Saturday, January 24, 2009
Thursday, January 22, 2009
LA TERRA VISTA DALLA LUNA - Claudio Morici
I viaggi sono i viaggiatori, i viaggi sono iniziazioni, i viaggi sono sempre e prima di tutto metafora del nostro “viaggio” d’adattamento al mondo che ci circonda, alle genti che lo abitano, alle sue storie.
Morici ci regala il biglietto per un viaggio folle, che poi è forse l’unico viaggio possibile al di fuori delle proprie familiari (in)sicurezze, un viaggio che è il tentativo di rimettere ogni cosa al suo posto per dare un senso a ciò che un solo senso non lo potrà mai avere. E allora via, in compagnia di Simon, appesi al climax delle sue storie, proiettati verso una follia distruttiva che non risparmia nessuna ipocrisia, imbarcati nell’arca dei luoghi comuni: l’ostello. È qui, infatti, che s’incontrano i luoghi comuni, s’accoppiano, si moltiplicano, in un’atmosfera identica in ogni parte del mondo.
Monday, January 19, 2009
I NOSTRI AMERICANI

Ambrogio 4 - gianni ambrogio - personale
AMBROGIO 4MOSTRA PERSONALE DI GIANNI AMBROGIO
Presso la sede museale di S. Caterina, Treviso
Dal 31 gennaio ore 17.30, al 22 marzo 2009.
Patrocinata dal comune di Treviso e in occasione degli ottant’anni dell’artista, verrà presentata la mostra personale del maestro Gianni Ambrogio nel complesso museale di S. Caterina, a cura di Marco A. Romano e Amarilli Gastaldi.
La mostra verrà allestita nella nuova Sala Ipogea, luogo in cui sono state appena realizzate le grandi mostre sugli spazialisti. (Guidi, Tancredi, De Luigi etc.).
La mostra sarà costituita da una cinquantina di quadri e divisa in quattro momenti stilistici distinti: SURREALE, ASTRATTO, INGEGNERIA GENETICA, UMANO.
Ognuno dei quattro momenti è arricchito da una scultura/istallazione realizzata per l’occasione dall’artista. Il tutto è sottolineato da un video d’arte dedicato alle opere in mostra, proiettato su mega-screen e da un percorso musicale costituito da quattro distinti ambienti sonori intercomunicanti ad opera del musicista Gabriele Bruzzolo.
L’allestimento della mostra è a cura dall’arch. Alberto Salvadori.
Durante l’inaugurazione verrà anche resa pubblica la costituzione della Fondazione Gianni Ambrogio con sede a Mareno di Piave.
L’evento verrà presentato anche mediante un catalogo monografico, in cui non saranno solo presenti le opere in mostra ma anche una sezione antologica dei lavori del Maestro e il CD con le musiche originali dell’istallazione sonora 4 stanze per Gianni Ambrogio.
L'evento è stato resto possibile anche grazie al contributo di:
Printmateria, Grafiche Antiga, Compiano, Centro Luce teso,
Bang & Olufsen, A Tutto Legno, Antica Osteria Zanatta
Wednesday, January 14, 2009
Barbie AV – LM
le sue luci ambigue,
umide sotto i tuoi piedi.
Facevo di quel silenzio un’arte
e con l’aiuto della notte,
spingevo altrove le mie paure;
il corpo sinuoso e candido,
nelle piaghe dell’acqua gelida.
Ho allora cercato la scintilla
lo sguardo austero di quel Fiume
un ramo ossuto trasportato via,
lontano dalla paura d’amare.
LM
Monday, January 12, 2009
Friday, January 09, 2009
natura morta
Thursday, January 08, 2009
Anamnesi - alessio maria claudio curatolo
Anamnesi Alessio Maria Claudio Curatolo
Caricato da bile-nera
Percezione Sociopaica l'aveva già proposto. Adesso invita tutti a guardarlo e ri_guardarlo e, in caso di alto gradimento, VOTARLO!
Se una cosa è bella e merita, va, necessariamente, promossa!
[cliccate su qui]
Wednesday, January 07, 2009
Poesie senza ADSL - Floriana Lenti
L’elemento essenziale che sempre più sembra perdere importanza è il contatto umano, ma non è detto che dopo una serie di mail, dopo mille parole scritte per chat e dopo svariati sms non arrivi…
E’ palese la spiccata vena ironica in “Poesie Senza Adsl”, che si fonde ad una visione leggermente drastica e pessimista soprattutto se può bastare un clic a cancellare tutto.
Un diario senza carta e senza penna ha comunque bisogno di una mente e di mani, ammirevole sia l’una che le altre, perché sono aperti verso un “tu” ed un “noi” a partire da un “io”.
