliano, austriaco e istriano, ha pubblicato in narrativa "Monteverde" (Castelvecchi, 2009), "Disorder" e "Pagano "(Il Foglio Letterario, 2006, 2007); in saggistica, la plaquette "Lettere alle tre amiche, di Scipio Slataper" (Alet, 2007); in poesia, "L’inadempienza" (Il Foglio Letterario, 2008). Anima il popolare portale di comunicazione letteraria e dello spettacolo Lankelot dal 2003. Nella vita di tutti i giorni è un consulente editoriale.

Info:


Libreria Nuova Europa, Centro Comm. I Granai, via M. Rigamonti 100, Roma. Tel 0651955770 email granai@librerianuovaeuropa.com









Monday, May 18, 2009

Thursday, May 14, 2009

Poesie senza adsl - new thread

Girolamo Grammatico e Alessio Maria Claudio Curatolo autori di Poesie senza adsl – sentimenti ad alta tecnologia (Giluio Perrone Editore) il libro che ha umanizzato la tecnologia rendendola meno asettica, si rimettono a lavoro per il secondo libro su cui raccogliere le migliori poesie dedicate all’ hi - tech alle quali verranno affiancate nuove metafore visive della nostra tecnosfera.

Come nel primo progetto (Poesie senza adsl) gli autori posteranno sul blog percezionesociopatica.blogpost.com ogni settimana una poesia “senza adsl” ad opera loro o dei lettori. Alla fine di Agosto la raccolta dei nostri autori sarà composta anche da alcune tra quelle pervenute per vedere la luce nelle libreria verso la fine di Settembre.

Quindi prendete la vostra tastiera, cominciate a digitare i primi versi e mandateli a
poesiesenzadsl@gmail.com
Ci sarà spazio anche per opere musicali e visive dal sapore prettamente net, purché il leit motiv rimanga sempre il rapporto che intercorre tra tecnologia e sentimenti.

Coloro i quali non avessero letto il primo libro e volessero maggiori informazioni sul progetto precedente possono collegarsi a
www.myspace.com/poesiesenzadsl
o mandare un poesia (se tecnologica è meglio!) all’indirizzo di posta elettronica di cui sopra
e ricevere, gratis, il pdf del libro Poesie senza adsl!

Friday, May 08, 2009

Speciale Libia: cosa accadrà ai 227 emigranti respinti a Tripoli?

[Ricevo da Gabriele del Grande e diffondo con piacere!
Percezione Sociopatica è clandestina, rimandatela a calci in culo in Sicilia, Mr Maroni!]
PISTOIA, 7 maggio 2009 - Né a Malta, né a Lampedusa. Sono stati riportati in Libia i 227 emigranti e rifugiati (cittadini di Nigeria, Ghana, Gambia, Costa d'Avorio, Somalia e Mali) – tra cui 40 donne, tre delle quali incinte - soccorsi ieri a circa 35 miglia a sud est di Lampedusa dalle autorità italiane. Dopo una giornata di infruttuose trattative con il governo maltese sulla responsabilità dei soccorsi, l"Italia è riuscita a strappare a Tripoli il consenso per la riammissione in Libia dei naufraghi. Nessuno dei passeggeri è stato identificato, nessuno degli eventuali minori non accompagnati è stato tutelato, nessun rifugiato è stato messo nelle condizioni di chiedere asilo politico, e nessun medico ha verificato le condizioni di salute dei naufraghi. Prassi che sulla terra ferma sono obblighi previsti dalla legge. Ma non in mare aperto, fuori dalle frontiere e dallo stato di diritto. Maroni ha rivendicato quanto accaduto come “un risultato storico” e annunciato che sarà la prassi della prossima stagione di sbarchi. Maroni e l'Italia hanno la memoria corta.
LEGGI TUTTO.

Monday, May 04, 2009

Oscenità . Argo N.15

Martedì 5 Maggio - ore 21

Libreria.coop Ambasciatori
Via degli Orefici 19, Bologna

Wu Ming 2, Vanni Santoni, Christian Sinicco
& la Redazione di Argo

presentano

Oscenità

IL NUOVO NUMERO DI «ARGO - RIVISTA DI ESPLORAZIONE»

Accompagnati dalle letture di Wu Ming 2, del gruppo letterario Wu Ming, e di Vanni Santoni, giovane narratore pubblicato da Feltrinelli, la redazione di Argo presenta la nuova uscita della rivista, intitolata «Oscenità».
Interverrà alla presentazione anche il poeta Christian Sinicco

L’ultima fatica di Argo, «Oscenità», è un “romanzo di esplorazione” on the road attraverso l'Italia, da Sud a Nord e ritorno. Alla sua stesura hanno contribuito il controverso artista Federico Solmi, il repoter d'assalto Fabrizio Gatti, il giullare scomodo Paolo Rossi, i nuovi poeti dialettali - da Domenico Brancale a Edoardo Zuccato -, il poeta Jack Hirshman, il sociologo Massimo Paci, l'ex Cccp Massimo Zamboni, l'italianista engagé Andrea Battistini, i collettivi Kai Zen, Wu Ming e gli Argonauti, da Roma a Kyoto.

Dal deserto africano alle porte di Lampedusa, passando per Napoli, Roma, Milano, gli Escartons, Trento e Bolzano, la Bologna bohème e impegnata, l'Appennino, le Marche fino alla Puglia e alla Lucania, questo numero di Argo è un viaggio nell'Italia oscena dei tiranni e dei baroni, dell'immondizia e dell'immobilismo, ma anche nell'Italia che vive fuori dalla scena, non inquadrata dall'occhio deformante delle telecamere, nell'Italia delle antiche strade consolari che s'immergono nella natura, del meticciato, dei movimenti civici e di tutto ciò in cui vale la pena credere per ripartire.

Leggi le anteprime: QUI e QUI!!!
[IN QUESTO NUMERO C'E' ANCHE UN PEZZO MIO! :P]