“Tutto nacque dalla necessità di raccogliere idee su uno spazio condivisibile istantaneamente in modo tale da aggiornarsi, senza troppe attese, sui propri pensieri, stimoli, riflessioni, dubbi. Una situazione come un’altra, insomma. Con l’avvento di internet, e perdonatemi la retorica, necessità come questa cominciarono a manifestarsi moltiplicandosi come bolle di sapone in una vasca piena d’acqua calda su cui casca la boccetta aperta del bagno schiuma” è questo che scrive l’autore Girolamo Grammatico nell’introduzione e si ha infatti l’idea di un progetto collettivo, del confronto con gli altri, di un pensiero comune.
Tuesday, January 06, 2009
Monday, January 05, 2009
Thursday, January 01, 2009
Buon ANNO
tu che leggi nel destino:
l’anno nuovo come sarà?
Bello, brutto o metà e metà?
Trovo stampato nei miei libroni
che avrà di certo quattro stagioni,
dodici mesi, ciascuno al suo posto,
un carnevale e un ferragosto,
e il giorno dopo il lunedì
sarà sempre un martedì.
Di più per ora scritto non trovo
nel destino dell’anno nuovo:
per il resto anche quest’anno
sarà come gli uomini lo faranno.
Wednesday, December 31, 2008
Monday, December 29, 2008
senza dimora: grammatico su radio città futura

Girolamo Grammatico sarà in diretta domani, 30.12.2008, alle 10.40 su Radio Cità Futura. All'interno del programma: LE STRADE DI ROMA, condotto da Marco Moretti e Patrizia De Rossi il nostro disserterà su disagio,senza dimora, accoglienza e inclusione sociale!
Se volete passare un natale tranquillo, non ascoltatelo! C'è tanta roba, in frigo, da consumare... date priorità alle cose importanti!!!
[cliccando sull'immagine si può ascoltare la diretta online, ma così, perchè quelli della radio ci tengono che lo dico]
Friday, December 26, 2008
veglia di natale - con i miei migliori auguri
mmm
non ne può fare a meno.
Il processo si avvia in modo automatico non appena si butta in doccia per prepararsi. Ogni anno. Tutti gli anni.
Non sa bene quando ebbe inizio la cosa. Forse se si concentra riesce a trovare un ricordo da cui dare il via alla lunga serei di veglie fituse [così le chiama] che si diverte a vivere, ma non gli serve un inizio. Gli serve continuare.
E' troppo divertente.
Di solito la cosa più bella di situazioni come questa è la possibilità di condividere la marachella con qualcuno, con un amico. Ma non è questo il caso. E' una cosa privata. Personale. Come disse il prete quella volta durante l'omelia?
Ognuno ha il suo personale Natale!
Ecco il suo era di sicuro il più originale.
E poi parliamoci chiaro: è o no una grande festa? E che cazzo?
Quindi ridiamo. Ridiamoci.
Visto che è un motivo di gioia sto minchia di Natale, lui festeggia [e se la ride] a modo suo.
Tutti gli anni non perde la veglia del 24.
Manco se l'ammazzano ci rinuncia.
E' sicuro al 100% che un tempo ci andava con quel fervore cristiano che se avesse contiuato ad alimentare qualche altro decennio ci sarebbe pure scappato un miracolo. Sicuro come la morte!
Ma poi le cose sono cambiate, lui è cambiato e invece di mollare con la tradizione ha preferito ravvivarla un po'!
Così ogni anno si fa in quattro per arrivare 5 minuti dopo l'inizio della santa messa. quando tutti, i fedelissimi, sono già dentro.
Arriva sereno come un budda metropolitano, col sorriso angelico che tanto amano i credenti della sua parrocchia e scruta la platea alla ricerca della sua vittima.
Non sceglie un posto a caso. Non più. Da quando è iniziato il gioco deve calcolare tutte le variabili che lui solo conosce prima di accomodarsi e gustarsi la santissima veglia natalizia.
Non si possono più affrontare 2 ore di santissima solennissima messa senza aver calcolato tutte le variabili che solo lui conosce.
E così lascia che il suo scanner interiore esamini le spalle dei credenti, i profili dei cristiani, le posture dei parrocchiani.
Li osserva senza perdere l'aria santa dei suoi occhi. Quella sono la difesa migliore quando avrà scelto le vittime.
E così una volta individuato il suo posto lui si avvicina con fare pacato, con un mezzo sorriso alla monnalisa e va ad accomodarsi.
Sorride, lui.
Sorride a chi gli sta vicino. Se può cerca sempre di mettersi in mezzo alla panchina. Così c'è più gusto. Così ne coinvolge di più.
E a quel punto comincia a pregare. Segue la messa con devozione, profonda devozione. Conosce tutti i canti e le risposte. Tutte i gesti e i momenti. Ogni cosa della messa per lui è naturale. Per lui e per gli altri. E' un film che tutti conoscono ed è impossible che qualcosa vada storto e niente, niente andrà come non deve... tranne...
Tranne quando arriva il momento dell'effusione dello spirito, prima dell'eucarestia e il prete impone le mani sull'ostia e sul vino e l'asseblea, quella bella accozzaglia di parrocchiani che lui conosce da quando?
15?
20 anni?
Insomma in quel momento lui non s'inchina. No, abbassa solo il capo. Lui fa di un suo problema una bella virtù.
Perchè lui, quel ragazzo col sorriso angelico, quel tipino profumato che veste maglioncino e camicia alla Beverly hills e sorride timido timido a tutti, beh, lui, soffre di areofagia e in quel momento, quando tutti sono inchinati, lui gli sgancia una bella scorreggia loffia loffia che teneva dentro l'incubatore marcio che è il suo stomaco dall'inizio della messa.
fffffffffffffff
Lui è l'unico a sentire il sibilo purulunto che soffia tra le pieghe dei suoi pantaloni.
fffffffffffffff
E in quel momento si concentra ancora di più.
Oh signore non son degno di partecipare alla tua mensa, ma dì soltanto una parola ed io sarò salvato.
ffffffffffffff
Quando i vicini si sollevano sulle ginocchia lui rimane ancora con la testa china pronto a fare il vago.
Il feto delle sue corruzioni intestinali si diffonde più dell'incenso della chiesa.
ffffffffffffff
Che goduria.
Che liberazione..
Al suo fianco la gente deglutisce scandalizzata.
Si guarda intorno, ma senza voltarsi, muovendo solo gli occhi. Qualcuno accenna un verso di disgusto e non si capacita.
Siamo in chiesa. Ma chi sarà stato. Che schifo. Mamma mia, ma cos'avranno mai mangiato. Sarà stato qualche vecchio rincoglionito. Si mangiano l'impossibilie e poi vengono a cacare qui. Porca puttana che fetu!
Gli sembra di sentire i loro pensieri. A volte la puzza è tale che fa schifo pure a lui. Dovreste vedere come si schifa, si guarda intorno solidale con gli aggrediti.
Mai una volta che qualcuno avesse sospettato di lui, della sua faccina d'angelo. Mai.
Anzi. Forse lo scartano subito e accusano o quello davanti o quello a lato.
E così anche quest'anno è entrato 5 minuti dopo l'inizio. Si è seduto tra una signora anziana truccatissima in pelliccia che profumava di chimico e un signore giovane che dimostrava il doppio degli anni con un bambino superpestifero in braccio.
Sì mise lì, compiaciuto e la sganciò con tutta la soddisfazione del mondo.
La gioia più grande fu a messa terminata.
Si avviò all'uscita, ma il prete lo raggiunse e lo fermò.
Devo dirti una cosa.
Mi dica padre.
Senti, ma ti andrebbe, l'anno prossimo di farmi da ministrante?
Il cherichetto? Io?
Sì, dai, come quando eri piccolo. Ti vedo sempre solo e in disparte, fammi compagnia, lì sull'altare! E lo indicò con la mano.
Lui fissò il posto su cui si sarebbe dovuto sedere, alla destra del prete e sorrise.
Perchè no! Accetto!
Lo sapevo, non te ne pentirai!
Ne sono sicuro, padre e neanche lei, se ne pentirà!
Ci vediamo l'anno prossimo e Buon Natale.
E se ne andò dandosi una grattatina leggera tra le chiappe mentre il prete gli rispondeva
Buon Natale a te, figliolo!
da noi è tutta un'altra BONANOVA
Ricevo da una cara amica e con piacere e onore [anch'io appartengo a questa sicilia] diffondo!!!
Ogni tanto una “Bonanova”
“No allo spreco”! diciamolo in musica
“Non sprechiamo il pane”, simbolo cristiano di pace e sostentamento primario
Un cd che include singolo: “Bonanova” e videoclip, i cui proventi verranno devoluti interamente alla Mensa dei poveri della Caritas diocesana di Palermo Progetto nato da un’idea di Massimo Minutella e realizzato da Lello Analfino, Max Busa e Peppe Cubeta, leader dei tre gruppi siciliani Tinturia, Qbeta e Alibaba’, con il contributo della Fondazione Federico II
Il cd sarà distribuito domenica 28 in allegato al Giornale di Sicilia e a La Sicilia al costo di 3.90 più il prezzo del quotidiano.
“Volevamo lanciare un messaggio sociale - ha detto Peppe Cubeta - in un momento difficile come questo, il valore del pane e della farina non dovrebbero mancare mai nelle nostre famiglie”.

